Lo stabilimento alle porte di Firenze dedicato ai coffee lovers

Abbiamo visitato un'azienda toscana specializzata nella produzione di macinacaffè di ultima generazione, ora anche per uso domestico

Sempre bello, ed interessante, parlare del made in Italy che investe sulla formazione creando importanti progetti per sviluppare e consolidare lo sviluppo commerciale. Siamo andati a visitare la Conti Valerio srl, azienda alle porte di Firenze, specializzata nella produzione di macinacaffè di ultima generazione che ha inaugurato un nuovo hub produttivo: la Mignon Factory.

Lo stabilimento alle porte di Firenze dedicato ai coffee lovers

Un potenziamento pensato per i coffee lovers domestici

La nuova “Mignon Factory” è un avveniristico stabilimento produttivo completamente dedicato alla produzione degli iconici macinacaffè di ultima generazione concepiti e progettati per il canale prosumer. Una novità che va ad unirsi all’altra, presentata nel 2024, parliamo del nuovo show room che di fatto è una vera e propria sala polifunzionale che attrae ogni giorno professionisti e amanti del caffè a livello internazionale. La “Mignon Factory” rappresenta un ulteriore tassello dell’ambizioso piano di sviluppo aziendale che ha comportato il raddoppio dello storico stabilimento di Sesto Fiorentino, e la realizzazione di una vera e propria “grinder valley toscana”, alle porte di Firenze, cioè la nascita di un polo produttivo nel settore delle attrezzature per il caffè.  

Lo stabilimento alle porte di Firenze dedicato ai coffee lovers

La crescita della domanda dai primi periodi del covid

“Con questo investimento, la Conti Valerio punta a implementare il mercato per i coffee lovers domestici, ma anche per i professionisti che cercano la giusta attrezzatura per la propria offerta specialty – spiega Maurizio Fiorani, managing director della Conti Valerio – La linea Mignon, infatti, grazie alle sue performance professionali combinate alle ridotte dimensioni rappresenta un best seller e un benchmark di riferimento del segmento prosumer internazionale: Germania, Nord America, UK e Medio Oriente saranno i mercati su cui punteremo maggiormente, realtà in cui già oggi il marchio Eureka è un trend setter affermato”. Già declinata in più di 20 diverse soluzioni, realizzate per rispondere alle esigenze e preferenze dei vari mercati in cui l’azienda è presente, dalle performance iper-automatizzate e velocissime a quelle più “semplificate”, attente a una macinatura più slow, negli ultimi anni la linea Mignon ha avuto un vero e proprio boom di richieste, in particolare sulle piattaforme di e-commerce. “Dai primi periodi del Covid, è aumentato vertiginosamente il desiderio di rivivere in casa il piacere del caffè preparato al bar – continua Fiorani – Infatti c’è stato un generale exploit dell’attrezzatura destinata a dei veri coffee corner domestici. Un fenomeno trasversale che in parte ha interessato anche l’Italia e che noi siamo stati in grado di anticipare avendo da sempre riconosciuto grande importanza agli investimenti in tecnologia e performance”.

Lo stabilimento alle porte di Firenze dedicato ai coffee lovers

I nuovi modelli di macinacaffè della linea Mignon

Nelle nuove linee produttive saranno tre i nuovi modelli ora disponibili sul mercato, dopo il successo raccolto nel lancio di giugno a Copenaghen, in occasione dell’ultima edizione del World Of Coffee. Mignon Libra 65 All Purpose (EUREKA 1920) l’evoluzione ideale per chi vuole combinare una qualità di macinatura superiore con una flessibilità di utilizzo adatta a tutte le estrazioni, con una qualità di macinatura avanzata per ogni tipologia di caffè, dagli specialty all’espresso italiano.  Mignon Zero 65 All Purpose (EUREKA 1920) un macinacaffè single dose di alta qualità a un prezzo competitivo, adatto a tutti i tipi di estrazione, dall’espresso al caffè filtro. Mignon Single Dose Pro (EUREKA ORO) questo – inserito nella offerta premium del marchio Eureka ORO – si presenta come la soluzione di fascia alta per la macinatura single dose, rivolta ai consumer attenti al design, alla qualità dei materiali e a prestazioni di macinatura uniche.

Lo stabilimento alle porte di Firenze dedicato ai coffee lovers

Il mercato del caffè in Italia è un business da 95 milioni (di tazzine al giorno)

Visto che sono i numeri a definire la grandezza di un fenomeno, quelli legati al mondo del caffè nel nostro Paese sono piuttosto chiari: in Italia nel 2024 sono state consumante nei bar, una media di 95 milioni di tazzine di caffè al giorno. E ancora, restando sui numeri, secondo i dati Istat elaborati da Comunicaffé, nei primi sette mesi del 2024 l’Italia ha importato caffè per 420mila tonnellate e ne ha esportate 190mila, investendo per gli acquisti dall’estero poco meno di 2 miliardi e mezzo di euro, incassandone dall’export 2,44. Insomma grandi numeri per un giro d’affari, indotto incluso, che rappresenta una fetta importante del made in italy. Ma cosa c’è dietro una di quei 95 milioni di tazzine di caffè che ogni giorno vengono fatte nei nostri bar? L’abbiamo chiesto a Moreno Faina che è il direttore dell’Università del caffè di IllyCaffé “dietro una tazzina di caffè estratta in meno di 30 secondi e consumata in quasi altrettanto lasso di tempo, c’è un lavoro lunghissimo che dura 18 mesi – spiega il direttore – ed è un nostro compito, di noi formatori del caffè, quello di creare del personale il più preparato possibile che riesca a spiegare anche in minima parte cosa c’è dietro quella bevanda tanto amata dagli italiani”. Approfittiamo della presenza del dott. Faina per fare un’altra domanda, forse più spinosa ma assolutamente attinente ai tempi, riguarda il costo del caffè. Con l’avanzare dei coffee specialty, è cambiato il modo in cui si beve il caffè ed anche la conoscenza del consumatore che oggi è disposto a spendere anche 5 o 6 euro per un caffè filtro o V60. Faina al riguardo però non ha dubbi “Dopo anni in cui abbiamo giocato al ribasso, con tazzine vendute a 80 centesimi ed anche meno, credo sia giusto fissare il costo del caffè tra € 1.80 / € 2, un cambiamento pressochè necessario per due ragioni: innanzitutto la qualità del prodotto orami cresciuta su ampia scala, la seconda invece è legata alla formazione, ampia e strutturata, che sempre più spesso ha l’operatore che sta dietro al bancone.”