Sant’Anna dei Bricchetti e la sua produzione da barbera e moscato
Sant’Anna dei Bricchetti, nel cuore del Monferrato, è un progetto vitivinicolo nato nel 2012 grazie al sogno di Ruggero e Orsetta Lenti
Ruggero e Orsetta sono due appassionati di vino profondi conoscitori del loro territorio. Nei cinque ettari di vigneti, dove è stato recuperato il corpo vitato originale, con solo un ettaro reimpiantato nel 2013, si trovano le viti di barbera e moscato, con ceppi che vanno dai trenta ai settanta anni. Si tratta di una realtà a conduzione familiare in cui i giovani figli Giulia e Giacomo affiancano i genitori, con il supporto dell’enologo Claudio Dacasto e dell’agronomo Piero Roseo.
A Costigliole d’Asti, nel Monferrato

La collina di Sant’Anna, con una vista mozzafiato che abbraccia il Monte Rosa e il Monviso,sita dove le Langhe incontrano il Roero, separati dal fiume Tanaro, è il luogo dove la famiglia Lenti ha scelto di diventare produttrice di vino del Monferrato, di recuperare l’autenticità di un terroir unico. Oltre ai vigneti hanno trovato una cascina, costruita nei primi anni dell’ottocento, conosciuta storicamente come Cascina del Culunel. Dopo un attento restauro è oggi il cuore di Sant’Anna dei Bricchetti.
L’azienda
Il nome, un toponimo che celebra la tradizione locale, è un omaggio alla storia del territorio dato che si trova proprio nella frazione da cui prende il nome. Il terreno è principalmente argilloso, attraversato da venature di sabbia e gesso, per cui la combinazione di questi elementi geologici permette un perfetto drenaggio e una buona ritenzione idrica, creando le condizioni ideali per una viticoltura di alta qualità. La filosofia produttiva è improntata sulle diverse interpretazioni dei due vitigni autoctoni già presenti al loro arrivo, barbera e moscato, vinificandoli in purezza o in abbinamento sia negli spumanti che nei vini fermi, ritenendo così di esprimere al meglio l’identità del Monferrato in ogni bottiglia. Ogni vino è pensato come una narrazione, un’emozione racchiusa in un sorso, replicandola nei nomi delle loro etichette.

La viticoltura
Questa realtà ha scelto un approccio sostenibile, riducendo al minimo l’impatto ambientale, adottando un’agricoltura responsabile, certificata Sqnpi, ovvero la lotta integrata che consente di monitorare e trattare le piante in modo mirato, limitando l’impiego di prodotti fitosanitari solo quando strettamente necessario. A supporto di questo approccio, è stata installata una centralina meteorologica di ultima generazione avendo così dati in tempo reale su parametri vitali come umidità e temperatura, ottimizzando ogni intervento al fine di tutelare sia l’ecosistema che la qualità del prodotto finale.

Oltre ai tre spumanti che vi presentiamo di seguito, vengono prodotti tre diverse espressioni di Barbera, da vivace a classica, a superiore, ma anche una in rosa; con le uve moscato si produce un una versione secca, una tradizionale frizzante d’Asti e una da uve stramature, per poi avere in gamma anche un vermouth da Moscato Secco.
La degustazione

Sorsi di emozione Vsq Brut
12,5% vol
Ottenuto da uve barbera, con una resa di ottanta quintali a ettaro, dopo la fermentazione alcolica a bassa temperatura in serbatoi d’acciaio termo-condizionati, resta negli stessi per circa sei mesi a contatto con le fecce, che vengono mantenute in sospensione con bâtonnage settimanali. Nella primavera successiva il vino passa in autoclave per la presa di spuma secondo il metodo Martinotti lungo, per 9 mesi, e viene finito con un dosaggio zuccherino di 9 grammi per litro. Giallo paglierino intenso, con perlage fine, ha un naso che spazia da frutta a polpa bianca, con accenni di lieviti, agli agrumi, chiudendo su toni erbacei delicati. Al palato è fresco, succoso, morbido, leggermente sapido, con una buona persistenza e un retrolfatto di frutta bianca tra pesca e pera.

Incanto Rosé Vsq Extra Brut
12,5% vol
Ottenuto da uve barbera dell’annata 2017 con una resa di ottanta quintali a ettaro. Dopo la pressatura e un breve contatto con le bucce, il mosto viene travasato in barrique dove avviene la fermentazione e il successivo affinamento sui lieviti, con periodici bâtonnage, sino alla primavera successiva. Si tratta di un metodo classico e per la rifermentazione in bottiglia viene aggiunto esclusivamente un 10% di mosto di moscato, le cui uve sono pressate in modo soffice e il mosto conservato in recipienti di acciaio a 0 °C per evitare l’inizio della fermentazione alcolica. Nella primavera successiva il vino base da barbera e il mosto da moscato vengono uniti per il tiraggio, senza ulteriori zuccheri. La sosta sui lieviti si protrae per 62 mesi prima della sboccatura fatta nel 2024. Di color buccia di cipolla, con perlage fine, porge profumi di piccoli frutti rossi con la fragolina di bosco in evidenza, poi delicate note di crosta di pane per chiudere su accenni di spezie dolci. Al palato è fresco, sapido, equilibrato; riprende i profumi dell’olfatto con una buona persistenza, chiudendo nel finale ammandorlato su toni di mora.

Incanto Vsq Pas Dosé
12,5% vol
La composizione del vino è la medesima dell’Incanto Rosé, ma il processo produttivo per il vino base, da barbera non prevede macerazione. Per il resto, il procedimento è identico a quello del rosé. Questo spumante metodo classico sosta sui lieviti per almeno 62 mesi, prima della sboccatura fatta nel 2024. Calice giallo paglierino con nuance dorate, percorso da perlage fine, si propone al naso complesso ed elegante nelle note di crosta di pane, poi agrumi, frutta a polpa bianca, con una vaga sensazione di burro nel finale. Al palato è fresco, cremoso, sapido, armonico, con una buona persistenza e un piacevole finale ammandorlato.
Photo @ Sant’Anna dei Bricchetti