Sopexa è la Food Communication Agency del 2018

 Sopexa  agenzia di comunicazione e marketing presente a livello globale – si è aggiudicata il premio Food Communication Agency of the Year 2018, assegnatole in occasione del 39° Grand Prix des Agences de l’Année, l’evento che premia ogni anno le migliori agenzie di comunicazione nei settori di competenza e che si è tenuto a Parigi lo scorso 10 dicembre.

Un approccio internazionale e un’expertise nell’enogastronomia di oltre trent’anni: è con queste premesse che Sopexa entra nel palmares del Grand Prix des Agences de l’Année.

Startup, PMI, ITI, associazioni, grandi gruppi e istituzioni, in ambito food and beverage ma anche nel settore del turismo, del tempo libero, del lifestyle, della salute e della cosmesi: oggi Sopexa vanta un portafoglio ampio e internazionale, con clienti provenienti da 42 Paesi in tutto il mondo. Un orientamento intrapreso a livello internazionale, ma che si rispecchia anche a livello locale. In Italia, il portafoglio di Sopexa comprende oggi clienti come Barilla, Assomela, il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il Consorzio Tutela Vini Collio, Assovini Sicilia e clienti internazionali come il Comité Interprofessionnel du vin de Champagne. Ma non solo territorio italiano, Sopexa Italia ha una lunga esperienza nella gestione di campagne di comunicazione e promozione attuate in Italia e all’estero come la campagna 3 Pecorini (Pecorino Romano DOP, Pecorino Sardo DOP, Fiore Sardo DOP), nella realizzazione di campagne cofinanziate dall’Unione Europea, oltre che nel coordinamento di progetti realizzati a livello internazionale per clienti come il Consorzio di Tutela del Grana Padano e il Consorzio del Prosciutto di Parma.

Ismea-Qualivita, il punto sul valore di Dop e Igp

Presentato a Roma il rapporto IsmeaQualivita sull’economia dei prodotti a indicazione geografica a fine 2017

È stata raccolta ed esaminata una mole colossale di dati per costruire il rapporto del 2018, relativo all’anno 2017. L’Italia è Paese leder mondiale in termini di prodotti a indicazione geografica; il nostro patrimonio ammonta a 822 indicazioni (tra Dop, Igp e Stg) su 3.036 nel mondo (al 5 dicembre 2018) per un valore alla produzione che sfonda il muro dei quindici miliardi con una crescita del 2,6% rispetto al 2016 e un peso sul totale del comparto nazionale agroalimentare che ha vale il 18%. In termini di export sono stati raggiunti 8,8 miliardi di euro, oltre il 21% dell’export agroalimentare.
Il Sistema delle DOP IGP in Italia coinvolge 197.347 operatori e garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che conta 275 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaft e oltre diecimila interventi effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.
Nelle tabelle riassuntive estratte dal rapporto trovate anche le classifiche delle province più virtuose nel mondo delle denominazioni, sia per quanto riguarda il cibo che il vino. Buona lettura.

Il ristorante Mirabelle dell'Hotel Splendide Royal di Roma

La tendenza degli ultimi anni in fatto di grande ristorazione è ormai quella di trovare delle eccellenti proposte gastronomiche anche nei ristoranti interni dei grandi hotel. In questi luoghi la cura del dettaglio e l’accoglienza espressa a 360 gradi sono elementi determinati per chi ha l’onere e l’onore di trovarsi a stretto contatto con gli ospiti. Abbiamo parlato di accoglienza e di offerta enogastronomica con Luca Costanzi e Fabrizio Colaianni, rispettivamente manager e sommelier del Mirabelle il ristorante dell’Hotel Splendide Royal di Roma.

