Veneto Sparkle 2022
Le bollicine del Veneto in Sparkle 2022, ventesima edizione della guida dedicata ai migliori spumanti italiani
Asolo Akelum Brut 2020
Asolo Akelum Extra Dry 2020
Asolo Prosecco Superiore Brut
Asolo Prosecco Superiore Brut
Asolo Prosecco Superiore Extra Brut
Asolo Prosecco Superiore Extra Dry 2020
Asolo Prosecco Superiore Pale Fox Extra Dry 2020
Cartizze Brut
Cartizze Brut
Cartizze Dry
Conegliano Prosecco Superiore Rive di Formeniga Springo Blue Extra Brut 2020
Conegliano Prosecco Superiore Rive di Manzana Springo Bronze Dry 2020
Conegliano Valdobbiadene 20.10 Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene 20.10 Extra Dry 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore 1868 Extra Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore 1924 Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Biologico Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Biologico Colle 170 Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Biologico Extra Dry 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Biologico Grappoli di Luna Extra Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 2020
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 2020
Nell’editoriale dicevamo che l’Italia è ormai a un miliardo di bottiglie prodotte. Beh, oltre il 67% è generato in Veneto, 661 milioni, la vera locomotiva della produzione spumantistica del Paese. Togliamoci subito la curiosità, il Prosecco Doc in Veneto vale 422 milioni, il Docg (Conegliano Valdobbiadene e Asolo insieme) 120, poi tra generici, varietali e Igt si sono prodotti altri 115 milioni di bottiglie (tutti i dati riportati, anche più avanti, sono elaborazioni di dati Icqrf). Insomma, sembra che in Veneto ci sia proprio il “vizio” di spumantizzare. Forse un po’ si, ma in realtà basta ripercorrere la storia, quando nella seconda metà degli anni Duemila fu necessario riorganizzare la produzione, regolamentarla con una struttura piramidale come in ogni territorio vitivinicolo produttivo. All’epoca la glera, l’uva destinata alla produzione di due denominazioni (Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e quello di Asolo) era chiamata Prosecco ed era già piantata fuori le denominazioni, nell’areale pianeggiante intorno a esse, normata da una Igt per la produzione di vino fermo e frizzante, ma i produttori preferivano produrre spumante, seguendo una tendenza che era già partita in Veneto, ovvero di consumo in ogni momento della giornata, che fosse un aperitivo, un brindisi, un pasto rapido e lungo, specialmente da parte delle nuove generazioni. Un nuovo modo di concepire il vino spumante, e infatti si diffondeva il termine “bollicina”, sbarazzino e molto gradito al pubblico giovanile, mentre in precedenza quanto eravamo riusciti a fare era di chiamare i vini spumanti più agili e meno impegnativi “spumantini” o “prosecchini”, con un’accezione mal celata di disprezzo. Nasceva un modo nuovo di consumo, altrettanto dignitoso, bere bollicine. La produzione di spumanti di pianura che utilizzavano in etichetta il nome del vitigno si diffuse enormemente e anche noi in Sparkle includemmo nella sezione dei Vsq del Veneto alcuni che si chiamavano Prosecco Brut, Extra Dry… Era necessario dare una normativa a tutto questo anche per poter controllare, visto che il prodotto andava palesemente verso il boom. Nacque la piramide del sistema Prosecco con in cima, semplificando, le due Docg e sotto il Prosecco Doc. Certamente una delle opere dell’ingegno italiano più riuscite nella storia vitivinicola, ma anche una delle più grandi operazioni economiche del Paese negli ultimi anni, che sta dando lavoro e ricchezza a diverse aree produttive del nord-est e a, guardare bene nei numeri, anche altrove visto che il Doc imbottigliato nel territorio della denominazione (che comprende le cinque province venete di Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza e le quattro del Friuli Venezia Giulia, Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine) conta quattrocentoquarantacinque milioni di bottiglie mentre in altre regioni se ne imbottigliano altre settantamilioni circa. Dal punto di vista dei numeri il sistema sta funzionando perché sia le Docg che il Doc stanno continuando a crescere. Confrontando la campagna 2020-2021, finita lo scorso 31 luglio, con quella del 2018-2019, il Prosecco Doc in Veneto è cresciuto del 27%, l’insieme dei due Docg del 17%.Tanti numeri, ne manca uno solo: la produzione delle altre Doc che prevedono spumante, e sono tante, supera di poco tre milioni di bottiglie, quasi un milione appannaggio della Doc Lessini Durello, posta a nord di Verona.
