Mazzo, quando la periferia diventa gourmet

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“Il ristorante che non c’è”…. è la frase che mi viene in mente entrando in questo minuscolo locale di Centocelle composto da un’unica sala con un tavolo sociale per 10 persone, un bancone per due o quattro e qualche posto all’aperto nella bella stagione. In realtà Mazzo è un ristorante che c’è…. ed è anche molto di più. Nasce tutto con The Fooders, spettacolo di live cooking (The Gastronauts Italian Project per Freeshout Festival) nel 2006, che poi pian piano si è trasformato in un progetto più ampio di cui Mazzo non è solo il quartier generale, ma  un laboratorio di gastronomia,  un bar,  un ristorante,  un negozio,  uno studio dove tutto cambia continuamente con un menu che spazia dalla cucina romana a quella creativa, mantenendo come punto di riferimento i prodotti del territorio.

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I due proprietari/chef, Francesca Barreca e Marco Baccanelli, seppure molto giovani hanno già alle spalle varie e impegnative iniziative come Undergound Dinner o Cene Clandestine (location inusuali per eventi informali), Foodconcepts (ideazione di concept legati al cibo e al suo aspetto ludico), Illustrazione e Grafica (ricette e menu illustrati), Live Cooking (cucina dal vivo puntando sulla similitudine tra il cuoco e il musicista), Workshop (corsi di cucina – alfabetizzazione alimentare), Food Writing, Installazioni, Progetti, Festival e altro ancora.

carciofi alla romana

Ma è nel momento in cui ci si siede al tavolo che si comincia a percepire la filosofia di Mazzo. La brava Martina ci porta il menu e ci dà indicazioni sui prodotti, indicazioni che sono specificate sul menu ed una in particolare, che condividiamo pienamente, ci sembra giusto riportare: “Le erbe non sono decorazioni, ma completano il piatto. Per questo consigliamo di mangiarle per avere un’esperienza completa, anche nel caso dei dolci”. Poi iniziamo la cena che è un vero e proprio percorso di piacere e di sorpresa: materie prime di grande qualità trattate con semplicità e rispetto che si esaltano a vicenda donandoci sensazioni che, dobbiamo ammetterlo, era da tempo che non provavamo.

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Abbiamo assaggiato: Carciofo alla romana con fonduta di formaggio di capra del Maso Waldsamerhof, bell’accostamento; Lumache fritte nel panko, crema di patate al dashi, germogli, piselli, piacevole sorpresa; Fettuccine con calamari, limoni e pane grattugiato,straordinario, appagante e rinfrescante; Tagliolino con crema di carciofi e gamberetti di Anzio, gamberetti straordinari, ma il piatto forse un po’ troppo dolce; Baccalà, agrodolce di cipolle, pinoli tostati, barbabietola e chips di borragine, sublime; Tataki di manzo piemontese, coleslaw di puntarelle, salsa di sedano rapa, con un perfetto contrasto di consistenze tra crudo e cotto. Ed infine i dolci: Mississipi mud pie – ottimo incontro di cioccolato e panna; New York cheescake alla vaniglia del Madagascar con sciroppo di acero puro, delizioso.

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Le sorprese le ritroviamo anche nelle bevande: una piccola e molto interessante selezione di Champagne, di vini di aziende biologiche e vini naturali. Ma le sorprese non finiscono qui: una particolare selezione di gin con i quali vengono preparati gin-tonic abbinabili ai piatti. Infatti, dopo aver degustato uno Champagne Savart, Premier Cru, L’overture 2011 (100% pinot nero), abbiamo pensato, per accompagnare il baccalà, di optare per un gin-tonic. Martina non si è persa d’animo e, dopo attenta valutazione del piatto, ci ha proposto un gin-tonic composto da Bobby’s Schiedam Dry Gin (gin olandese) con un’acqua tonica Fever-Tree (Premium Indian Tonic Water) in un bicchiere con ghiaccio e una scorza d’arancia: abbinamento azzeccatissimo! Una vera sorpresa anche il gin, che non conoscevamo e che sprigionava sentori di ginepro, rosa canina, chiodi di garofano, citronella e pepe (quello utilizzato dovrebbe essere il pepe di Giava) che rendevano la bevanda fragrante e complessa.

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Molto interessante l’idea del tavolo sociale che dà anche la possibilità di scambiare opinioni sui piatti con gli altri clienti e anche per fare nuove amicizie. Naturalmente, data l’esiguità dei posti è consigliato prenotare. In definitiva, un’esperienza enogastronomica di tutto rispetto da ripetere più e più volte e non solo per cena, ma anche per un aperitivo o per una degustazione di gin-tonic magari in abbinamento a piatti specifici o scelti direttamente dal menu.

Costo a persona, indicativo: € 35 ( bevande escluse)

di Antonio Marcianò

 

Mazzo – Laboratorio di Cucina

Via delle Rose, 54

Tel. 06.64962847

www.thefooders.it/mazzo

info@thefooders.it

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Mazzo
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Mazzo
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Mazzo, laboratorio di cucina di Francesca Barreca e Marco Baccanelli a Centocelle, Roma
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