Luca Costanzi
L’anno scorso, la sua lunga carriera di manager di hotel le è valsa un importante riconoscimento, quello come Miglior Manager Horeca in occasione degli Excellence Food Innovation Awards 2017. Un premio stra meritato, senza dubbio. Come è arrivato all’apice della sua carriera? Quali sono state le tappe fondamentali?
Prima di approdare al Mirabelle ho fatto diverse esperienze in Italia e all’estero iniziando una lunga gavetta. da giovane ho mosso i primi passi professionali tra Londra e gli Stati Uniti per poi ritornare a Roma e intraprendere un nuovo percorso italiano. L’incontro con Bruno Borghesi, ex manager del Mirabelle, è quello che ha consacrato la mia carriera. In pochi mesi di lavoro appassionato vengo promosso Maître e nel giro di tre anni con mio grande onore, sono diventato assistente di Borghesi. E’ stata una grandissima fortuna la mia, quella di aver lavorato spalla a spalla con questo personaggio iconico che ha letteralmente attraversato in prima fila la Dolce Vita romana. Tecniche, segreti, sacrifici e giornate intere spese al ristorante insieme a lui sono riuscite a dargli la completezza e la professionalità che serve a un Manager di una location di tale calibro.
Dirigere una struttura extra lusso come l’Hotel Splendide Royal è senza dubbio un incarico di grande prestigio, ma nel contempo anche ricco di grandi responsabilità. Quale a suo avviso, è l’elemento determinate per rendere l’esperienza nel vs hotel veramente indimenticabile?  
La nuovissima vetrata che protegge la terrazza permettendo agli ospiti di cenarvi anche in pieno inverno senza rinunciare al panorama unico al mondo. Inoltre, un’altra importante innovazione voluta da Luca è la Cave, nata ad aprile 2017, luogo esclusivo dove degustare i vini, con una scelta tra circa 750 etichette da tutto il mondo. La location ideale per fare cene e piccoli eventi privati in quella che era una sala interna ed ora è un angolo elegante e raffinato.
E quale, il fattore principale che spinga un cliente a scegliere ancora una volta la vostra struttura?
Il Mirabelle non è solo meta di turisti o degli ospiti dell’Hotel Splendide Royal, ma è soprattutto un punto fermo per tanti romani e clienti affezionati. Qui non c’è bisogno di sfarzo e di ostentazione, ma di elegante sussurro, di raffinata pacatezza.  Basta la cucina di prim’ordine di Chef Marzetti, basta il luogo e la vista unica, basta una squadra di persone che da dietro le quinte si materializza con professionalità e massima discrezione.

Quale consiglio si sente di dare ad un giovane che vuole formarsi professionalmente nel settore della grande hotellerie?
Puntare all’eccellenza, sempre. La qualità è il vero lusso.

Fabrizio Colaianni
Il Mirabelle è senza dubbio uno dei ristoranti di hotel – e non solo – più prestigiosi della Capitale. La proposta gastronomica e quella enologica vanno di pari passo. Cosa non deve mai mancare nella bellissima cantina?
Predilige realtà locali o preferisce avere una vasta scelta internazionale anche in funzione della grande clientela estera?

Si è vero! Un ristorante di questo livello pretende una cantina bellissima, e non parlo solo della scelta o del numero delle bottiglie. Deve essere anche esteticamente bella, accogliente, coinvolgente. E “La Cave” del Mirabelle lo è.  Lo è diventata un po’ alla volta. Modifica dopo modifica, impiegando sempre la massima attenzione a ciò che poteva essere migliorato. Ecco cosa non deve mancare mai in una cantina come la nostra: la voglia di fare sempre meglio. E poi non deve mai mancare un attenzione particolare a ciò che il cliente richiede. Sono molto contento quando un cliente abituale trova qualcosa di nuovo (magari proveniente dall’altra parte dell’emisfero) e quando un ospite internazionale si entusiasma per aver scoperto un vitigno autoctono nazionale. Ciò comporta la necessità di avere in carta sia prodotti “locali” (grandi aziende blasonate e piccole realtà) che internazionali. Amo averli entrambe. Il vino non compete con se stesso.

In fatto di vino, spesso c’è la tendenza a considerare garanzia l’elevato valore economico della bottiglia. Qual è il suo parere al proposito?
Il valore di una bottiglia superato un certo livello è dato dal mercato. Più è alta la richiesta e maggiore sarà il prezzo. E a volte capita che bottiglie dal prezzo relativamente contenuto rivelino qualità superiori a bottiglie costosissime.  È anche vero però che il più delle volte questa qualità difficilmente viene ripetuta negli anni. Spesso manca la costanza. La forza di una bottiglia dall’alto prezzo sta proprio nella capacità di garantire negli anni un livello altissimo.

