Eventi – Summa 2017, vent’anni di successi

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La famiglia Lageder

 

 

In occasione del 20° anniversario di Summa – il consolidato appuntamento enoico organizzato da Alois Lageder a Magrè sul strada del Vino e dedicato all’eccellenza vitivinicola internazionale – 83 vignaioli provenienti da Italia ed Europa con alcune presenze internazionali, come un produttore dagli Stati Uniti d’America, si sono dati appuntamento alla Tenuta Alois Lageder per offrire in degustazione, a circa 1.400 visitatori, il meglio della loro produzione. Inoltre, in onore dei trent’anni della linea di vini Löwengang, gli organizzatori hanno deciso di aprire per la prima volta al pubblico le porte di Tòr Löwengang, la storica tenuta del Cinquecento che, con il palazzo rinascimentale Casòn Hirschprunn, si è rivelata una cornice unica e suggestiva per incontri, confronti tra vignaioli, operatori del settore, stampa e wine lover, ma anche per verticali indimenticabili.


“L’edizione 2017 è stata per tutti un’emozione travolgente – commenta Alois Lageder, che due decenni fa ideò e organizzò per la prima volta Summa -. Questi vent’anni ci hanno permesso di creare un legame sempre più stretto con clienti e fornitori, una collaborazione che ha trovato conferma nella gioia e nell’entusiasmo con cui tutti hanno partecipato alla serata della vigilia”. Le celebrazioni del ventennale sono iniziate, infatti, sabato sera con la Walking Wine Dinner organizzata in collaborazione con Care’s – The ethical chef days. Norbert Niederkofler, noto chef due stelle Michelin, con altri sei cuochi di fama internazionale, ha preparato e servito agli ospiti, in più tappe allestite a Tòr Löwengang e Casòn Hirschprunn, un vero e proprio percorso gastronomico – una lunga serie di pietanze di alto livello, accompagnate da oltre ottanta vini portati dai produttori di Summa presenti alla cena. Summa, che negli ultimi anni è stata sempre organizzata nell’arco di più giornate, quest’anno si è tenuta in un unico giorno perché, come spiega il padrone di casa Alois Lageder con suo figlio Alois Clemens, “per l’anniversario dei vent’anni abbiamo pensato di riproporre Summa nella sua formula originaria, concentrandola in un solo giorno, in modo da avere uno scambio ancora più intenso e ai massimi livelli”.


