Sparkle 2018 – Degustazioni Veneto

In Senza categoria by RedazioneLeave a Comment

Scegli l'azienda che ti interessa

Adami
Andrea Da Ponte
Andreola
Astoria
Bacio della Luna
Beato Gerardo - S.agri.v.it
Bellussi
BiancaVigna
Borgo Molino
Borgoluce
Bortolin Angelo
Bortolomiol
Bortolotti
Brancher
Ca Salina
Ca' D'or
Ca' di Rajo
Campion
Cantina di Soave
Cantine Vitevis
Carpen Malvolti
Case Bianche
Case Bianche - Tenuta Col Sandago
Cenetae
Ciodet
Col Vetoraz
Colesel
Colvendr
Commendator Pozzobon Rosalio
Conte Collalto
Conti Riccati
De Pra
Drusian
Duca di Dolle
Fongaro
Fratelli Bortolin
Fratelli Collavo
Garbara
Giannitessari
Gregoletto
Il Colle 1978
L'Antica Quercia
La Collina dei Ciliegi
La Farra
La Marca
La Tordera
Le Bertole
Le Colture
Le Manzane
Le Rughe
Lucchetta
Malibran
Marsuret
Masottina
Merotto
Mionetto
Mongarda
Montelvini
Montesel
Ongaresca
Perlage
Progettidivini
Rive Pionono
Ruggeri
Sacramundi
Salatin
Sandro De Bruno
Sanfeletto
Santa Eurosia
Santa Margherita
Serre
Sommariva
Sorelle Bronca
Spagnol
Tanore'
Tenuta Baron
Terre di San Venanzio fortunato
Toffoli
Val d'oca
Valdo
Valdoc Sartori
Venti3 Piazza Marconi
Vettori
Villa Sandi
Zardetto
Zenato


Torna alla pagina iniziale di Sparkle 2018
Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Veneto e Prosecco, o forse è meglio scrivere Veneto è Prosecco. All’apice della piramide ci sono le due Docg, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, più sviluppata, e Asolo Prosecco Superiore, mentre alla base c’è il Prosecco Doc. In tutto circa cinquecento milioni di bottiglie, l’80% per il Doc (includendo in queste cifre anche la produzione a Doc del Friuli Venezia Giulia). Questi i numeri di una famiglia di vini spumanti che viene esportata per oltre il 70%. Nell’ambito delle due Docg sono tante le diverse espressioni, messe in risalto nel territorio di Conegliano Valdobbiadene con la menzione “Rive”, parola che identifica delle vigne piuttosto pendenti che caratterizzano molto il vino, evidentemente spumantizzato e imbottigliato separatamente. Introdotta con l’avvento della garantita e la nascita della Doc, ha proprio lo scopo di sottolineare le differenze per consentire al consumatore di familiarizzare negli anni con le diverse espressioni, magari arrivando a scegliere quella che preferisce. La menzione, alla nascita della Docg, ha trovato poche aziende preparate a gestire le diverse partite; fortunatamente oggi si assiste a un grande sviluppo dei prodotti, con un numero crescente di realtà pronte a usarla e ad avere il coraggio di mettere sul mercato diverse etichette con la menzione Rive, aumentando la gamma dei vini. In sostanza la parte più alta della piramide si esprime con ricchezza di linguaggi proprio perché sono le diverse enclave territoriali che parlano. Alla base della piramide c’è la Doc che insiste su un territorio molto vasto, le province di Vicenza, Padova, Treviso, Venezia, Belluno, Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste: si tratta molto spesso di territori caratterizzati dalla presenza di denominazioni storiche e quindi le vigne nella maggioranza dei casi sono collocate nelle zone più pianeggianti, dove molto spesso vanno a sostituire vini sempre a basso valore aggiunto ma con grande difficoltà di vendita. Il successo del Prosecco ha quindi ridisegnato la viticoltura delle zone meno vocate del Nord Est, portando lavoro, successo e benessere alla viticoltura. Le differenze di espressioni nell’ambito della Doc sono giocoforza molto meno marcate, seppur presenti, salvo ovviamente le eccezioni e le aziende che danno risalto alle due sottozone, quella storica Treviso e quella nata con la Doc, Trieste.

