Sparkle-2019 Introduzione altre regioni

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Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia

 

La produzione di spumante si sta diffondendo sempre di più e nei nuovi prodotti molto spesso il modello è quello del vino di moda nel mondo, ovvero si cerca immediatezza, semplicità, leggerezza. Sono prodotti che, seppur validi, spesso trovano principalmente un riscontro locale come alternativa al Prosecco, non avendo alle spalle movimenti territoriali.

Come nelle passate stagioni le soddisfazioni arrivano invece dai grandi metodo classico che produttori vocati realizzano con grande perizia, puntando su personalità, finezza, complessità e bevibilità. Obiettivi ambiziosi che i nostri sei campioni raggiungono da anni. Cominciamo dall’Umbria, dove Stefano Grilli e la sua azienda La Palazzola, votata a produrre bollicine con metodo ancestrale da molti anni – informazione che diamo per dovere di cronaca perché la scelta nasce per motivi tecnici e non per moda -, conferma l’eccellenza del Riesling Brut 2014, al settimo centro, portandoci in assaggio due vini 2006, con oltre centoventi mesi di maturazione sui lieviti, che ci hanno fatto discutere, in particolare il Collezione Gran Cuvée Brut 2006.

Non manca l’appuntamento con le 5 sfere l’Abruzzo e l’azienda Marramiero che ci ha abituato alla doppietta con i suoi spumanti metodo classico da uve internazionali; il Brut e il Rosé Brut sono complessi, eleganti, invitanti e di carattere, rispettivamente al nono e al settimo 5 sfere. Prossima fermata codificata da sedici anni in Puglia a San Severo, dove d’Araprì anche fa doppietta con la Gran Cuvée XXI Secolo Brut 2012 e la Riserva Nobile Brut 2014, rispettivamente al sesto e al nono alloro, presentando in chiusura di guida un nuovo rosato da nero di Troia in purezza, il Sansevieria Rosé Brut 2015, che ambisce in modo sfrontato alle 5 sfere già il prossimo anno. Chiude la parata di stelle la Sicilia che, come nella passata stagione, porta un vino di Firriato alle 5 sfere: per la seconda volta consecutiva il Terre Siciliane Gaudensius Blanc de Blancs Brut, un originale blend di carricante dell’Etna e chardonnay proveniente da un cru collinare dell’agro trapanese.

Meritano la mensione i tre vini toscani, espressione di sangiovese in purezza o in maggioranza, con risultati eccellenti (il Bolle di Borro Rosé Brut 2012 è stato finalista) per una nuova frontiera di espressione dell’elegante cultivar toscana che finalmente sta trovando frutti importanti. Avevamo già sottolineato che anche nel Lazio qualcosa di nuovo si muoveva e quest’anno Vigne del Patrimonio porta in finale Alanera Brut, un sessanta mesi da pinot nero in purezza. In Abruzzo la piccola realtà Fauso Zazzara produce metodo classico da uve tradizionali con risultati sempre più interessanti; come avvincente sono La Stipula Rosé Brut 2014 di Cantine del Notaio da uve aglianico, in Basilicata, e Rosaneti Rosé Brut 2016 di Librandi da uve gaglioppo, in Calabria.

Torna in guida dopo qualche anno la Liguria, dove la produzione in termini numerici è bassissima e si trovano prodotti particolari a base di uve tradizionali, come il pigato. Non manca la Campania, dove falanghina e aglianico confermano la loro capacità espressiva nello spumante.

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