Parlando di premiati è la Docg di Conegliano Valdobbiadene che comanda saldamente in Veneto da sempre, con una timida incursione del Lessini Durello.
Come ormai abitudine, riscriviamo la lista dei premiati riorganizzandola per residuo zuccherino.
| DRY | |
| Valdobbiadene Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino Asciutto 2020 | Adami |
| Valdobbiadene Sesto Senso Dry 2020 | Andreola |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore Cruner Dry | Le Colture |
| Conegliano Prosecco Superiore Rive di Manzana Springo Bronze Dry 2020 | Le Manzane |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore Fortunato Dry 2020 | Terre di San Venanzio Fortunato |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore Uvaggio Storico Dry | Val d’Oca |
| Valdobbiadene Superiore di Cartizze Cuvée Viviana Dry | Valdo |
| EXTRA DRY | |
| Valdobbiadene Rive di Soligo Mas de Fer Extra Dry 2020 | Andreola |
| Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Collalto Extra Dry 2020 | BiancaVigna |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore BandaRossa Special Edition Extra Dry 2020 | Bortolomiol |
| Conegliano Valdobbiadene 20.10 Extra Dry 2020 | Le Manzane |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore Il Soller Extra Dry | Marsuret |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore Giustino B. Extra Dry 2020 | Ruggeri |
| BRUT | |
| Valdobbiadene Prosecco Superiore Ius Naturae Brut 2020 | Bortolomiol |
| Valdobbiadene Superiore di Cartizze La Rivetta Brut | Villa Sandi |
| EXTRA BRUT | |
| Valdobbiadene Rive di Farra di Soligo Col Credas Extra Brut 2020 | Adami |
Non ci stupisce constatare che la tipologia Dry, quella che la normativa indica avere un residuo zuccherino tra diciassette e trentadue grammi per litro abbia il numero maggiore di 5 sfere. Intanto sono vini che non si percepiscono affatto dolci perché l’acidità tende a bilanciarli e poi la tendenza generale a ridurre lo zucchero in tutti gli spumanti, dovuta a tanti fattori, non ultimo quello tecnico di una maturazione diversa dell’uva rispetto al passato, li rende adatti al pasto. È proprio la maturazione dell’uva che ha consentito di sviluppare l’Extra Brut, ma in questa tipologia le difficoltà per trovare il perfetto equilibrio senza aggiungere zuccheri, in un vino fisiologicamente leggero e ricco di acidità, sono veramente importanti e per affrontarle tutte si comincia in vigna. In generale si tratta di vini sempre molto interessanti, che hanno spesso la caratteristica di assottigliarsi su acidità e sapidità, perdendo rapidamente il bilanciamento di inizio assaggio. Per noi l’equilibrio è uno dei parametri principali di valutazione di un vino, nel caso dello spumante metodo Martinotti da uve glera la ricerca di assenza di zuccheri, a scapito non solo del bilanciamento ma anche dell’espressività aromatica, è un fatto negativo. Nessun preconcetto quindi, solo il vino con la sua annata, tanto che nella passata edizione i vini brut hanno avuto la meglio. Due le novità, da parte di aziende presenti da molto tempo in queste pagine: Marsuret ottiene le 5 sfere con il Valdobbiadene Prosecco Superiore Il Soller Extra Dry, Terre di San Venanzio Fortunato con il Valdobbiadene Prosecco Superiore Fortunato Dry 2020. Aggiungiamo un’ultima notazione sugli assaggi di quest’anno in generale. Pensiamo sia ancora troppo debole la ricerca della distintività, principalmente attraverso l’uso della tipologia Rive, mentre constatiamo un piccolo preoccupante appiattimento verso vini più semplici e di minor carattere. Forse i numeri produttivi danno ragione al territorio, ma la piramide della qualità così vacilla.
Fuori dalla Docg di Conegliano Valdobbiadene i vini sono tanti e anche molto buoni, il Lessini Durello è quello con più armi e quest’anno ribadisce il 5 sfere della passata stagione Dal Cero con il Lessini Durello Riserva Cuvée Augusto Extra Brut 2014. Sono ben 288 i vini in guida quest’anno, 253 provenienti dalle colline di Conegliano Valdobbiadene, Patrimonio dell’Umanità Unesco.