“Gravner – Coltivare il Vino” e la magica annata 2007

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Fresco di stampa il libro su Joško Gravner di Stefano Caffarri e Alvise Barsanti. Pensieri concisi e profondi e splendide foto per raccontare il lavoro del grande viticoltore di Oslavia. A bagnare l’uscita, l’annata 2007 affinata sette anni.

Copertina Libro Gravner

Gravner – Coltivare il vino di Stefano Caffarri (racconto) e Alvise Barsanti (immagini) edizioni Il Cucchiaio d’Argento, un libro che viene voglia di leggere tutto d’un fiato, pensieri concisi e profondi dove vino e vita si intrecciano. Ma subito la corsa rallenta perché è l’intensità a chiedere tempo, a chiedere riflessione. E coltivare il vino si fa metafora di vita, senza presunzione, con rispetto. Joško Gravner e il suo vino, binomio inscindibile che si è affinato per sottrazione fino a raggiungere terra e volo, spremuta di riflessioni, asciutte, essenziali, poetiche, apparentemente semplici e immediate come haiku.

Josko-arrivo-anfore-foto-M.Frullani

Il libro, presentato due settimane fa a Roma presso Settembrini Libri & Cucina in Piazza Martiri di Belfiore, alla presenza di Giampaolo Gravina, curatore della Guida L’Espresso, Stefano CaffarriJoško Gravner, è un  lavoro editoriale coinvolgente, anche coraggioso, che ha saputo sintetizzare in una trentina di pensieri, accompagnati da belle immagini in bianco e nero, il viaggio nel tempo e nello spazio di Gravner, la sua storia, la sua filosofia, il suo vino, racchiusi in una serie di cerchi che guidano il lettore dalla cantina alla vigna, dalla terra alla terracotta, passando dai successi con i vitigni internazionali degli anni ’80 e ’90 (prima rivoluzione), fino alla “feroce” grandinata del ‘96 che, azzerando il raccolto, ha portato alla svolta decisiva della produzione e della vita di Gravner (seconda rivoluzione). Un uomo, un produttore, che ha imparato a veleggiare controvento, che ha sfidato anche se stesso, con umiltà, puntando al massimo, sempre. “Conta le stelle, annusa il vento, sbriciola la terra tra le mani, rifugge i compromessi, vede l’obiettivo e si getta a capofitto, di bolina stretta, controvento”…racconta Caffarri. Ed è proprio così Gravner, unico e ineguagliabile, è questo il suo omaggio alla vita “è il suo modo si stare nel mondo”. Così il suo vino.

Josko-Gravner-foto-A.Barsanti

Oggi, l’azienda di Gravner a Oslavia (Gorizia), al confine tra Italia e Slovenia, è famosa per i vini prodotti in anfora con lunghe macerazioni sulle bucce, secondo la modalità tradizionale del Caucaso, quella della zona dei Kakheti, che prevede grandi anfore in terracotta interrate. Dopo 30 anni di lavoro Gravner è arrivato a coltivare solo due vitigni autoctoni: Ribolla e Pignolo (poco). Joško riesce a combinare biodinamica e vinificazione tradizionale per un vino che considera prodotto della natura  che l’uomo accompagna nel suo processo di maturazione. Una viticoltura rigorosa e rispettosa, che segue un preciso calendario lunare. Nei vigneti ha realizzato stagni per ripristinare l’equilibrio naturale, grazie all’acqua arrivano in vigna piante, insetti e animali utili per una buona salute dell’ambiente. Sulle terrazze dei vigneti crescono olivi, meli selvatici, sorbi, cipressi e nidificano uccelli. In cantina si lavora senza filtrare, né chiarificare, con pratiche minime come la follatura durante la fermentazione e un po’ di zolfo (poco), quando serve. E poi l’anfora: secondo Gravner nell’acciaio inossidabile il vino non può respirare, soffre, mentre nelle anfore trova l’ossigeno necessario per vivere. Ma l’uva deve essere buona, giustamente matura. Dopo la lunga macerazione in anfora, una sorta di utero, il vino cresce e si esprime in grandi botti di rovere.

Josko apoggiato anfora foto M. Frullani

Il libro, dedicato al figlio Miha, dopo otto mesi di lavoro, conversazioni, foto, silenzi, è uscito  in contemporanea con l’annata 2007 dei vini Gravner, un’annata speciale perché è la prima che arriva sul mercato dopo un affinamento di 7 anni. Sette è un numero magico, racconta il produttore, un numero che spesso torna nella sua vita, è il periodo lungo il quale le cellule del nostro corpo si rinnovano, un tempo magico che permette ai vini di esprimere al meglio il proprio carattere … Ed intenso e speciale si presenta l’assaggio di questo vino. “Caffarri è riuscito ad esprimere con le parole la nostra essenza – dichiara Mateja Gravner, coordinatrice editoriale del libro e figlia di Joško – quello che siamo, quello che facciamo e quello che i nostri vini vorrebbero comunicare. Per noi tutto ruota attorno al titolo: coltivare il vino, l’inizio e la fine di questo racconto, così come l’inizio e la fine del nostro lavoro”.

Di Rossella Gargiulo

 

Gravner – Coltivare il vino di Stefano Caffarri (testi) e Alvise Barsanti (foto) – lingue: italiano, inglese, sloveno – pagine 68 – Editore: Il Cucchiaio d’Argento.

Prezzo di copertina: 19,00 euro

 

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Gravner - Coltivare il Vino e la magica annata 2007
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Gravner - Coltivare il Vino e la magica annata 2007
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E' uscito il libro su Joško Gravner di Stefano Caffarri e Alvise Barsanti, edizioni Il Cucchiaio d'Argento. A bagnare l’uscita, l’annata 2007, la prima affinata sette anni.
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