Serprino, il tesoro vivace dei Colli Euganei
Il Serprino ha storia da vendere e un legame con l’uva glera, ma non chiamatelo “il Prosecco dei Colli Euganei”
Sono il “segreto enologico” meglio custodito d’Italia, in un territorio che pure nel luglio del 2024 è stato proclamato Riserva della Biosfera MAB (Man And Biosphere) Unesco. Parliamo dei vini dei Colli Euganei (PD) bianchi e rossi, secchi, spumanti, frizzanti, passiti; quando capita di assaggiarne uno, si finisce per chiedersi perché non siano più conosciuti e diffusi. Soprattutto uno di essi, che spicca per carattere e vivacità: il Serprino.

Un vitigno dai caratteri originali e inconfondibili
È l’unico vino da vitigno autoctono del Veneto a denominazione d’origine specializzato nella tipologia frizzante. Coltivato fin dall’epoca romana, secondo alcuni deve il suo nome alla forma sinuosa, quasi serpeggiante, dei suoi grappoli, oppure alla crescita vigorosa della vite, ma ad oggi sono solo ipotesi: una risposta certa all’origine del nome ancora non c’è. Ciò che invece è sicura è la sua stretta parentela con un’altra varietà veneta, decisamente più famosa e ormai onnipresente nel mondo: la glera. È probabile infatti che il serprino non sia altro che un particolare biotipo dell’uva dei diversi Prosecco, ma la sua collocazione esclusiva in un areale molto più ristretto e ben definito con caratteristiche geologiche e microclimatiche uniche, hanno fatto sì che questo vitigno possa vantare caratteri assolutamente originali e inconfondibili. Guai a chiamare il Serprino il “Prosecco dei Colli Euganei”, insomma.
Questi ultimi, del resto, presentano una vocazionalità alla viticoltura la cui peculiarità era nota anche in passato: “…soprattutto io penso – scriveva per esempio il marchigiano Andrea Bacci alla fine del ‘500 – che la natura del suolo, che è percorso interiormente da un fomite di calore sulfureo ed è tutto circondato dai vapori delle acque calde diffuse tutt’intorno a quei monti [sia] quanto mai adatta a favorire la produzione delle uve e dei vini”.

I Colli Euganei: culla del serprino
È la magia dei Colli Euganei, un centinaio e più di conetti di origine vulcanica che occupano una superficie di oltre cento chilometri quadrati all’interno dell’omonimo Parco, esteso su un territorio di più di diciottomila ettari e comprendente anche aree pianeggianti. Sebbene possa essere coltivato ovunque in quest’area, il serprino dà il suo meglio in collina, in vigneti ad altitudini che variano dai cinquanta fin quasi ai quattrocento metri, concentrati soprattutto sui versanti nord, dove sono presenti anche zone boschive e le escursioni termiche tra giorno e notte sono più evidenti. Se si guarda la carta dei suoli dei Colli Euganei, ci si trova davanti a un puzzle di colori che ricorda il vestito di Arlecchino, tante sono le varietà di suolo che si possono incontrare anche nel giro di poche centinaia di metri. Si va perciò da rocce molto antiche, di tipo sedimentario, formatesi quando l’area era ancora sede di un vasto mare tropicale, a più recenti rocce vulcaniche. La formazione del rosso ammonitico, del biancone (calcare bianco), della scaglia rossa e dalla marna euganea si susseguirono tra i centocinquanta e i centotrentacinque milioni di anni fa, prima di cedere il passo a una intensa attività vulcanica, suddivisa in due fasi eruttive principali. L’ambiente euganeo si presenta perciò incredibilmente ricco: la sua straordinaria biodiversità botanica e faunistica, lo rende un autentico scrigno di tesori, non solo naturalistici, ma anche storici, artistici e culturali, grazie alla presenza di ville venete, castelli, borghi, monasteri e abbazie. Pensare a questa parte della provincia di Padova solo come una rinomata zona termale, per quanto corretto, è decisamente riduttivo. Gli Euganei sono molto altro e molto di più.

Un vino contemporaneo
In tutto questo, le bollicine del Serprino, sia nella tradizionale versione frizzante che in quella meno diffusa di spumante metodo Charmat o metodo classico, dimostrano di essere efficaci espressioni del territorio, e non solo perché – per disciplinare – il serprino può nascere solo qui. Infatti, a seconda del terreno, del versante o dell’altitudine alle quali viene coltivato, il vitigno si esprime con profumi e sfumature diverse. Il clima dei Colli è di tipo temperato sub-mediterraneo e a zone quasi aride, dove crescono spontanei il fico d’India nano o i capperi, se ne alternano altre molto più umide e fresche di boschi in cui sono diffusi i castagni. Questa varietà di ambienti, suoli e microclimi si rivela nei bicchieri di Serprino frizzante con profumi di frutta bianca matura (pera, mela, pesca) che a volte si accompagnano a note agrumate o tropicali se il vino viene da vigneti situati in zone più calde; viceversa, nel caso di vigneti posti a quote di più elevate e fresche, il Serprino esprime profumi più vegetali, che ricordano le erbe aromatiche dell’orto, la menta, il timo, arrivando a note balsamiche e mentolate. Nell’uno e nell’altro caso però, la freschezza e la pulizia del sorso, la facilità di beva e la grande versatilità di abbinamento rendono questo vino un’esperienza di assaggio molto piacevole, a tutte le ore e in tutte le occasioni. Frizzante, bianco, da vitigno autoctono, con un grado alcolico molto contenuto (dai 10 agli 11,5 gradi) e un rapporto qualità prezzo molto interessante, il Serprino è un prodotto decisamente contemporaneo, perché risponde ai requisiti che i consumatori più esigenti cercano oggi in un vino.

La manifestazione che celebra il Serpino dei Colli Euganei
Lo si è visto anche in occasione di Vulcanico Serprino, la più grande degustazione di Serprino dei Colli Euganei sin qui organizzata e tenutasi presso l’Abbazia di Praglia. Ventitré aziende con oltre trenta vini hanno accolto un folto pubblico composto in larga parte da giovani. Frizzante e qualche volta anche nella tipologia spumante, il Serprino ha sorpreso piacevolmente chi non lo conosceva, dimostrando che sarebbe uno spreco relegarlo solo al ruolo di vino da aperitivo. Il vino degli antichi vulcani Euganei è versatile e democratico, si presta bene alla buona tavola quotidiana, è ideale nelle occasioni conviviali. Soprattutto quelle informali e tra amici.
Crediti: Consorzio Tutela Vini Colli Euganei – Livio Sinigaglia