La Colombera, Timorasso alla terza

Azienda di riferimento del vino Timorasso, La Colombera lo declina in tre modi, facendo onore alla nuova sottozona in corso di riconoscimento

Se ne parla da anni e in qualche mese dovremmo esserci, il vino Timorasso, dall’omonimo vitigno, prodotto nella area Doc Colli Tortonesi si chiamerà Derthona, ovvero con il nome Romano della città di Tortona. Derthona identifica una sottozona della denominazione, quindi un’area ristretta, ma a macchia di leopardo poiché prende parte della superficie di ciascuno dei 47 comuni della Doc. Il successo del Timorasso ha varcato da molti anni i confini nazionali e il vitigno è stato piantato altrove, la protezione del vino deve quindi giustamente passare per il territorio di origine, che fa la differenza.

Le tre espressioni del vino dei colli tortonesi

La Colombera, Timorasso alla terza

Lo sa bene Elisa Semino (nella foto di apertura), alla guida di La Colombera con la sua famiglia, che declina le uve timorasso in tre maniere, in funzione della loro provenienza, tutti in accordo alla Doc Colli Tortonesi Timorasso. I classici terreni argillosi chiari e scuri del territorio generano il Derthona, il Timorasso bandiera dell’azienda, vinificato in acciaio e maturato sulle fecce fini. Un vino che in gioventù manifesta la sua dialettica fruttata e fiorita, salina e mellita per svilupparsi intensamente minerale, con tratti scuri. Eccellente il potenziale evolutivo, è prodotto in circa 35.000 bottiglie all’anno

La Colombera, Timorasso alla terza

Il vigneto Montino genera l’omonima etichetta, figlia di terreni argillosi calcareo-marnosi che danno al vino maggiore profondità sin dall’uscita. Sempre figlio dell’acciaio e dell’affinamento sulle fecce fini, aggiunge subito alle note di frutto la complessità della pietra focaia, con una tessitura gustativa più fitta del Derthona e una naturale capacità di evolvere ed emozionare con il tempo. Ogni anno circa 5.000 bottiglie.

La Colombera, Timorasso alla terza

Ultimo nato, con la vendemmia 2022, il SantaCroce, figlio della vigna Santa Croce, nel comune di Sarezzano. Le condizioni pedologiche sono diverse, ovvero i terreni sono chiari e di marna, piuttosto sassosi. L’assenza di argilla crea le condizioni per vini più affilati che possono essere interpretati diversamente. Qui, infatti, si è scelto di usare il legno in vinificazione, botti di acacia non tostate, completamente per la prima annata e a metà con l’acciaio per la seconda. Non certo per coprire la natura salina e acida delle uve timorasso, su questi terreni più decisa, piuttosto per esaltarla grazie al contrasto con una componente morbida e glicerica che si giustappone alla tensione tipica del vino, per un risultato molto interessante, più sensuale e goloso nel 2022, più vibrante e ritmato con l’annata 2023. La produzione si attesta su 3.500 bottiglie all’anno.

La Colombera, Timorasso alla terza
Vigneto Santa Croce

Tre vini e tre interessantissime facce delle uve timorasso e delle diverse provenienze, per interpretare l’articolato territorio del Derthona in modo identitario ed entusiasmante.

Crediti fotografici: La Colombera