La cucina spontanea del ristorante Fase a Roma
Spontanea e moderna. Ecco velocemente descritta la folosofia gastronomica di questo nuovo indirizzo della Capitale
Il giovane chef Federico Salvucci propone una cucina stagionale, creativa e attenta alla qualità, prediligendo prodotti locali di pregio.
Il locale si trova in via Muggia, nel quartiere Prati, e già dall’esterno si scopre ai passanti grazie alle grandi vetrate che mostrano tutto l’interno. È sobrio, accogliente, intimo, solo 28 coperti e una grande cucina a vista. A dirigere la squadra di cucina c’è lo chef Federico Salvucci che ha alle spalle un percorso formativo importante, ha frequentato l’Alma di Parma – l’autorevole scuola di alta formazione in Cucina e nell’Ospitalità italiana – poi tappa a Vicenza dallo stellato EL COQ” e ancora sulla scia delle stelle, ha lavorato a fianco di Riccardo Di Giacinto da All’Oro a Roma. Ed è proprio nella Capitale che lo scorso dicembre, lo chef Salvucci decide di avviare un nuovo ed importante capitolo della sua esperienza professionale aprendo appunto il suo ristorante Fase.

Lo chef ha definito la sua cucina “spontanea”. In effetti nulla è forzato ma trova forma in un modo e in un utilizzo differenti dal solito. Nuovi equilibri nati da viaggi e da esperienze lavorative che lo hanno portato ad esplorare terre sconosciute e culture diverse trasformandolo profondamente, aprendo la mente a tradizioni culinarie e culturali diverse. Da qui prendono forma piatti con armonie di colori e di sapori nuovi, molto concreti e una vera fusione di ricordi dell’infanzia e di nuove esperienze. Una grande tecnica e un’ottima preparazione hanno sicuramente aiutato alla messa a punto delle preparazioni.

Il menu è concepito in “Fasi” e non nella consueta suddivisione. Tra gli antipasti – Fase 1 – ad esempio troviamo un’insolita e ottima Tartare di pecora, barbabietola, ravanelli, cipolla rossa, maionese al rafano che ricorda il wasabi, oppure dalla tradizione romana nasce il Risotto Arzilla, broccoli e pomodoro nella Fase 2, mentre le Ribs di Vitellone cbt, kimchi, cardoncello arrosto, erbe spontanee sono nella Fase 3. Gli ingredienti tradizionali lasciano fare capolino a quelli di altre parti del mondo, spontaneamente, senza forzature.
Federico Salvucci ed Elena Zeng
Durante il Katsusando Feast, l’evento gastronomico fusion, il caso ha voluto che Federico rincontrasse dopo un bel po’ di tempo una sua cara compagna di scuola, Elena Zeng, venticinquenne cinese ma cresciuta a Padova e nata a Vienna. Dopo essere stati compagni di padelle, Elena, ha fatto uno stage in un 2 stelle Michelin a Brescia; quindi, è tornata nella scuola dove si è formata, l’ALMA, come assistente per implementare e perfezionare le sue tecniche. Questo ritorno le ha permesso di conoscere alcuni grandi nomi quali Paolo Lopriore e Gianfranco Pascucci. Dopo altre esperienze, sempre nella ristorazione – anche in territorio spagnolo – decide di mettersi in proprio e diventare quello che è tuttora, una Chef privata e Food Creator. Ha grande successo nei social dove è seguitissima e molto ammirata. I due giovani entusiasti e sognatori decidono di creare un evento per presentare la loro idea di cucina: “Con FEAST vogliamo regalare un’esperienza diversa, dinamica e ricercata”. 2/3 Elena Zeng e Federico Salvucci.

Feast
L’idea degli chef è di proporre periodicamente degli eventi a tema. La prima serata è andata in sold out perché i due amici sono riusciti a suscitare moltissimo interesse. La clientela non è stata disillusa e le aspettative sono state ripagate, la cena è stata un enorme successo. Ogni proposta gastronomica è stata studiata per creare equilibrio e sorpresa. C’è stata una vera fusione di ingredienti e tecniche tra la cucina asiatica e quella tradizionale italiana che hanno dato origine a nuovi piatti “spontanei”, affatto pretestuosi. I piatti sembrava fossero il risultato di un’amicizia in cui pensieri e confidenze si fondono e creano emozioni nuove. Tutto molto naturale senza nessuna forzatura. Questi ragazzi sono piaciuti molto, sorridenti e capaci hanno collaborato e si sono divertiti a sorprendere i clienti. È sicuramente un fiore all’occhiello l’atmosfera rilassante e gioiosa che è determinante per fare di una cena un evento memorabile. In molte pietanze si ritrova fortissima la fusione di queste due anime belle, come lo strepitoso katsusando e la torta di gyoza con la coda alla vaccinara, unione riuscitissima di due cucine differenti. Tutti i piatti sono veramente molto belli sia da un punto di vista cromatico che di geometrie. Anche la particolare cura nella scelta delle porcellane contribuisce a rendere importanti le preparazioni.
Fase è un locale da tenere sotto osservazione perché ha grandi potenzialità. L’idea di cucina che fermenta in questo luogo potrebbe rivelarsi molto interessante. Avanti così!
Fase Restaurant
Via Muggia, 14
00195Roma RM
Tel. 39 06 2415 763
info@faserestaurant.it
Le foto sono di Alberto Blasetti