Parlando ora di annata, la 2016 sulle colline a Docg ha avuto picchi di caldo importanti, ma con notti fresche in fase di maturazione. Ai nostri assaggi estivi abbiamo riscontrato nei brut una sapidità decisa, legata probabilmente alla tendenza generale alla riduzione degli zuccheri residui. Questo a nostro avviso limita la loquacità olfattiva dei vini, riducendo le differenze dovute alle diverse provenienze, aumentando di contro il potenziale evolutivo. In sostanza per noi porta a un appiattimento delle espressività, proprio quello che con le Rive si vorrebbe amplificare. Ed ecco che in questo contesto emergono due brut particolari: 5 sfere al Valdobbiadene Superiore di Cartizze Vigna La Rivetta Brut 2016 di Villa Sandi, è la settima volta di un vino secco, ma con un tenore zuccherino superiore a dieci grammi per litro che gli consente un equilibrio perfetto. Per la prima volta 5 sfere al Valdobbiadene Prosecco Superiore Particella 68 Brut di Sorelle Bronca, un cru con nove grammi litro di zuccheri che quest’anno per noi ha trovato la quadra.

Due gli extra dry a segno nell’edizione 2018 di Sparkle, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry 2016 di BiancaVigna, al secondo 5 sfere per il suo perfetto bilanciamento, e il Conegliano Valdobbiadene 20.10 Extra Dry 2016 di Le Manzane, per la quarta volta al top, un vino che vuole bottiglie per esprimersi, entra sempre in finale in silenzio e poi mette d’accordo l’intera commissione d’assaggio.

Per la categoria dry sono quattro i vini a 5 sfere: cominciamo con il Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino Asciutto 2016, di Adami, secco e sensuale, al suo undicesimo alloro per un totale aziendale di diciassette 5 sfere nella storia della guida; Valdobbiadene Sesto Senso Dry 2016 di Andreola viene premiato per la prima volta, manifestando morbidezza e dinamica da manuale, nasce dal blend dei vini base provenienti da cinque vigne che vivono in assolo in altrettanti vini; al suo undicesimo 5 sfere il Valdobbiadene Cartizze Superiore Dry 2016 di Col Vetoraz, unico Cartizze nella versione tradizionale dry a incarnare quest’anno profondità e carattere tipiche della speciale zona; chiude la parata il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Collalto Dry 2016 di Conte Collalto, per la prima volta a 5 sfere, sintesi di piacevolezza, dinamica e complessità. In tutto nove cinque sfere, tutte nella denominazione Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene, sette in meno che nella passata edizione della guida. Detto in italiano, è la conferma che le tipologie extra secco e secco sono quelle che a nostro avviso raggiungono le migliori espressività olfattive e più elevati bilanciamenti gustativi: sono vini secchi con quel piccolo quantitativo di zuccheri che allontanano dall’omologazione del Prosecco Superiore molto secco, stretto al naso e puntuto al palato.

Oltre il Prosecco, quest’anno abbiamo una bella rappresentanza di Lessini Durello, ben quindici vini contro i due della passata edizione con un’etichetta molto particolare tra i finalisti, il 120 Mesi di Giannitessari, vino complesso, importante, profondo. È proprio nella versione metodo classico con lunghi affinamenti sui lieviti che questa denominazione racconta qualcosa di diverso che certamente otterrà grandi risultati in queste pagine. Da menzionare la denominazione Lugana con i due bei vini di Zenato a completare anche nella zona veneta l’ottimo risultato di questa Doc da uve italiche.

About the Author

Redazione


Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Comment

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.