Roeno, Riserva 1865 Prefillossera alle radici dell’Enantio

Roeno, azienda della famiglia Fugatti, oltre a interessanti bianchi e bollicine, dal Rieling al Trentodoc, custodisce un'unicità, l'enantio

L’enantio è un vitigno ancestrale della Valdadige che ha sfidato i secoli e la fillossera. Grazie alla dedizione della famiglia Fugatti e della Cantina Roeno, questa varietà prefillossera continua a raccontare una storia di resistenza e biodiversità, legando indissolubilmente il territorio della Terradeiforti alle sue radici più antiche.

Un’eredità millenaria: dalle origini ad oggi

Ci sono vitigni che sopravvivono alla diffusione di malattie mortali grazie alla loro naturale resistenza, altri che attraversano tempi e mode grazie all’ostinazione di pochi lungimiranti contadini che continuano a coltivarli e vinificarli anche se non piacciono a nessuno, o quasi. Così facendo però uno straordinario patrimonio di biodiversità attraversa i secoli, finché un giorno qualcuno si rende conto del suo valore. L’enantio è una di queste varietà: un’uva a bacca rossa conosciuta già da Plinio il Vecchio (I sec. d.C.): “ La brusca: hoc est vitis silvestris, quod vocatur oenanthium” (“La brusca: questa è una vite silvestre che viene chiamata enanzio”) scrive in un passaggio della sua “Naturalis Historiae”. E oggi l’enantio è ancora lì, dove è sempre stato: nella Bassa Vallagarina della Valdadige, nella zona della denominazione Terradeiforti, tra le province di Verona e Trento. Lì è sempre vissuto e da lì non si è mai mosso. È così antico che si ipotizza sia il risultato di una domesticazione locale. La gente del posto chiama l’enantio “lambrusco a foglia frastagliata”, ma lo studio del suo Dna ha dimostrato che non ha niente a che vedere con la grande famiglia dei lambruschi italiani. È un’uva “brusca” e basta: tannica, colorata, resistente al freddo e alla malattie, con un’acidità generosa. E da sempre è anche l’uva del cuore della Cantina Roeno di Brentino Belluno, fondata oltre mezzo secolo fa da Rolando Fugatti e sua moglie Giuliana dal Fior: una storia di viticoltura che è arrivata alla terza generazione, tramandando dal padre Rolando ai figli Roberta, Cristina, Giuseppe e oggi anche alla nipote Martina la passione per ciò che questa “valle di passaggio”, che collega il Brennero al resto d’Italia, riesce a offrire.

Roeno, Riserva 1865 Prefillossera alle radici dell’Enantio

L’identità di un territorio ristretto

Pur essendo famosa soprattutto per il pinot grigio, lo chardonnay, il sauvignon blanc e altri vitigni bianchi e rossi, questa zona infatti trova proprio nell’enantio la sua varietà più rappresentativa perché “è un vitigno unico, si trova solo qui, in un ambiente abbastanza ristretto perché richiede condizioni anche pedologiche molto particolari”, spiega la responsabile commerciale dell’azienda Cristina Fugatti, che proprio a quest’uva ha dedicato molti anni di studio. In passato l’enantio era coltivato nei fondovalle o in bassa collina, in suoli sabbiosi-silicei, ben esposti e in aree calde, soleggiate, con sesti d’impianto ampi che permettevano anche la coltivazione di ortaggi.

Roeno, Riserva 1865 Prefillossera alle radici dell’Enantio
Vigneto pre fillossera

ll vigneto storico e la riserva 1865


Oggi si presenta ancora così, ma senza gli ortaggi, il vigneto “1865”. Posto poco distante dalla cantina, vanta centocinquanta anni e ha filari ampi e ben distanziati che nemmeno la fillossera è riuscita a intaccare. Da queste vigne, ancora produttive dopo oltre un secolo e mezzo, Giuseppe Fugatti e gli enologi Alessandro Corazzola e Mirko Maccani ricavano l’Enantio più importante il Riserva 1865 Prefillossera, prodotto solo nelle annate migliori e in quantità limitata. L’annata 2020, la più recente, si presenta nel bicchiere con una veste color rubino scurissimo, brillante, dalla trama compatta. Al naso è un tripudio di more, mirtilli, lamponi, note di sottobosco, sfumate da sentori balsamici e spezie come il pepe nero. Al palato la texture tannica ricorda la seta shantung, mentre il gusto rimanda ai frutti di rovo e le prugne della California. Il tutto è ben bilanciato, e chiude con un finale pulito e di buona persistenza. Un vino da tutto pasto, soprattutto se prevede piatti di carni rosse.

Roeno, Riserva 1865 Prefillossera alle radici dell’Enantio

Altrettanto gustosa la versione più fresca e contemporanea del vitigno così come la esprime l’Enantio Red Point 2022: le uve arrivano da vigneti più giovani, perché l’obiettivo è produrre un vino più immediato, che si può bere anche fresco. L’assaggio non delude le aspettative. I profumi ricordano sempre i fruttini rossi e blu di rovo, ma in bocca emergono anche note speziate e un tocco di incenso che lo rendono un vino articolato e niente affatto banale. Un calice che può accompagnare facilmente le proposte della cucina dei nostri giorni, sempre in bilico tra le tradizioni e nuove suggestioni internazionali.