La domenica ha visto un programma variegato di degustazioni, assaggi in cantina, seminari, presentazioni, laboratori, visite guidate della Tenuta. Anche gli esclusivi partner della gastronomia hanno contribuito all’ottima riuscita della manifestazione, tra cui, per citarne alcuni, il catering Hannah&Elia, l’antico pastificio rosetano Verrigni e gli affezionati partner regionali, come Karl Telfser feinkost & catering e il panificio Profanter, la macelleria Schrott di Bolzano e le contadine di Magrè.
La degustazione a nostro avviso unica, che Alois ha condotto personalmente, è stata quella riservata soprattutto alla stampa e dedicata al vino Cor Römigberg, fra i suoi prediletti, con sette annate dal 1993 sino al 2011 composto per la maggior parte da cabernet sauvignon con poco petit verdot. Quello che ha reso davvero simbolica la verticale è stata la scelta del luogo, il salotto di Tòr Löwengang dove, nel 1981 era avvenuto l’incontro con Robert Mondavi che lo aveva incitato a provare le barrique per l’affinamento, ad attuare un modo più attuale di vinificare. All’inizio della presentazione Alois ha presentato il contesto produttivo del maso Römigberg facendolo precedere nell’etichetta da Cor che in italiano significa cuore. A sottolinearlo ha poi esclamato “Effettivamente mi sta molto a cuore!”. Dopo aver spiegato come negli anni Ottanta erano importanti lo Chardonnay e il Cabernet, ha poi voluto raccontare come non ha fatto selezioni massali ma ha scelto invece dei cloni nuovi per gli impianti, una volta iniziato a capire il microclima della zona. Il primo vino presentato, millesimo 1993, è stato frutto di un’annata difficile, dove non è stato facile ottenere uva sana e matura. Un naso più che evoluto, con spezia pura e una nota chinata, poi frutta surmatura in alcool, note mentolate. La bocca era ancora succosa, fresca con note sapide, tannini setosi, lunghissima. Meno felice ed equilibrata la 1997 in degustazione, meno persistente ma con un naso di frutta che dialoga con spezie, di nuovo abbiamo trovato l’accenno chinato e note minerali. Il millesimo successivo 2000 ha visto una maggiore percentuale rispetto alle prime due di petit verdot che ha aiutato a sostenere l’acidità del vino. Prima spezia, una nota di viola appassita e poi frutta surmatura. La beva più equilibrata, leggermente meno persistente, rendeva una sensazione quasi più mediterranea secondo Alois. Il vino successivo 2003 aveva un naso di erbe amaricanti, poi frutta surmatura e spezie a chiudere. L’assaggio, dopo un esordio leggermente spinto sull’alcool si stempera su tannini setosi e lunghi, freschezza con un accenno di sapidità e un retrolfatto di cioccolato e una sfumatura quasi erbacea. Un vino elegante, composto, bello! Il 2006 ha sciorinato prima frutta e ancora frutta, decisamente surmatura, e spezie importanti, di nuovo la viola appassita e un soffio di menta. La bocca espressiva e più tannica delle precedenti era ancora abbastanza fresca con una sfumatura minerale e una buona persistenza. Sull’onda dell’entusiasmo assaggiamo il 2008 dove i profumi hanno di nuovo una sequenza diversa dalle spezie evolute che precedevano note di tabacco, cuoio poi di frutta surmatura. La bocca meno equilibrata aveva tannini morbidi ma non molta lunghezza e un leggero squilibrio nell’alcolicità. A chiudere l’annata 2011 aveva in bocca un’esplosione di frutta che dialogava con le spezie, le note tostate e chinate, poi con la viola e la menta. Ancora giovane, dai tannini presenti ma non aggressivi, una buona persistenza, un finale fresco e fruttato. Nessuno dei millesimi assaggiati era, nonostante il tempo trascorso, fuori forma consentendo di vivere una degustazione che ricorderemo a lungo.
Abbiamo poi partecipato al tasting celebrativo “20 anni di Summa – Vini di 20 anni” di cui raccontiamo in pillole alcuni vini con nostri commenti. L’esordio ha visto uno Schloss Gobelsburg Heiligenstein Riesling del 1983 della zona di Kamptal ottenuto su terreni dalla forte pendio, in parte vulcanici, e da un’annata molto calda. Aveva un bel colore giallo dorato, profumi di frutta gialla matura, miele e pasticceria oltre alle note d’idrocarburi tipici del Riesling, in bocca ancora una bella acidità, sapidità e una buona lunghezza. Il secondo vino un Löwengang Chardonnay del 1995, servito da magnum, proveniente da un’annata abbastanza calda, con basse rese. Dopo 11 mesi di barrique, di cui un terzo nuove e malolattica aveva all’assaggio aromi dominanti di pompelmo rosa, piacevoli note tostate. All’assaggio era più sapido che fresco, con un finale di mandorle e nocciole. A seguire un Guado al Tasso del 1997 di Bolgheri ottenuto da cabernet 60%, merlot 30% e syrah 10%. Affinato per quattordici mesi in barrique, nei profumi dominava la prugna, poi il rosmarino e note di affumicatura terziarie, la beva era dai tannini morbidi, una buona freschezza e ancora la nota affumicata. Il successivo era Castello di Ama Chianti Classico del 1995 proveniente dal vigneto La Casuccia, ottenuto da sangiovese all’80% e merlot, affinato in barrique nuove al 80%. Al debutto si presenta un po’ ridotto e con naso bizzarro di note erbacee e di crauti! La beva era succosa, con tannini morbidi e frutta rossa e a seguire sensazioni di affumicatura. È stato poi servito il Petrolo Torrione del 1996 da sangiovese al 90% e merlot, ottenuto da vigneti su terreni con arenarie e argille. Dopo la malolattica in barrique, in parte in tonneau da quaranta ettolitri e in vasche di cemento vetrificato, è poi passato in barrique di primo, secondo e terzo passaggio per circa quindici mesi. I profumi di mora selvatica, ciliegia e prugna molto matura erano ancora molto netti insieme a toni speziati. La bocca aveva ancora una buona concentrazione con tannini morbidi, bella freschezza, non troppo persistente. Ancora molto piacevole! La degustazione si è conclusa poi con un Riesling Beerenauslese 1996 di Peter Jakob Kühn del Rheingau in Germania. Produttore biodinamico usa solo grandi botti. Con un residuo zuccherino di 322 grammi litro e un’acidità di 17,6 aveva ancora profumi di susina, datteri e mela cotogna, con una bocca sontuosa.
Dei vari assaggi tra gli espositori di Summa proponiamo: Turley Wine Cellars che a St. Helena in California produce da terreni per lo più vulcanici e in parte calcarei a 800 metri di altitudine. Davvero interessanti i suoi Zinfandel del 2014. Ci hanno entusiasmato i vini di Luigi Valori, produttore biologico di Sant’Omero in provincia di Teramo. Molto buoni i suoi bianchi Trebbiano d’Abruzzo e Pecorino, entrambi 2016, vinificati in acciaio, e il suo Montepulciano d’Abruzzo Vigna Sant’Angelo da vigne di cinquanta anni, affinato in barrique per un anno. Vino di struttura, era al tempo stesso elegante e piacevole. Poggio Cagnano, da Manciano in Maremma ha proposto un ottimo Vermentino 2016 ancora prova di vasca, e Altaripa 2014, un Sangiovese Maremma toscana dall’indubbia classe. Tra i produttori esteri abbiamo davvero apprezzato Sepp Moser, produttore biodinamico, con i suoi Gruner Veltliner sia in acciaio, nella versione von den Terrassen Kremstal 2016, oppure Breiter Rain Kremstal Reserve 2015, maturato in botte grande sulle fecce fini per nove mesi e poi, senza filtrazione, messo in bottiglia. Entrambi minerali, avevano un carattere fruttato, con note speziate e sensazioni floreali più o meno presenti. Tra le nuove annate di Alois Lageder abbiamo apprezzato il Fórra 2015, nuovo vino da incrocio Manzoni, dove la fermentazione avviene in tini tronco-conici con uva in parte diraspata e in parte intera. La maturazione avvine in botte grande per un anno. Il naso di frutta gialla, di ananas poi sfuma su note leggermente affumicate con a chiudere un accenno di burro. All’assaggio è molto fresco, poco minerale, con un sorso avvolgente dal retrolfatto fruttato e quasi cremoso.
Infine, anche quest’anno Summa ha confermato, con il suo grande successo di presenze, il suo sostegno alla Casa della solidarietà di Bressanone e, grazie al contributo dei visitatori e di vari ospiti presenti alla manifestazione, sono stati raccolti circa 8.000 euro da devolvere in beneficienza, nel tentativo di aiutare persone in situazioni d’emergenza.

Di Giovanna Moldenhauer

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