Degustazioni – Cusumano arriva a Roma con un il suo poker d’assi

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Questa volta il palcoscenico ce lo ha regalato il Dillà, grazioso ristorante al centro della Roma classica, vicino a Piazza di Spagna, esempio di una ristorazione al passo coi tempi ma sempre legata a quelle tradizioni mediterranee, con una giovane e allegra brigata capitanata dallo Chef Andrea Misseri, (che guida anche le cucine di La Buvette, storica ed elegante caffetteria su Via Vittoria, una simpatica rivisitazione di una stazione ferroviaria francese di inizi ‘900). Nato a Roma, di madre inglese, Andrea Misseri ha maturato diverse ed importanti esperienze in giro per il mondo. Giovanissimo ha trascorso alcuni anni a Londra, dove ha lavorato come chef presso gli studi di registrazione ‘Abbey’, ed ha poi gestito il Delicatessen ‘Canelle’ in High Street Kensington. Sarà poi la volta dell’India dove ha vissuto per dieci anni e nel corso dei quali ha curato le start up di diversi ristoranti Italiani a Mumbai e Goa, ha lavorato come cuoco in alberghi cinque stelle (Novotel, Guestline) e gestito il proprio locale – sempre a Goa – lo ‘Scirocco’. Le creazioni dello chef Misseri hanno accompagnato una degustazione unica nel suo genere, quella appunto di alcuni vini della prestigiosa azienda siciliana “Cusumano”, magistralmente raccontati da Diego Cusumano, titolare dell’azienda assieme al fratello Alberto. Un vero mattatore che con simpatia e passione ci ha introdotto in quello spaccato di Italia che è stato la culla della cultura della vite: la Sicilia.

A dire il vero, come ci spiega Diego Cusumano con focosità tutta siciliana, dovremmo parlare di Sicilie, perché tante sono le diversità che le particolari situazioni microclimatiche imprimono ai caratteri dei vini prodotti. In Sicilia si produce da livello zero, direttamente sul mare, con terreni sabbiosi e temperature altissime ma anche su terreni lavici con grandissime escursioni termiche, fino a 1000 metri sul livello del mare. Pertanto non si può parlare di vino siciliano tout court ma bisogna sempre tener presente l’origine e fare i necessari distinguo. Abbiamo vini con grandi strutture, marcatamente fruttati ma non molto fini e poco longevi quelli prodotti a quote più basse con grandi insolazioni, e ancora vini dalle caratteristiche molto più eleganti, di grande mineralità e freschezza quelli prodotti principalmente in altitudine.

Diego Cusumano in un momento della degustazione

 

L’azienda “Cusumano”

I fratelli Alberto e Diego Cusumano, spinti da una forte idea, tanto innovativa quanto legata al rispetto delle tradizioni, danno vita nel 2001 ad un progetto legato alla produzione di vini tipici siciliani nei terreni a più alta vocazione che potessero esaltarne la loro peculiarità. Curano direttamente la loro promozione e la vendita, portando i nuovi concetti commerciali ed enologici, insieme all’antica sapienza contadina direttamente a contatto con i consumatori di tutto il mondo, ottenendo prestigiosi riconoscimenti e contribuendo alla valorizzazione della Sicilia. Oggi l’azienda è costituita da diverse tenute disseminate in aree della Sicilia e vitigni profondamente diversi tra loro, con caratteristiche pedoclimatiche diametralmente opposte: Tenuta Ficuzza a Piana degli Albanesi, Tenuta Presti e Pegni a Monreale, Tenuta S.Giacomo a Butera, Tenuta Monte Pietroso e Marchesa sempre nel territorio di Monreale. Nel 2013 l’universo Cusumano si arricchisce di nuove ed importanti acquisizioni di 18 ettari tra le contrade Guardiola, Feudo di Mezzo, Solicchiata, Pietramarina e Verzella, tutte sul versante nord dell’Etna, simbolo di una viticultura ostinata ed eroica.
CUBÍA TENUTA FICUZZA SICILIA DOC 2013
100% INSOLIA

Nelle vigne coltivate a Piana degli Albanesi, che godono di una favorevole esposizione e della ricchezza dei terreni argillosi, si produce l’Insolia, uva tipica di queste zone, fragrante, sapida, profumata e ricca di minerali. Da qui nasce il Cubìa, nome arabo che sta ad indicare le sorgenti naturali che si trovano in questa zona. Un prodotto di bella personalità con un ampio e raffinato spettro aromatico e una buona struttura, grazie anche alla sosta di circa 6 mesi in botti di rovere francese da 20Hl che gli conferisce morbidezza e garbo. Paglierino luminoso dai riflessi dorati, denota aromi di frutta a polpa gialla matura, mandarino, pompelmo, mela, banana, acacia, tiglio ed erbe aromatiche. Al palato spiccano le note sapide e fresche ma ben equilibrate da una gradevolissima morbidezza. Persistenza su ritorni fruttati agrumati. Possiamo sicuramente abbinarlo alle preparazioni di pesce o di delicata carne bianca, formaggi poco stagionati. Provatelo con delle “Busiate allo scoglio”.