Di Valentina Venturato

Dall’antipasto al dolce! Il menù delle feste di Lidl


Lidl porta sulla tavola delle feste le prelibatezze dolci e salate di Deluxe, una gamma che racchiude prodotti premium pensati per rendere cene e pranzi ancora più gustosi e speciali, ma sempre a un costo accessibile. Fra le tante sfiziose proposte gourmet, disponibili in esclusiva nei punti vendita Lidl e da scegliere sul catalogo Magico Natale, ci hanno ispirato la pregiata polpa di riccio, proposta in una confezione da 90 grammi, a € 4,99 e sarà disponibile dal 3 dicembre. Non è Natale senza i torroncini assortiti dai gusti sfiziosi che troverete con cioccolato fondente e crema catalana oppure nella versione con frutti di bosco e crema al limone, che troverete nella confezione da 250 grammi a € 2,99, già disponibile.

Lidl Italia, da sempre impegnata per promuovere un agire sostenibile nei confronti della società e dell’ambiente, propone il panettone solidale a marchio Deluxe. Per ognuno che sarà venduto Lidl devolverà un euro a Croce Rossa Italiana. Un impegno che permetterà la realizzazione di progetti congiunti per sensibilizzare i più giovani all’adozione di un corretto stile alimentare. Il panettone, realizzato solo con ingredienti selezionati e uova da allevamento a terra, è realizzato secondo la ricetta tradizionale, che prevede una lenta lievitazione che gli conferisce una consistenza soffice e leggera, mentre le scorze di arancia e l’uvetta aggiungono a questo dolce l’inconfondibile nota croccante. Incartato a mano costa, nel formato da 1 chilogrammo, solo € 4,49.

Nella linea Favorina si trovano invece molti prodotti che racchiudono tutto il profumo speziato dei mercatini di Natale d’Oltralpe e i sapori natalizi della migliore tradizione italiana. I dolci, tutti dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, riservano grande attenzione alla sostenibilità e sono realizzati esclusivamente con cacao certificato. Come i gustosi alberi di Natale dalla fragrante pasta sfoglia, avvolti da uno strato di cioccolato al latte, perfetti da assaporare durante le festività. La confezione da 275 grammi costa € 2,79.
Lidl è anche multimediale, infatti sarà sufficiente scaricare l’APP per interagire con il catalogo, scoprite la realtà aumentata, rendere interattive le ricette, scoprire allegri giochi per i bambini.
A proposito di Lidl
Lidl è presente in Italia da 25 anni. Ad oggi, può contare su una rete di più di 600 punti vendita in 19 regioni dove il rifornimento quotidiano dei negozi è garantito da 10 piattaforme logistiche dislocate sul territorio nazionale. Negli ultimi anni è stato portato avanti un percorso di profondo rinnovamento dell’insegna che, da un lato, ha coinvolto il radicale ammodernamento della rete vendita per offrire un’esperienza d’acquisto più piacevole e funzionale ai clienti, dall’altro ha visto la completa revisione dell’assortimento di prodotti a scaffale con una netta virata verso il Made in Italy al punto che attualmente, oltre l’80% dei prodotti offerti è prodotto in Italia.

Di Giovanna Moldenhauer

Romeo Terroirs, si parte venerdì 14 dicembre con le Marche

Venerdì 14 dicembre Romeo Chef & Baker di Roma, ospiterà il consorzio Terroir Marche – Vignaioli Bio, un evento che darà a tutti gli appassionati la possibilità di degustare i migliori vini della Regione italiana abbinati ad un menù realizzato per l’occasione dalla chef Cristina Bowerman.

L’appuntamento, moderato da Alessio Pietrobattista, è il primo di una serie di eventi appartenenti ad un format sperimentale che esce fuori dai normali canoni della cena classica con abbinamenti. La serata, infatti, prevede momenti didattici e di approfondimento sui vini e sulla tematica della territorialità dei vini, molto dibattuta in questi mesi.
Lo spirito di Terroir Marche è di rivendicare la propria terra che nel contempo significa rivendicare la vita, riappropriarsi certamente del valore economico, ma anche di un intero mondo di relazioni, di tradizioni e di sentimenti, divenendo una comunità organizzata e diffusa che abbia coscienza che si è giunti ai limiti dell’irreversibilità dell’insensatezza globale.

