Sparkle 2018 – Degustazioni Trentino

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Sfogliando le pagine web dedicate alla Regione si percepisce inequivocabilmente lo spessore della denominazione Trento Doc. In sedici anni di assaggi siamo stati testimoni di una crescita prorompente in termini di qualità. I vertici si sono allargati, ma quello che sorprende, quando si effettuano le batterie di degustazioni, è la qualità media dei prodotti, veramente elevatissima. Il territorio di produzione gode certamente dell’influenza della montagna che si sviluppa imponente intorno alle zone vitate, portando aria fresca durante le notti estive – ma anche rischio di gelate tardive di primavera -; l’acidità nel vino è quindi un parametro facilmente garantito dalle uve della denominazione. Ma ciò che stupisce durante gli assaggi non è la freschezza dei Trento, quanto la sua integrazione al palato; sono spumanti freschissimi ma non taglienti perché le uve portano con sé anche il resto dei fondamentali, come la struttura e la morbidezza, tali da integrarsi perfettamente con il quadro acido dei vini. E poi il know how, la maestria dei produttori che trattano le uve e i vini con profonda competenza. Sono stati sedici anni straordinari per il Trento Doc che lo hanno portato a ben 17 bollicine a 5 sfere in questa edizione, dopo il record di sedici della passata stagione, con una media voto che supera le 4 sfere! Andando ad analizzare la lista dei premiati si osserva che i nomi delle aziende non sono cambiati molto rispetto agli ultimi anni; in realtà abbiamo assistito a un lento allargamento del gruppo di aziende leader, con timide novità ogni anno che, nelle stagioni successive, si sono sempre stabilizzate sul livello più alto. Siamo ormai certi che questo trend non possa cambiare, portando al vertice della nostra guida, negli anni a venire, chi non ha ancora mai raggiunto le 5 sfere; scorrendo le pagine del Trento è facile fare previsioni, sono parecchie le realtà che si assestano su valutazioni di tre sfere e mezza e quattro, certamente tra queste i nuovi premiati delle prossime edizioni.

È il momento di analizzare le 5 sfere del 2018 e permetteteci due citazioni dall’elenco dei premiati prima di passare a elencarli in ordine alfabetico. Ferrari ha tre vini a 5 sfere, tutte Riserve, tre diverse e altissime espressioni di chardonnay: Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Extra Brut 2006, Trento Riserva Lunelli Extra Brut 2009, Trento Riserva Perlé Bianco Brut 2007; è l’azienda da cui tutto è partito nel territorio, che oggi fa eccellenze in decine di migliaia di pezzi ciascuna e prodotti che si fermano a mezza o una lunghezza dalle 5 sfere in centinaia di migliaia di pezzi. Sorprendente, e non solo per il nostro Paese. Maso Martis ancora una volta porta a casa tre 5 sfere: Trento Riserva Brut 2011, Trento Riserva Madame Martis Brut 2007, Trento Riserva Rosé Extra Brut 2013. È una boutique del Trento Doc, che abbiamo visto crescere con una gamma perfettamente centrata; non dimentichiamo di aver premiato nella prima edizione (2003) della guida il Rosé, unica bollicina rosata tra sole dieci 5 sfere. Non tutti credevano nel potenziale del vino e di questa azienda, e oggi possiamo sottolineare che il Rosé è l’etichetta più premiata in sedici edizioni della nostra guida, avendo raggiunto quota tredici 5 sfere.

Sempre a segno Abate Nero che torna al top con il Trento Domini Nero Brut 2011, pinot nero in purezza. Lo stesso vale per Balter, 5 sfere al Trento Riserva Pas Dosé 2011, una realtà che a più riprese ha mostrato la longevità dei suoi vini. Eccoci alla Cantina Rotaliana, di cui incoroniamo il Trento Riserva Redor Brut 2009, dopo due allori consecutivi al senza annata. E poi un habitué delle 5 sfere, il Trento Riserva Altemasi Graal Brut 2010 di Cavit, stella polare di Altemasi, la linea aziendale delle bollicine eccellenti. In attesa che torni sul mercato la Riserva Aquila Reale, che sta allungando il periodo di affinamento sui lieviti in bottiglia, Cesarini Sforza ancora una volta a segno con il Trento Riserva 1673 Extra Brut 2010, secondo vertice della gamma aziendale. Anche la gara con le bollicine è stata vinta da Francesco Moser che conferma le 5 sfere del Trento 51,151 Brut. E poi Letrari, che non manca mai nel nostro elenco dei top, due allori con il Trento Talento Riserva del Fondatore 976 Brut 2007 e il Trento Talento Riserva Quore Brut 2010. Prima volta per il Trento Riserva Cavaliere Nero Rosé Extra Brut 2010, pinot nero di Revì che torna alle 5 sfere, ottenute per la prima volta due anni fa con il bianco Paladino. Come sempre negli ultimi tre anni, non manca il Trento Flavio Rotari Brut 2009, raffinato ed elegante vino di Rotari. Prima volta per il Trento Maso Nero Dosaggio Zero 2012, pinot bianco diversissimo e unico di Zeni, azienda premiata più volte con gli altri Trento nelle passate stagioni.

Questa la straordinaria lista di eccellenze del Trento Doc; per avere una percezione più approfondita dei valori in campo vi invitiamo ad analizzare la “Bacheca delle 5 Sfere” che riporta i pluridecorati. Scoprirete quanta solidità il Trento Doc mette sul tavolo.

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