JALÉ TENUTA FICUZZA SICILIA DOC
100% CHARDONNAY

Amore per il vino e amore per la propria terra, è questa la filosofia che ha guidato i fratelli Diego e Alberto Cusumano ad operare nel difficile mondo del vino. Lo Jalè è uno Chardonnay in purezza coinvolgente e passionale che proviene dai vigneti di contrada Ficuzza. Dal colore giallo oro brillante è ricco nei profumi varietali e caratterizzato dal un discreto equilibrio gustativo regalato dal legno che, anche se ancora un po’ esuberante, si fonde alla perfezione col frutto. L’incipit è di frutta tropicale matura con banana in primo piano, seguono ginestra, pasticceria alla vaniglia e pepe bianco con nuance minerali di gesso e note burrose. L’assaggio si rivela morbido e ben strutturato, in grande equilibrio acido sapido e con lungo finale dove tornano la frutta sempre matura e le note di pasticceria alla vaniglia. Gradisce accostamenti di pari impegno, primi piatti con funghi porcini, pesce arrosto, con secondi a base di carni bianche e con formaggi mediamente stagionati. Noi lo abbiamo provato con una Tartare di tonno di Favignana e cernia all’extravergine di Biancolilla.

 

ALTA MORA ETNA BIANCO DOC 2015
100% CARRICANTE

I Cusumano hanno da poco intrapreso una nuova avventura alle pendici dell’Etna. Un luogo unico, irripetibile, dove i vini assumono caratteri di estrema finezza ed eleganza. Da questi vigneti nasce l’Etna Bianco DOC “Alta Mora” 2015, vino intrigante che fa della mineralità e dell’eleganza il leitmotiv del suo fascino. Viene vinificato e lasciato maturare in vasche di acciaio per mantenerne integra la naturale fragranza e freschezza. Il colore è giallo paglierino, al naso si esprime con belle e profonde note floreali, minerali e  fruttate di mandarino e pompelmo con nuance balsamiche e vegetali di fieno. In  bocca si apre ad un assaggio fresco, deciso e netto, accompagnato da una certa nota calorica fino nel retrolfatto di ottima persistenza, sempre legato alle note minerali e vegetali balsamiche. Troviamo goloso l’ abbinamento con le preziose cruditè di frutti di mare oppure con degli spaghetti ai ricci di mare.

 

ALTA MORA ETNA ROSSO D.O.C.
100% NERELLO MASCALESE

Nerello Mascalese in purezza, varietà autoctona coltivata a spalliera e ad alberello in 12 ettari di vigneti ad

una altitudine di 600/800 metri s.l.m. nelle contrade Verzella, Pietramarina, Feudo di Mezzo e Solicchiata. Nel bicchiere si esprime di un bel rosso rubino brillante, mentre al naso lo percepiamo sempre di grande freschezza e finezza con la frutta perfettamente matura in primo piano, (piccola frutta rossa e nera di sottobosco e amarena), sfumature floreali di viola, timo e note minerali anche un po’ fumé. In bocca si riscontra una bella struttura, con una trama di una certa complessità e fragranza, e con un tannino che fa notare la sua presenza in punta di piedi. Retrolfatto che ritorna sui piccoli frutti rossi e agrumi. Vino che predilige piatti di carne non troppo elaborati, andrà bene costine di capretto grigliate.

 

 

 

ALTA MORA FEUDO DI MEZZO ETNA ROSSO DOC 2014
100% NERELLO MASCALESE

Si chiama “Feudo di Mezzo” Alta Mora e prende il nome della contrada omonima. L’uva è il Nerello Mascalese,un tipo di uva che può dare vini di grande finezza, che possiamo sicuramente paragonare ai nobili vini di Barolo e della Borgogna. Vino di grande freschezza ed eleganza dunque, con note di piccola frutta rossa e nera di sottobosco con ricordi freschi di mela e pera, carcadè, china, minerali di grafite e basalto, sfumature floreali di gelsomino, rosa e timo. In bocca si riscontra una grande struttura minerale, di tessitura complessa e profonda, con una trama tannica dal finale vellutato e un retrolfatto che insiste ancora sui piccoli frutti rossi.Grande vino = grande piatto, questa è un’equazione sempre vincente, dunque proponiamolo con della selvaggina da piuma, oppure una fagianella ripiena con le sue interiora, castagne ed erbe aromatiche.

 

 

Di Luciano Nebbia

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