Il Primitivo di Manduria sbarca a Roma

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Il Primitivo per la prima volta a Roma

Il Primitivo di Manduria è nei primi cinque vini italiani più esportati e raggiunge un volume d’affari che si approssima ai cento milioni di euro. È particolarmente apprezzato dai consumatori per il suo conveniente rapporto tra lo standard qualitativo e il prezzo d’acquisto. Domenica 21 Roma ha accolto per la prima volta il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria in un evento dal nome “Rosso Mediterraneo”.

Le diverse cantine provenienti dalle province di Taranto e Brindisi, hanno proposto le loro interpretazioni di questo vino, compresa la versione dolce, ai molti romani, che hanno avuto così la possibilità di testare le differenze dei territori e delle filosofie produttive. Abbiamo avuto modo di apprezzare la piacevolezza di beva del “Manonera”, delle Cantine Lizzano; del “Raccontami” (Vespa-Vignaioli per Passione) e del “Diavolo Rosso” (Agricola Erario). Più strutturati, ma sempre eleganti, invece il “Plinius Maior”, della Cantina Pliniana; “Il Rosso di Vespa” (Vespa-Vignaioli per Passione) e “L’Unico” (Agricola Erario). Sempre di bella beva e ricchi di frutto il “Sessantanni” e “Anniversario 62” delle Cantine San Marzano. “Il Primitivo di Manduria – dichiarano Roberto Erario e Adriano Pasculli, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio – è un vino che non conosce crisi con un volume d’affari significativo. L’export rappresenta il 60-70 per cento della sua produzione e i suoi mercati di riferimento sono il Sud Est Asiatico, Europa, Canada, Cina, Giappone, Russia, Brasile, Regno Unito e Vietnam”.

Fabio De Raffaele

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