Sparkle 2019 – Degustazioni Valle d’Aosta

In Valle d'Aosta by guido bonatiLeave a Comment

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Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
Ermes Pavese
Grosjean
Institut Agricole Régional


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Valle d’Aosta è viticoltura di montagna. Evidente allora pensare che le modifiche climatiche in corso possano favorire l’ulteriore sviluppo di questa attività. Come in tutti i periodi di transizione è vero anche il contrario, come gli eventi meteorici della primavera 2017 mostrarono: il profondo crollo delle temperature e la conseguente gelata ha letteralmente decimato la produzione di quella stagione. La cosa portò scompensi immediati alle realtà associative che basano la remunerazione dei soci sul pagamento dell’uva, difficoltà sull’anno successivo alle aziende private che non hanno avuto vino da vendere. Si tratta di una terra con tradizione viticola millenaria quindi gli eventi estremi non sono una costante, ma arrivano. Insomma, è la montagna. Tornando ai cambiamenti climatici, la Valle potrebbe trovare condizioni più favorevoli alla produzione e incrementare anche quella spumantistica, ma è tutto da vedere. La fotografia attuale mostra un territorio che negli ultimi quindici anni ha fatto passi molto importanti nel mondo delle bollicine di qualità: le etichette non sono molte, ma tutte estremamente interessanti, di gran carattere, espressione della montagna. Il vitigno principe di questa evoluzione è il prié blanc, varietà presente almeno da milleduecento anni, caratterizzata da un periodo vegetativo breve, nel senso che germoglia a primavera inoltrata e matura prima della fine dell’estate, cosa che le ha consentito di acclimatarsi in Valdigne, sopra i novecento metri, fino e oltre i milleduecento. Oggi in Valle d’Aosta ci sono circa ventisei ettari coltivati con questa uva e solo una piccola parte è destinata allo spumante. Paladina della varietà è da sempre la Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle, presente in guida dalla prima edizione di Sparkle, targata 2003; ci sono però in Valdigne anche piccoli produttori non associati alla cooperativa e per la prima volta abbiamo Ermes Pavese con i suoi metodo classico da prié. Non mancano i vini da uve internazionali che in Valle trovano condizioni particolarmente favorevoli per esprimersi in finezza e tensione.

Sette vini presenti, tutti con voti importanti, meritano la menzione due Blanc de Morgex et de La Salle, l’X.T. Extra Brut 2016 della Cave Mont Blanc del Morgex et La Salle e il Pavese XXXIV Pas Dosé 2013 di Ermes Pavese: nel loro calice si respirano i profumi fini della montagna e al palato si avverte la tensione del freddo. L’altro è un blend di uve internazionali prodotto dal centro di ricerca e scuola regionale, preziosa dote della zona, l’Institut Agricole Régional che presenta un Monchoisi ovviamente diverso nelle percezioni dai due spumanti da prié blanc, ma identico nello stile, goloso al naso, vibrante e non aspro al palato. Livello molto alto, carattere da vendere, non dovrebbe mancare molto a trovare un 5 sfere in Valle d’Aosta.

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guido bonati


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