L’evento si divide in due distinti momenti. Alle ore 19:30 si parte con l’aperitivo con spiegazione del progetto «Romeo Terroirs» e la degustazione di 10 aziende vitivinicole marchigiane. Ecco le aziende protagoniste di questa prima parte della serata:
AURORA
Offida DOCG Pecorino Fiobbo 2016

BROCCANERA

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Spumante “Broccanera Extrabrut”

CAVALIERI
Verdicchio di Matelica DOC Gegè 2015

FAILONI
Rosso Piceno DOC 2015

FATTORIA NANNÌ
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC Origini 2016

LA DISTESA
Rosato IGT Meticcio 2017

LA VALLE DEL SOLE
Marche Passerina IGP 2017

MALACARI
Rosso Conero DOC Villa Malacari 2014

PS WINERY
Marche IGT Incrocio Bruni 54 2017

TOMASSETTI
Marche Sangiovese IGT Renudo 2016

Alle ore 21:00 avrà inizio la cena realizzata da chef Cristina Bowerman con abbinamento di vini di altre 7 aziende vitivinicole marchigiane.

Ecco il menu:

LA MARCA DI SAN MICHELE
Vino Spumante Dosaggio Zero Col Fondo 2014 Numero Uno (Verdicchio)
Abbinato a Tartare di manzo, alici, capperi, salsa all’arancia e miso

Prima coppia di bianchi a base Pecorino:
PANTALEONE
Falerio DOC Pecorino Onirocep 2017
FIORANO
Offida DOCG Pecorino Donna Orgilla 2017
Abbinati a Tubettini con cozze e vongole e scorza di limone

Seconda coppia di bianchi a base Verdicchio:
PIEVALTA
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG San Paolo 2015
COL DI CORTE
Verdicchio Classico Superiore DOC Vigneto di Tobia 2017
Abbinati a Risotto alla mugnaia, burro, nocciola, capperi, limone e pesce

Coppia di rossi:
VIGNETI VALLORANI
Piceno Superiore DOP Koné 2015
MORODER
Conero DOCG Riserva Dorico 2015
Abbinati a Coda alla vaccinara

Dessert
Montblanc versione Romeo

Il costo del solo aperitivo è di 15€, la cena 45€, entrambe al prezzo promozionale di 50€.
La cena ha capienza massima di 50 persone.

Per info e biglietti: Clicca qui

Romeo Chef & Baker
Piazza dell’Emporio, 28
00153 – Roma
+39 06 32110120 / +39 06 45229090
info@romeo.roma.it

BUONE & NUOVE – MAJANI 1796 PRESENTA LE NUOVE PRALINES, DOLCI GIOIELLI DA GUSTARE

Majani 1796, la storica Azienda bolognese che realizza da sempre le sue creazioni a partire dal seme di cacao crudo fino al prodotto finito, presenta le nuove, eleganti Pralines. Le golose varianti sono 6, tutte sublimi e dall’estetica molto accattivante.
La tropicale pralina ESOTICA al cocco ricoperta di cioccolato al latte e decorata con cocco rapè, l’aromatica MOKA, con cuore di caffè e glassatura di cioccolato al latte e polvere di arabica, l’agrumata ORANGERIE, con ripieno arancia e copertura di fondente con scorzette candite.

La linea prosegue con la mediterranea ORO VERDE al pistacchio salato, cioccolato al latte e pistacchio tostato, l’intensa GRAN CACAO, al fondente ricoperta di cioccolato fondente e nibs e la classica GRAN NOCCIOLA con ripieno nocciola e copertura di fondente e granella di nocciole.
Realizzate artigianalmente dai Maestri Cioccolatieri Majani, Le Pralines sono custodite da eleganti cofanetti caratterizzati da un design moderno e sofisticato, disponibili nei formati da 15, 30 e 60 cioccolatini.
Un dolce regalo di stile per ogni occasione.

