La-Vis, l’arte nel vino. Tornano i Ritratti
La linea Ritratti ha tenuto banco negli anni Novanta dando prestigio a La-Vis. Trenta anni dopo il progetto ritorna promettendo faville
Per almeno venti anni a cavallo del millennio, le etichette della linea Ritratti della cantina cooperativa La-Vis hanno trovato spazio nelle carte dei vini di tutto il Paese e non solo, rendendo la cantina cooperativa trentina di Lavis una delle più amate d’Italia, un vero modello di produzione e metodo.

Tutto partì dalla zonazione
La linea Ritratti prende vita grazie alla scelta strategica e visionaria della zonazione dei propri vigneti sulle colline avisiane, prima realtà a investire così profondamente nella ricerca. Il risultato fu proprio la linea Ritratti, il vertice della piramide, e una gamma di vini ottimamente espressi, grazie alla collocazione del vitigno più adatto in ogni vigneto. È seguito un lungo periodo di successi, interrotto poi da una maldestra gestione che portò La-Vis vicina a una crisi irreversibile. A fine 2019 il rientro in Cavit, cooperativa di secondo grado, e la progettazione di un nuovo futuro in cui far vivere con nuova energia gli esiti di quella preziosa zonazione.

Ritratti di La-Vis
Tanto lavoro, poi, per riprogettare la linea Ritratti che ovviamente ha i fondamentali del passato ovvero il profondo legame con il territorio, la ricerca della sua migliore espressione nel vino. Ancora una volta sposando l’arte pittorica in un gemellaggio che rende immortale anche l’estro creativo della produzione del vino, frutto di un grande lavoro di team: “Il nuovo progetto Ritratti nasce da un percorso collettivo, frutto della sinergia tra soci, agronomi ed enologi, che cooperano ogni giorno in uno scambio continuo di know-how ed esperienza”, racconta Ezio Dallagiacoma, direttore tecnico ed enologo di Cantina La-Vis. “Non si tratta di un semplice cambio estetico, ma di un’evoluzione che rinnova lo spirito del passato per affrontare le sfide attuali. Il cambiamento climatico ci spinge infatti a ripensare al lavoro in vigna e noi lo facciamo con nuovi protocolli, trasformando le difficoltà in opportunità. Tutto parte dall’ascolto, dall’osservazione e dalla capacità di comprendere la terra. Da qui nascono vini che danno voce al territorio attraverso le mani e il pensiero di chi lo coltiva”. La parte artistica è stata affidata a Margherita Paoletti, scelta tra decine di giovani artisti, che gravitano sul territorio trentino, in collaborazione con il Mart di Rovereto. Ha realizzato sei opere originali che impreziosiscono le sei etichette, trovando l’ispirazione nei luoghi di origine di ciascun vino.

I vini
Sono vini importanti che lasciano il segno, che si devono assaggiare e riassaggiare per essere capiti, ma che hanno nella propria indole una capacità immediata di comunicare e conquistare chi beve. Tre bianchi e tre rossi, tutti mono vitigno: chardonnay, gewürztraminer e sauvignon, cabernet sauvignon, lagrein e pinot nero. Prossimamente sarà la volta dei blend, come già in passato l’azienda proponeva, quando Ritratto bianco e rosso erano diventati di riferimento per le due tipologie in tutta Italia.
La grande eredità di La-Vis si rigenera dalla riscoperta e dalla celebrazione delle radici.

Immagini @ KLRfoto