Sparkle 2018 – Degustazioni Marche

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Le Marche del vino sono principalmente il riflesso delle uve italiche, verdicchio su tutte, e poi passerina e pecorino per i bianchi, sangiovese e montepulciano per i rossi; sono vitigni con cui, in regione o in altri territori, si producono vini spumanti. I risultati migliori ovviamente sono appannaggio del verdicchio che ha saputo dimostrare, anche in queste pagine la sua naturale attitudine alla spumantizzazione. L’acuto però quest’anno – mancava da tre anni nelle Marche – è arrivato grazie alle uve da bollicine per antonomasia, quelle ormai apolidi che riescono a tirare fuori dei loro caratteri in tutti i territori, ma che si esaltano in particolari condizioni di terroir. Non solo, accogliamo con piacere nel club delle 5 sfere un’azienda molto affermata nel campo dei vini fermi, Velenosi, che si dedica al metodo classico da circa trent’anni e che ottiene l’alloro con la Gran Cuvée Gold Brut 2006, spumante frutto di un affinamento di dieci anni in bottiglia sui lieviti, blend di chardonnay, in maggioranza, e pinot nero. Ci vuole coraggio per prolungare così tanto il tempo di contatto con le fecce fini della seconda fermentazione, specialmente quando si opera in una zona dove molti fanno spumante, ma non esiste un vero movimento legato a una denominazione. In questa stessa pagina lo scorso anno prevedevamo che l’acuto di questa azienda sarebbe dovuto presto arrivare, siamo veramente felici che la cosa si sia già concretizzata.

Gli spumanti da uve verdicchio, della denominazione di Jesi principalmente, con un’interessante prodotto di Matelica che già conoscete, rappresentano la fetta più importante e consolidata della regione nella nostra guida. Non manca la più alta espressione che abbiamo potuto riscontrare in questi anni, la Riserva Ubaldo Rosi di Colonnara che nella storia della guida ha raggiunto la vetta per ben due volte. È certamente un predestinato a tornare all’alloro, una previsione piuttosto banale, ma in verità ci aspettiamo altre etichette al top nei prossimi anni, molte le piccole e grandi aziende che credono nella versione spumantizzata metodo classico del verdicchio.

In questa regione la storia delle bollicine ha radici antiche e si produce spumante da decenni perché i marchigiani e i turisti lo hanno sempre consumato, specialmente sulla costa. Lecito aspettarsi quindi una crescita ulteriore in termini di qualità e non solo nei prodotti di beva agile che oggi incontrano i favori di un pubblico sempre più ampio.

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