Italia Centrale e Meridionale Sparkle 2025

Le bollicine di Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna in Sparkle 2025

Entriamo nel resto d’Italia spumantistico, raggruppato perché da un punto di vista numerico vale grossomodo come le Marche, la più piccola regione a doppia cifra in termini di milioni di bottiglie prodotte. In questa area, non abbiamo dubbi, è l’anno dell’Abruzzo. Salutiamo con gioia l’ingresso di un’altra azienda abruzzese nel club delle 5 sfere, in cui da tanti anni è presente in modo magnifico Marramiero. Per la prima volta l’alloro a Di Sipio con il Nicola Di Sipio Brut. Ma non è un caso, per arrivare a questo traguardo c’è un lavoro di molti anni guidato da Romeo Taraborrelli, lo stesso enologo di Marramiero, dove la sfida nacque nel 1995, sulla scia di bollicine metodo classico che il tecnico aveva fatto nelle Marche, da Velenosi. Marramiero con l’ennesima doppietta, 5 sfere al Brut e al Rosé Brut, porta il suo bottino totale della storia di Sparkle a 28 allori, tantissimo per un’azienda lontana dai distretti spumantistici. Tornando alla novità regionale di quest’anno, si presenta in un momento in cui i segnali che arrivano dai metodo classico abruzzesi sono fecondi: Jasci & Marchesani, Marchesi de’ Cordano e Fausto Zazzara sono presenti con ottime valutazioni. Osservando i numeri della tabella è evidente che l’Abruzzo sia l’unica regione che si presenta con una crescita importante e guarda caso, scavando nei dati è da attribuire maggiormente agli spumanti generici, la categoria in cui si presentano tutti i su elencati, anche se noi suggeriamo la realizzazione di una menzione di territorio, magari all’interno di una Doc esistente.

Continuando a navigare tra le 5 sfere, altra regione con due allori è la Puglia, dove la consolidata “dinastia” dei d’Araprì, che vede all’opera due generazioni, ottiene l’alloro con il Daunia Bombino Bianco RN Brut 2019, forte di una storia in guida che ha portato loro 35 premi, veramente molti. Non solo, nella loro area di San Severo si sta sviluppando un movimento produttivo da cui ci aspettiamo molto. Al terzo centro anche Gianfranco Fino con il Gianfranco Fino Rosato Dosaggio Zero 2019, da uve negroamaro; diversi i produttori del Salento a fare metodo classico con queste uve, con l’augurio che presto la loro comunione di intenti diventi condivisione di obiettivi e quindi un movimento.

In Toscana, dopo l’affermazione dello scorso anno, si ripete Il Borro che ottiene per la seconda volta le 5 sfere con il Bolle di Borro Rosé Brut 2018. Passando al Lazio, Vigne del Patrimonio, realtà dell’area vulcanica del viterbese, dopo aver portato alle 5 sfere tre volte Alaenne Brut e due volte Aladoro Brut, ottiene l’alloro con l’Alarosa Rosé Brut, tutti metodo classico. Chiudiamo la lista con la Sicilia, dove si conferma per la sesta volta Firriato, quest’anno con l’Etna Gaudensius Blanc de Noir Brut, confermando di aver ormai preso le misure al nerello mascalese come nessun altro.

 A indicazione geograficaGENERICIVARIETALItotale bottiglieVariazione*
PUGLIA652.4971.661.658109.9202.424.075-7,74%
SARDEGNA1.123.818669.500519.4942.312.8122,55%
ABRUZZO279.0691.650.40922.9721.952.45041,91%
SICILIA1.719.06971.31596.6871.887.071-24,58%
CAMPANIA376.012956.85080.0611.412.923-10,70%
TOSCANA200.589695.349178.5371.074.474-2,26%
LAZIO351.282256.4966.755614.533-8,64%
UMBRIA92.014252.83818.274363.126-4,04%
BASILICATA21.61545.58427.47794.676-6,26%
CALABRIA33.30441.8003.62178.726-52,76%
VALLE D’AOSTA44.49430.249074.743-0,34%
LIGURIA016.4873.38319.870-72,37%
MOLISE08.66208.662-5,93%
TOTALE4.893.7626.357.1961.067.18212.318.140-4,64%
Numero di bottiglie della campagna 2023-2024 (elaborazione su dati Icqrf)                         *Sulla campagna 2022-2023

In cifre
In questa lista ovviamente teniamo anche la Valle d’Aosta i cui numeri sono paragonabili alle regioni più piccole di questa lista. Nell’ultima campagna vitivinicola, 2023-2024 c’è stata una piccola frenata se prendiamo la somma di tutte le regioni; andando nei dettagli si può supporre che alcune aree probabilmente stanno soffrendo in termini commerciali per quanto riguarda le bollicine e hanno ridotto le spumantizzazioni. Calabria e Liguria in modo drastico, anche se è più significativo il decremento della Sicilia. Questo però è dovuto, in grande maggioranza, a una riduzione degli spumanti generici, mentre i Doc e gli Igt tengono.

In zona positiva l’Abruzzo, dicevamo, dove la crescita è essenzialmente legata agli spumanti generici. Qui è nata la denominazione Abruzzo Trabocco, per spumanti da uve del territorio prodotti in tank, che segna una leggera crescita, ma ancora su numeri limitati, circa duecentosettantamila bottiglie. Un piccolo passo di segno positivo in Sardegna, dovuto essenzialmente ai vini a indicazione geografica. In generale il piccolo livellamento medio, dopo un periodo di crescita netto, palesa una certa fatica ad aggredire il mercato che giocoforza è più spesso locale, non godendo i vini di marchi territoriali forti. La buona percentuale di prodotti a indicazione geografica fa sperare in una migliore affermazione negli anni a venire.