Ripa della Volta, creatività e sostenibilità 3D in Valpantena
Ripa della volta è vinicoltura, Oasi delle stelle fa agricoltura e viticoltura, Agribistrot Segreto è il rifugio goloso per il pubblico
Il bosco, i prati di lavanda, gli orti di erbe aromatiche. Le api, i vigneti, la fattoria didattica. Il tutto a un tiro di sasso dal centro della città di Verona. La cantina Ripa della Volta e l’Oasi delle Stelle (della Pernigo Creativ Organic Farm)sono le due facce di una stessa medaglia, una originale quanto accogliente realtà agricola di cui molti tra gli stessi veronesi probabilmente non sanno nulla, tanto è ben nascosta sulle colline. La Valpantena, “terra di mezzo” tra la Valpolicella Classica e la più estesa parte orientale della denominazione, è una valle meno aperta e soprattutto meno urbanizzata nelle fasce collinari più alte. Succede così di ritrovarsi ad ammirare un panorama di vigneti, alberi da frutta, olivi dall’alto di una collina, immersi quasi fino al ginocchio in un mare di lavanda in piena fioritura.
L’Oasi delle Stelle e l’Agribistrot Segreto
La lavanda è la porta d’ingresso all’Oasi delle Stelle: un luogo che non fa nulla per farsi trovare facilmente. Per raggiungerla bisogna lasciare la strada principale e arrampicarsi su disagevoli strade bianche e pietrose. Lavanda a parte, i campi dell’Oasi si estendono su oltre 69 ettari di terreno, 11 dei quali occupati dagli olivi, e sono un campionario di biodiversità, accogliendo erbe officinali di ogni genere, come si conviene a un’azienda (tra l’altro, certificata bio) che produce olio extravergine di oliva, miele, propoli e prodotti officinali controllandone l’intera filiera. Tutto viene lavorato sul posto, grazie al frantoio e ai laboratori di trasformazione per le piante officinali, in un ciclo dal campo alla vendita al consumatore finale, completamente monitorato. Prodotti che si possono acquistare online (https://pernigo.it) oppure direttamente all’Agribistrot Segreto, un luogo di una bellezza magica dove ci si può rifugiare per una serata al riparo dal caldo soffocante e innaturale della città per un aperitivo, o una cena a base dei prodotti dell’Oasi. Un paradiso per gli amanti delle tisane, ma anche del gin, perché assaggiare il London Dry Gin Sweet Dreams che fanno qui e a base di fiori, erbe officinali e aromatiche è un’esperienza che vale il viaggio.

Dall’imprenditoria finanziaria a quella agricola: il viaggio di Andrea Pernigo
Il titolare di questa Creativ Organic Farm, Andrea Pernigo, è un giovane e dinamico imprenditore, con un passato in Just Italia (nota impresa di vendita diretta di prodotti per l’igiene e la cura del corpo) che a un certo punto ha deciso di mettersi in gioco in qualcosa che gli permettesse un più stretto contatto con la terra e la natura. Originario del vicino Comune di Grezzana, da oltre dieci anni è impegnato attivamente nello sviluppo di questo originale organismo agricolo: un’azienda olistica dove ogni singolo aspetto è parte di un tutto più grande e dove l’impegno collettivo è di mantenere l’insieme in armonia. Per far questo Pernigo può contare su una buona squadra di giovani collaboratori appassionati di natura e agricoltura almeno quanto lui: dall’enologa all’agronomo, dall’apicoltore al farmacista esperto di piante officinali che sovrintende alla preparazione di oli essenziali, sciroppi e tisane, ciascun collaboratore ha una sua specialità. “È una sorta di circolo virtuoso – racconta Pernigo -. Non essendo nato agricoltore, mi sono occupato per tanto tempo di amministrazione, finanza, controllo di gestione e organizzazione. E poiché in ogni azienda l’organizzazione deve contemplare anche l’innovazione, ho voluto trasferire questo messaggio in tutte le mie aziende. Perciò troverete anche nella cantina Ripa della Volta una parte di sperimentazione importante, che ci permette di essere riconosciuti come un’azienda contemporanea”. Un’azienda, cioè, radicata nella tradizione, ma non bloccata in essa.

La cantina Ripa della Volta
I vigneti, 15 ettari in un corpo unico, si trovano a una decina di chilometri in linea d’aria dai terreni dell’Oasi, sulla collina alta di Romagnano. Le varietà sono quelle autoctone della Valpolicella: corvina, oseleta, croatina, rondinella, coltivate in regime biologico e sulla cui buona riuscita, oltre alla squadra della cantina, vigila da poco più di un anno anche l’agronomo esperto Giovanni Bigot, fondatore di Perleuve e Academy 4Grapes, e autore dell’Indice Bigot (metodo di valutazione scientifico che misura la qualità di un vigneto). “Si tratta soprattutto di vigneti giovani – dice Bigot -, perciò l’impegno principale è di farli crescere bene”.
La cantina è invece il regno dell’enologa Emanuela Fiorio e qui ogni spazio, ogni scelta viene fatta in funzione del vino: “Ogni piccolo appezzamento a vigneto ha la sua fermentazione spontanea – spiega – e questo per rispettare le scelte agronomiche, diverse per ogni vigneto”. Rispettare la natura, i suoi ritmi, spesso anche i suoi malumori, è molto meno semplice di quello che può sembrare, se l’obiettivo finale è quello di un prodotto di alta qualità. Uno sforzo che però sta già dando i suoi frutti: i vini di Ripa della Volta hanno già attirato l’attenzione e l’approvazione di alcuni dei critici internazionali più noti. La produzione a oggi è composta dal Valpolicella Superiore, dall’Amarone della Valpolicella, dal Valpolicella Ripasso e dal Soave.

La degustazione
Valpolicella Superiore 2023
Fatto in prevalenza di corvina, corvinone e rondinella e un po’ di turchetta (altro vitigno autoctono della Valpolicella) presenta nel bicchiere un colore rubino sfumato di rosso, coerente con i profumi di fiori rossi e viola, piuttosto delicati. Anche in bocca non è un vino prorompente, bensì giocato sulla finezza e la profondità, e che regala sensazioni tattili che ricordano la seta shantung. La buona acidità e la persistenza lo rendono facilmente abbinabile e dunque ideale per tutto il pasto. Soave 2023
Interessante anche l’interpretazione che viene data del Soave, fatto con uve garganega provenienti da Monteforte d’Alpone, il comune che esprime spesso il Soave più “minerale” della denominazione. Il colore del vino è paglierino platino, con riflessi di oro bianco, i profumi rimandano alla frutta bianca e gialla matura anche tropicale, appena rinfrescati da una nota balsamica. In bocca sa di mela Golden matura, così rotondo e setoso che appare perfino dolce senza esserlo. Bevuto fresco può aprire un pasto estivo e accompagnarlo fino in fondo.