Flos Olei Tour in Rome, domani al Westin Excelsior

Un grande evento capace di celebrare, in tutte le sue forme, l’extravergine di qualità e di far diventare Roma, per un giorno, la capitale indiscussa dell’olio. Stiamo parlando di Flos Olei Tour in Rome, in scena sabato 8 dicembre 2018, dalle ore 11.00 alle 21.00, nelle eleganti sale del The Westin Excelsior Rome (in via Vittorio Veneto, 125).
La manifestazione è figlia dell’omonima guida – curata dall’esperto internazionale Marco Oreggia (che ne è anche editore) e dalla giornalista Laura Marinelli – che giunge quest’anno alla sua decima edizione e che recensisce ben 500 aziende olivicole provenienti da oltre 50 Paesi. Di queste, oltre 80 saranno presenti tra i banchi d’assaggio a Roma, comprese ovviamente quelle inserite nella The Best e considerate le migliori al mondo. Non mancheranno inoltre una serie di chicche gastronomiche da abbinare all’oro verde della tavola, dal vino ai formaggi, passando per salumi e pani artigianali.

Ma a rappresentare la vera attrazione dell’evento saranno gli chef, ben 16 tra grandi cuochi, maestri pizzaioli, gelatieri, pasticceri e artigiani del gusto che, per l’occasione, proporranno al pubblico speciali creazioni studiate per esaltare l’olio extravergine di oliva. Ecco allora il castagnaccio di Andrea Perini, incoronato nella The Best come ristorante dell’Anno (Al 588), lo Sfilato di chianina IGP di Simone Fracassi (Macelleria Fracassi), il 3gges con uova, bottarga e salmone di Riccardo Loreni (Cuoco e Camicia), il panino ripieno con spezzatino di vitello, pomodoro e anice stellato alla Shandong di Jing Hua Ge (Asia Inn), il Dolce Pinzimonio di Giovanni Cappelli e Gianluca Ricci (Le Tamerici), il Maritozzo di Chiara Caruso (Caffè Merenda), il gelato al bergamotto e capperi di Pantelleria di Dario Rossi (Greed Avidi di Gelato). E ancora le pizze di Angelo Pezzella (Angelo Pezzella Pizzeria con Cucina), le gustose preparazioni di Alain Rosica (Ristorante Belvedere dal 1933), la puntina di maiale di Alberto Mereu (F’orme Osterie), le puntarelle e alici di Alessandro Caponi (Host), la golosa insalata di Geppy Sferra (Gelato d’Essai da Geppy Sferra), il carciofo con baccalà e guanciale di Giuseppe Gaglione (Radisson Blu Es. Hotel Rome), la crema di lenticchie di Maria Luisa Zaia (Ristorante l’Oste della Bon’ora), la pasta reale di Paolo d’Ercole (Retro Food&Wine) e il baccalà mantecato di Salvatore Testagrossa (Centro).

Per i più curiosi infine sarà possibile partecipare alle degustazioni guidate degli oli della The Best, piccoli corsi tenuti dagli stessi Marco Oreggia e Laura Marinelli in versione propedeutica e avanzata.

Presentata a Roma la Guida Osterie D’Italia 2019 di Slow Food Editore

Giunto alla 29a edizione il “sussidiario” del mangiare e bere all’italiana.

Oltre 1.600 i locali consigliati che fanno riscoprire il meglio della cucina regionale nelle vere osterie che sono luoghi ricchissimi di storie, tradizioni, prodotti, che mettono in tavola le grandi materie prime del territorio a un prezzo accessibile e che rispettano la filosofia di Slow Food, ovvero l’accoglienza, che resta la pietra angolare, per proseguire con l’attenzione verso un corretto rapporto tra qualità e prezzo e la capacità dell’oste di scegliere le materie prime e di utilizzarle in modo corretto.
“Abbiamo girato l’Italia e cercato le migliori osterie. Per oltre dieci mesi, assieme ai nostri collaboratori, abbiamo visitato quasi duemila locali, molti più di quanti non ne troviate in guida……. Ma cos’è l’osteria oggi?……l’osteria è il modello di ristorazione più rappresentativo del nostro Paese. Dopo aver affrontato anni difficili, in cui sembrava finita, si è ripresa e ora cresce, si evolve, si adatta ai tempi che cambiano e non ha intenzione di fermare questa sua corsa” senza snaturare la sua vera identità. Così Marco Bolasco e Eugenio Signoroni, curatori della guida.

