Aumento del fatturato e nuove assunzioni. È la risposta al Covid di Domino’s Pizza Italia.

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Il CEO di Domino’s Pizza Italia ci racconta come hanno combattuto contro il covid.
Vincendo.

di Valentina Venturato



Demonizzata, attesa, gradita o evitata la pizza Domino’s Pizza Italia, esce da questa pandemia vincente e con un segno più sul fatturato. “La nostra forza rispetto a questa emergenza che – speriamo di lasciarci alle spalle il più velocemente possibile – è di essere sempre stati esattamente dove il mercato sta andando ora e continuerà a direzionarsi nel futuro.” A parlare è Alessandro Lazzaroni, CEO di Domino’s Pizza Italia.
La storia di questo brand, soprattutto per la sua attività in Italia è nota a molti ma chiara a pochi. E noi vogliamo raccontarvela perché Domino’s Pizza Italia è un’azienda sana, che guarda al futuro e – parlando di pizza – offre un prodotto italiano, fresco e di buona qualità per il settore di riferimento.
Il dottor Lazzaroni ci parla dal suo quartiere generale in quel di Buccinasco, operoso comune lombardo ad una decina di chilometri da Milano. È qui, nel cuore della regione più provata dall’incubo Covid19, che si trova il centro operativo di Domino’s Pizza. “Qui a Buccinasco facciamo gli impasti e lavoriamo gli ingredienti che spediamo quotidianamente nelle nostre 28 sedi dislocate tra Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia”. L’apertura sul territorio italiano è stata preceduta da una attenta indagine di mercato che ha fatto emergere due aspetti fondamentali, sui quali Domino’s Italia ha costruito la sua forza. “Dalle nostre analisi – spiega Lazzaroni – abbiamo appreso che gli italiani, in fatto di cibo da asporto o delivery, erano insoddisfatti sia per la qualità del prodotto finale ma anche per i tempi di consegna. Abbiamo dunque perfezionato l’offerta potenziando questi due aspetti”.


L’offerta delle pizze a marchio Domino’s è ovviamente variegata (sono 27 i gusti tra cui scegliere) e personalizzabile, perché ognuno può costruirsi la pizza scegliendo tra una vastissima serie di ingredienti provenienti per il 90% dal mercato italiano. “Gli italiani sono certamente ben ancorati alla tradizione in fatto di pizza, ma amano osare. Tra le nostre pizze più vendute c’è per esempio la cheeseburger ( Salsa Domino’s, Mozzarella, Cheddar, Bacon, Cipolla, Hamburger, Salsa Burger). Questo a dimostrazione del fatto che gl’italiani sono ben disposti a provare qualcosa di innovativo e Internazionale senza necessariamente rinnegare le loro radici”. Ed è proprio facendo leva su questa volontà di “osare” che il brand Domino’s Pizza si è ritagliato una fetta di mercato che a due anni dall’arrivo nel bel paese, porta sul piatto numeri assolutamente incoraggianti. E anche inaspettati, se pensiamo che le 28 pizzerie Domino’s Italia sono dislocate nelle zone più colpite dall’emergenza Covid19. “Con l’arrivo dell’epidemia avevamo previsto una riduzione del fatturato del 50%. Ma non è andata così, fortunatamente”. Lazzaroni, ragionevolmente soddisfatto spiega che non solo il fatturato non è sceso, ma c’è stato un incremento del 10%. “La crescita è dovuta principalmente ad un unico grande fattore: mentre in molti offrivano il delivery per la prima volta, noi abbiamo semplicemente continuato a fare ciò che abbiamo sempre fatto”.

Ovviamente sono state introdotte delle particolari accortezze, come l’obbligo per i riders di indossare guanti e mascherina. Ma è stata ripensata anche la modalità della consegna a domicilio per ridurre radicalmente il contatto tra i riders e i clienti. Quindi pagamenti al momento dell’ordine direttamente sulla piattaforma digitale www.dominositalia.it e ogni rider, invece di consegnare le pizze nelle mani del cliente, le sistema su uno sgabello pieghevole. Si allontana e attende che vengano prese. Aspetto da sottolineare è che, mentre in questi mesi molte aziende hanno dovuto mettere in cassa integrazione molti dipendenti, Domino’s Italia non si è mai fermata ed ai 400 dipendenti se ne sono aggiunti altri 50 per potenziare il settore delle consegne. Servizio che viene svolto attraverso l’utilizzo di motorini elettrici per ridurre il più possibile l’impatto ambientale.
Il progetto a lunga scadenza di Domino’s Pizza Italia è di arrivare a 880 punti vendita tra nord e centro Italia, chiediamo a Lazzaroni se gli eventi spingono ad una rimodulazione degli investimenti. Questa è la sua risposta “Assolutamente no. Quello resta il nostro obiettivo. In estate inaugureremo un punto vendita a Parma e un altro a Milano. In autunno ne apriremo altri tre. Il Covid ha solo rallentato la nostra corsa, non l’ha interrotta”.

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Valentina Venturato

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