A Napoli per la cucina fusion realizzata da uno chef nippo brasiliano

Lo chef nippo-brasiliano Ignacio Hidemasa Ito e la continua ricerca del ‘boccone perfetto’: da Otoro81 prende vita la cucina fusion

A Napoli in un posto unico nel cuore del “Salotto di Chiaia” un luogo inaspettato, nascosto, segreto si trova un ristorante di cucina nikkei la cui proposta gastronomica è caratterizzata dalla fusione tra la sacralità giapponese e la vivacità sudamericana. Parliamo del ristorante Otoro 81 e Ignacio Hidemasa Ito, chef brasiliano di famiglia giapponese ormai napoletano d’adozione

Saporti del Sol Levante al Magnolia di Napoli

Lounge Bar & bistrot, un ristorante italiano e poi camere, terme & Spa e il suggestivo ristorante Otoro 81. Tutto questo si trova al Magnolia un luogo poliedrico che contempla il benessere in tutte le sue forme con particolare focus sul food&beverage, un rifugio di tranquillità, relax e intrattenimento, in una Napoli segreta, sospesa tra storia e modernità. La struttura si dipana attorno alla secolare Magnolia e alle antiche “Terme Gauthier” alimentate dalla storica “Sorgente Sofia”. Lo chef Ignacio Hidemasa Ito, oggi alla guida di Otoro 81, considera la cucina come un processo di continua sperimentazione e ricerca ed è in questo approccio professionale che nasce il “boccone perfetto”: involtino di ventresca con kaibashira, cavolo nero, caviale, pepe sancho. Un’unica piccola portata, in cui ha condensato sogni, convinzioni e il suo personale concetto di fusion.

A Napoli per la cucina fusion realizzata da uno chef nippo brasiliano
Lo chef Ignacio Hidemasa Ito

La cucina Nikkei. Un viaggio tra i continenti

Come detto, a caratterizzare Otoro 81 è la cucina nikkei che porta il ricordo della diaspora giapponese di fine Ottocento e di una seconda immigrazione di massa dopo la Seconda Guerra Mondiale verso il Sud America. Non a caso “Nikkeijin” significa “emigrati giapponesi in terre straniere” e in particolare, la cucina di Ignacio in questo viaggio di gusto tra i vari continenti, riporta al Brasile la sua terra d’origine, dove il crossover tra le due culture ha dato vita a piatti come ceviche, tiradito, temaki e uramaki. La cucina partenopea si fa sentire con ingredienti come friarielli, puntarelle e carciofi, dove lo chef ricerca soprattutto l’amaro, un gusto che in Italia è stato sviluppato più che in altre cucine e che si contrappone all’acre della cucina orientale, per creare equilibrio. Importante l’uso del pescato locale: scorfani, coccio, triglia, merluzzo e palamita, mentre la filosofia è quella Kaiseki, “la cucina dell’imperatore”, che guida la preparazione, ponendo al centro l’estetica, la stagionalità e la capacità di esaltare ogni ingrediente. Una fusione di elementi, ingredienti, storie e filosofie

A Napoli per la cucina fusion realizzata da uno chef nippo brasiliano
Cottura alla griglia robata

Pesce, carne e la cottura alla robata

Chi crede che la cucina giapponese sia solo crudo, si sbaglia. Con la carne si apre un altro capitolo della sua gastronomia, che per secoli è stata influenzata dallo Shintoismo e dal Buddismo, e quindi principalmente vegetariana. Solo con la revoca del divieto di consumo della carne della Restaurazione Meiji, la famosa carne di Kobe è entrata a far parte dell’alimentazione nipponica. Scientifico anche nelle quantità, Ignacio consiglia un massimo di 50 grammi per apprezzarla al meglio. La pregiata Kobe si cucina “alla robata”, una griglia molto elaborata di origine giapponese. A conferma della grande varietà della cucina giapponese, non mancano piatti di carne: tartare di fassona cruda su ossobuco con salsa orientale, ribs con metodo giapponese, buta no kakuni, “secreto” iberico e gyoza di wagyu. “La stessa cucina giapponese è frutto di contaminazioni stratificate, grazie alla storica capacità di replicare e reinterpretare le pietanze. – Spiega lo chef Hidemasa Ito – Ad esempio, il Yakiniku nasce dalla grigliata coreana, il Gyoza di origine cinese e la tempura si ispira alla cucina portoghese. Tutto si può reinterpretare, ma alla base c’è sempre la scelta del pescato, la qualità del riso e la croccantezza dell’alga; tutto il resto è adattamento al contesto e sensibilità nell’interpretare i desideri del cliente.”

Otoro81
Via Nicola Nisco 21 – Napoli
081 277 9597
www.magnolianapoli.com/terrace-by-otoro81.php