Sparkle 2019 – Degustazioni Veneto

In Sparkle 2019, Veneto by guido bonatiLeave a Comment

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Ormai lo sanno anche i sassi che qui in Veneto si fa Prosecco, e lo sanno tanti sassi anche altrove, specialmente in Gran Bretagna, Usa, Germania dove Prosecco e Venezia sono nomi noti a gran parte della popolazione, ma il discorso vale in molte zone del mondo. Il nome e il vino sono decisamente esportati. Il fenomeno non accenna a rallentare fortunatamente per i produttori di uve del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, dove insiste la denominazione di origine controllata Prosecco Doc, nonostante i prezzi del vino siano contenuti. La superficie della denominazione in Veneto sta raggiungendo i ventimila ettari, un numero molto importante, che dà una dimensione industriale al fenomeno. Non è un caso se i maggiori player siano le più importanti industrie imbottigliatrici di vino poste in Italia. Questa la straordinaria base del sistema Prosecco che sta remunerando bene i vignaioli veneti e friulani, al vertice ci sono le due Docg, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Asolo Prosecco Superiore, che rispettivamente insistono su settemilacinquecento ettari e su millecinquecento, per oltre ottanta milioni di bottiglie di spumante la prima e quasi otto la seconda. La base del Prosecco Doc conta invece, nel suo insieme interregionale, oltre cinquecento milioni di bottiglie. Nella nostra guida ovviamente la denominazione più presente è quella collinare storica di Conegliano Valdobbiadene, caratterizzata da un paesaggio affascinante, disegnato dalle pergole e dai filari su delle alture che assomigliano a montagne russe in dei punti. Un territorio ampio, caratterizzato da condizioni pedoclimatiche per nulla uniformi, da tanti linguaggi che i produttori stanno mettendo in evidenza con la menzione “Rive” in etichetta, identificando così la ristretta zona di origine delle uve. È la zona che produce le migliori espressioni di glera, quelle che da sempre trovano il più alto riscontro in guida. Quest’anno il Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene conta 227 vini in guida così suddivisi: 99 brut, 71 extra dry e 57 dry. In termini di etichette la richiesta della tipologia brut continua a crescere e questa fascia include anche i cosiddetti brut nature o dosaggio zero e gli extra brut, ovvero i vini con residuo rispettivamente inferiore a tre e sei grammi di zucchero per litro. Una tendenza quest’ultima, che in annate come quella passata ha forse ottenuto risultati migliori del solito poiché le uve erano particolarmente ricche a causa della siccità e del caldo; cionondimeno l’uva glera e la spumantizzazione in tino non consentono di ottenere, generalmente, vini spessi al punto di essere ben equilibrati con residui zuccherini prossimi allo zero; non solo, si perde molto del patrimonio aromatico naturale dell’uva, ottenendo prodotti veramente molto timidi. Questa tendenza a produrre quantità limitate di vini molto secchi delle volte sembra più un esercizio di stile, un po’ la ricerca del limite del prodotto. Salvo evidentemente quei vini che riescono a trovare la quadra ovvero un olfatto interessante e un palato equilibrato e piacevole. L’annata 2017 è sotto i riflettori in questa edizione. Giova ricordare le difficoltà straordinarie affrontate lo scorso anno: la gelata primaverile ha ridotto il carico di uva, il caldo intenso e la siccità durante l’estate hanno contenuto la produzione e consumato parte dell’acidità dei chicchi. Insomma un’annata da ricordare per le difficoltà gestite in vigna e in cantina. E qui dobbiamo sottolineare la competenza del territorio non a caso leader mondiale della seconda fermentazione in tank: la sapienza, l’esperienza e la tecnologia hanno consentito di produrre ottimi vini, certamente più pronti che in altri millesimi, meno propensi, in media, a evolvere in bottiglia. Quando le annate sono difficile sono le vigne più importanti a emergere, insieme ai produttori più meticolosi. Sono 12 le 5 sfere del Veneto, tutte da questa zona. Abbiamo tre brut premiati, tre extra dry e sei dry; dei dodici, quattro provengono da Cartizze. Andando a cercare tra i nomi “scopriamo” tutte vecchie conoscenze, realtà pluripremiate che conoscono molto bene le vigne e i vini. Unica novità per la nostra guida, ma non certo per il territorio, è il 5 sfere al Valdobbiadene Superiore di Cartizze di Bisol 1542, vino già passato per le nostre finali, quest’anno promosso a pieni voti, caratterizzato come sempre da una personalità balsamica. Scorriamo gli altri campioni in ordine alfabetico e troviamo subito Adami e il suo Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino Asciutto 2017 – lunghissimo, per gli amici “il Giardino 2017” – il vino più premiato del territorio in diciassette anni di Sparkle, ben dodici allori, insieme a un altro vino che scoprirete più avanti. Segue Andreola, unica azienda quest’anno a fare doppietta con due habituè del gradino più alto del podio, il Valdobbiadene Rive di Soligo Mas de Fer Extra Dry 2017, figlio di una rupe più che di una vigna, e il Valdobbiadene Cartizze Dry 2017 che giunge ad accumulare undici 5 sfere. Eccoci a Bortolomiol che arriva al top con un vino presentato lo scorso anno, il Valdobbiadene Prosecco Superiore BandaRossa Special Reserve Extra Dry 2017, frutto di una selezione in vigna e di una fermentazione più lenta e lunga. Tocca ora al coinquilino della posizione più alta della classifica dei pluridecorati del territorio, il Valdobbiadene Cartizze Superiore Dry 2017 di Col Vetoraz porta a dodici il suo bottino di 5 sfere. Un altro abituato ai nostri premi è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Cruner Dry di Le Colture, al sesto centro. Non manca Le Manzane nel gruppo, con un nuovo vino il Conegliano Valdobbiadene 20.10 Brut 2017, fratello del 20.10 Extra Dry già premiato gli anni passati, ottimo interprete dell’annata complessa. Troviamo ancora una volta il Valdobbiadene Prosecco Superiore Giustino B. Extra Dry 2017 dell’azienda Ruggeri, al suo sesto 5 sfere e anche Sorelle Bronca che bissa le 5 sfere dello scorso anno per il Valdobbiadene Prosecco Superiore Particella 68 Brut, da un cru aziendale in quel di Colbertaldo. Torna tra i premiati il Valdobbiadene Prosecco Superiore Uvaggio Storico Dry 2017 di Val d’Oca e lo fa per la quinta volta. Conclude la lista Villa Sandi con il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Vigna La Rivetta Brut 2017 all’ottavo 5 sfere.

Tornando alla regione nel suo insieme, uno spazio è occupato dagli Asolo Docg, anche i Lessini Durello non mancano, come il Prosecco, con qualche rappresentante tra Bardolino, Garda e Lugana. Poi, il piacere della spumantizzazione diffuso in regione si riscontra in tante etichette che non rispondono a una denominazione, di cui trovate una selezione nell’ultima parte.

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guido bonati


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