Per venire alla nostra regione diciamo che i locali segnalati sono 93, tra cui 15 Chiocciole (i locali particolarmente in sintonia con la filosofia Slow Food), 13 Formaggi, riconosciuti a quelli con una valida selezione di latticini, 18 Bottiglie, che segnalano le osterie attente alla selezione dei vini e, novità di quest’anno, 4 esercizi segnalati per la particolare attenzione all’olio extravergine d’oliva, sia in cucina che in sala (e forse era ora di dare rilevanza ad uno degli alimenti più importanti e più ricchi di storia che abbiamo in Italia).

Tra le novità laziali recensite in guida, da segnalare l’Osteria di Birra del Borgo (sede della presentazione della guida) e la Trattoria Pennestri, che sono entrambe portavoce di quella nuova corrente che guarda alla tradizione e al proprio territorio con occhi nuovi e con originalità. Sono state loro le protagoniste ai fornelli della serata dedicata alla presentazione della Guida.

Luca Pezzetta, nell’Osteria di Birra del Borgo, rilegge e sovverte le regole dell’impasto e della lievitazione supportato da una cucina moderna ma di grande sostanza, attenta alla selezione delle materie e alle proposte con la protagonista birra. Trattoria Pennestri, il progetto nato lo scorso anno dall’amicizia tra lo chef italo-danese Tommaso Pennestri e la sommelier argentina e responsabile del servizio Valeria Payero, accoglie con calore i propri ospiti e offre loro un bel momento di condivisione, attraverso la valorizzazione dei piatti della cucina tradizionale romana. Ed infatti, la serata si è conclusa con una bella esperienza gastronomica con piatti piacevoli e coinvolgenti, a base di materie prime di eccellente qualità, in abbinamento a birre paradigmatiche di Birra del Borgo, come l’Osteripa, Castagnale e 25dodici.

di AntonioMarcianò

È nata 50TopItaly, la nuova guida ristoranti online e gratuita, firmata LSDM

Sull’onda lunga dell’enorme successo avuto da 50TopPizza, nasce una nuova guida, on-line e completamente gratuita, con innovativi metodi di giudizio e capace di ridisegnare la mappa della ristorazione italiana dentro e fuori dai confini nazionali. Sarà questo 50TopItaly, un progetto firmato LSDM, storico congresso di cucina d’autore in scena dal 2008 a Paestum, e diretto dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.
Un’unica guida, due campi da gioco: l’Italia e l’estero.
Ad essere giudicate saranno infatti, in primis, le attività ristorative dello Stivale, suddivise per 5 fasce di prezzo: entro i 25 euro, entro i 45 euro, entro gli 80 euro, entro i 120 euro e oltre i 120 euro. Ad ogni fascia corrisponderà una speciale classifica con le migliori 100 insegne; a seguire altre 1.500 attività rientreranno nelle categorie ‘segnalate’, ‘da non perdere’, ‘eccellenti’, per un totale di ben 2.000 indirizzi da Nord a Sud della Penisola.
Ma la grande novità è certamente ciò che riguarda il resto del mondo – composto da 27 diverse aree geografiche – per il quale saranno segnalati solo i migliori 50 ristoranti che per cucina, stile e veridicità dei prodotti, sono capaci di offrire quotidianamente uno spaccato della cultura italiana.
A ‘dare i voti’, in Italia, saranno 130 ispettori, che valuteranno le tavole del Bel Paese rispettando i diktat dell’anonimato e dell’autonomia e, ovviamente, pagando il conto. Con i medesimi principi si muoveranno i 350 giudici competenti fuori dai confini nazionali, sotto l’attento coordinamento del giornalista Guido Barendson.

