Sparkle 2019 – Degustazioni Lombardia

In Lombardia, Sparkle 2019 by guido bonatiLeave a Comment

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1701
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Nella classifica delle regioni più generose in termini di etichette selezionate dalla nostra guida, la Lombardia è sempre al primo posto, leadership che si basa essenzialmente sulla produzione con seconda fermentazione in bottiglia. Primato che ovviamente ha le fondamenta nell’armata Franciacorta, presente con 239 vini in guida, numero che spiega la notorietà del marchio in Italia. Gli altri 61 vini provengono principalmente dal territorio dell’Oltrepò Pavese, così divisi: 22 rispondono alla Docg Oltrepò Pavese Metodo Classico e 19, seppur realizzati in accordo ai dettami del disciplinare di produzione della denominazione garantita, sono registrati come Vsq, vini spumanti di qualità, senza origine certificata, potendolo invece largamente ottenere. Sono anni che si rileva questo dato che esprime certamente un malessere, la forma di protesta di alcune aziende, e sono tante, di non sostenere una Docg che a loro avviso non li rappresenta. Si vorrebbero maglie più strette nel disciplinare di produzione, si vorrebbe una politica diversa non controllata dalle grandi cantine sociali. È l’annoso problema che affligge ogni zona del Paese nell’ambito dei consorzi di tutela, il voto dei soci è pesato sulla rappresentatività e quindi sulla produzione in termini di quantità di vino, e quindi il governo della denominazione è imposto dalle cooperative, poiché quanto deciso si applica a tutti coloro che etichettano i propri vini con il nome della denominazione. Uscire con dei vini senza indicazione di origine nonostante se ne rispettino largamente i dettami è quindi una forma di protesta. Insomma, questo stato di cose non giova alle bollicine dell’Oltrepò Pavese, non giova al territorio che parte già con un handicap: il marchio è mal sostenuto dai produttori e non cresce in notorietà al consumo. Probabilmente la produzione ne risente leggermente anche in termini di qualità, nel senso che la non condivisione degli obiettivi implica una non condivisione dei mezzi ovvero il know-how territoriale ne risente. È un periodo di transizione che presto auspichiamo si chiuda felicemente, le colline dell’Oltrepò Pavese devono ancora raccontare molto. La terza zona produttiva è quella vicina al lago di Garda, dove insistono due denominazione, Lugana e Garda, poco presenti in queste pagine. Dalla seconda ci si aspettano sviluppi quantitativi importanti sul fronte del vino a seconda fermentazione in tank, di stile agile e beverino. Il rischio è come sempre che si tenda a tirare il mercato verso il basso. Parliamo ora di 5 sfere che sono ben 27, di cui 23 in Franciacorta. L’Oltrepò ne ottiene una con l’azienda Manuelina, per la prima volta nei top con l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero 137 Brut; un’altra senza Docg con il già decorato Pinot 64 Brut 2014 di Calatroni. Si va poi sul Garda dove ancora una vota Costaripa, di Mattia Vezzola – che ha trasmesso la sua esperienza di quarant’anni di Franciacorta in questa realtà -, registra 5 sfere con il Mattia Vezzola Grande Annata Brut 2013; non manca Perla del Garda che quest’anno porta il SettimoCielo Extra Brut 2011, proposto solo in magnum, alle 5 sfere.

 

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