Borgoluce: un’azienda che è già nel futuro.

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Un’azienda di 1.220 ettari che raccoglie in sé pascoli, frutteti, caseifici, vigneti, campi coltivati e persino mulini e piccole oasi dedicate alla didattica. Tutto questo è coniugato con il rispetto, l’attenzione e la cura delle risorse naturali, che con una parola molto di moda possiamo definire ecosostenibilità. Ma nell’azienda Borgoluce non è solo una parola, è una realtà. Ogni cosa prodotta, sia essa frutto della terra o animale, si ottiene nel vero rispetto del luogo di provenienza.

Per ottenere i vini Docg, non sono stati modificati i terreni per rendere più facile la produzione, ma si è preferito non stravolgere le colline scegliendo soluzioni meno economiche. Gli allevamenti del bestiame sarebbero stati molto più semplici nelle stalle, dove gli animali sono costretti a vivere in spazi angusti ma gestibili anche da una sola persona, qui no, gli animali vivono liberamente in uno stato semibrado a tutto vantaggio della qualità della loro vita e delle carni che producono.

L’energia necessaria alla tenuta nasce dai sottoprodotti dei boschi, degli allevamenti e delle coltivazioni. Il riscaldamento è affidato a una caldaia a biomassa, dove viene bruciato lo scarto del legname, mentre la produzione di energia si ottiene con il letame e i residui dei raccolti cerealicoli tramite un tecnologico biodigestore in grado di fornire circa un megawatt e l’eccedenza al fabbisogno viene venduta al gestore della rete. Come dice un vecchio adagio alla tenuta Borgoluce si fanno fatti non parole.

 


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