Rivoluzionario il metodo di giudizio, che darà grande rilievo al servizio e all’accoglienza, elementi fondamentali di una ristorazione attenta alla propria clientela. Se il voto dato alla cucina ‘peserà’ per il 50% del totale, quello relativo alla sala rappresenterà dunque ben il 40%, mentre il restante 10% prenderà in esame la carta dei vini e delle birre. Il decalogo del cuoco italiano moderno, presentato all’ultima edizione di LSDM e ispirato ai dettami della Dieta Mediterranea, sarà alla base del giudizio degli ispettori con riguardo alla parte gastronomica, mentre l’offerta beverage sarà tanto più valutata positivamente quanto più ricca, originale e con forti legami territoriali.
“Proveremo a fornire uno strumento utile al lettore – sottolineano Guerra, Sapere e Pignataro – completamente gratuito, sempre a portata di mano, in italiano e anche in inglese, con dei criteri innovativi, per raccontare lo straordinario movimento della cucina italiana. Come per 50TopPizza, le visite saranno basate su anonimato ed esperienza collettiva, per non affidare a un singolo il giudizio. In sostanza 50TopItaly non sarà una guida qualunque, ma un progetto innovativo pensato per le esigenze di chi legge”

Akira Ramen Bar arriva a Torino

Conoscete Akira Yoshida? E’ un ragazzo giapponese, classe 1986, consulente marketing per aziende giapponesi che che vogliono investire in Italia ma soprattutto è l’ideatore di Ramen Bar Akira, una catena di ristoranti in pieno stile nipponico che spopola nella capitale con ben tre punti vendita (uno nel quartiere ostiense, uno nel quartiere flaminio e l’ultimo nato al Mercato Centrale).

“Il nostro ramen bar ha avuto successo a Roma perché siamo riusciti a trasmettere i valori della nostra cultura attraverso una specialità che in fondo rappresenta quello che per un italiano è un buon piatto di pasta, ben condito”.

La proposta ha come focus lo Iekei Ramen, una delle tante ricette del ramen giapponese nata a Yokohama nel lontano 1974 sotto la firma della famiglia Yoshimura. Si tratta di un ramen dal gusto deciso con un brodo molto cremoso che si sposa perfettamente con i noodle più ruvidi e spessi. Parola d’ordine homemade ovviamente.

L’ascesa di Akira Yoshida non si è di certo fermata, infatti dopo il grande successo registrato sul terrotorio romano Akira Ramen Bar vola fino a Torino per aprire il suo primo locale in Piemonte.

“Voglio portare la mia idea di trasmettere la vera cultura giapponese in un contesto saturo di ristoranti giapponesi, dove la vera differenza la fanno quelli che sono in grado di proporre ricette originali realizzate con tecniche autentiche e materia prima d’eccellenza. I miei ramen bar vogliono far conoscere la nostra cucina e permettere ad ogni ospite di sentirsi come in Giappone.”

I format sono molto simili tra di loro perché il piatto di punta è sempre il ramen ma a Ostiense si offre il modello casual style, a Ponte Milvio è un format Ramen con sake, Roma Termini è speedy e a Torino infine verrà proposta una versione Casual ma elegante.

In cucina cuochi giapponesi formati da Akira a Roma e gli altri cuochi portati direttamente dal Giappone. La vera protagonista e segno distintivo è la cucina a vista, dove regna un’impastatrice professionale per i noodle, un vero top di gamma che fa la differenza. Controllo qualità costante e training regolare per tutti. Offerta beverage semplice ma curata con birre giapponesi, i sake freddi giapponesi, soft drink, alcolici dopo pasto giapponese e vini internazionali. 70 coperti suddivisi in 40 interni e 30 esterni.

L’interessamento per la cucina giapponese e la voglia di scoprire la vera cucina giapponese sta crescendo sempre di più e Akira Yoshida si è fissato una missione: migliorare la sua offerta e permettere al vero Giappone di arrivare in Italia e in Europa.

I ramen in carta sono tutti a base di Tonkotsu, un brodo di maiale alleggerito dall’aggiunta di brodo di pollo. Più versioni base con possibilità di aggiungere extra (dal mais alle uova, dai porri alle alghe, al formaggio).

Attenzione ai dettagli e dedizione anche in sala, dove regna un principio funzionale anche nel design – risultato della volontà di lavorare senza sfarzo come nei veri Ramen Bar giapponesi. Materiali ottimi ma basici, colori e forme pulite, tutto estremamente funzionale..

Ramen Bar Akira
Torino, Corso Vittorio Emanuele II, 29
Tel  ‭011 4172069

www.ramenbarakira.com