Franciacorta, i 35 anni del Consorzio

Consorzio Franciacorta nasce nel 1990 per tutelare e promuovere vino e territorio. I traguardi sono notevoli, i nuovi obiettivi ambiziosi

Cominciamo con le parole del presidente del Consorzio Franciacorta Silvano Brescianini, pronunciate alla fine di una manifestazione celebrativa articolata su tra giorni dal 5 al 7 marzo scorsi: “Un agricoltore, soprattutto un produttore di vino, è ottimista per definizione. Altrimenti farebbe un altro mestiere”. Un ottimismo che pervade la denominazione nonostante il cambiamento climatico e la congiuntura geopolitica negativa. Dati alla mano il Consorzio, ovvero l’associazione dei produttori di uve e di vini, ha portato il territorio a ottenere la Docg nel 1995 e a superare recentemente i venti milioni di bottiglie prodotte annualmente (dal primo agosto 2023 al 31 luglio 2024 la Franciacorta ha spumantizzato quasi ventisei milioni di bottiglie – nostra elaborazione dati Icqrf), mentre nel 2024 quelle spedite sono state 19,1 milioni. Visti i tempi di maturazione del Franciacorta, i produttori stanno continuando a incrementare la produzione, manifestando quel sano ottimismo che il presidente Brescianini sottolinea.

Franciacorta, i 35 anni del Consorzio
Silvano Brescianini

Dal nostro punto di vista privilegiato, grazie alla guida Sparkle che racconta il vino italiano con le bollicine dal 2003, possiamo affermare che il Franciacorta e i suoi produttori hanno dato un contributo sostanziale nel portare il vino con le bollicine a tavola e quindi alla destagionalizzazione delle vendite, un tempo concentrate per almeno il 70% nel periodo delle feste di fine anno. Un vino bilanciato, complesso e piacevole perfetto per la cucina contemporanea.

Nel futuro del territorio c’è l’utilizzo della mappatura di tutte le aree, realizzata dal cartografo Masnaghetti, con i relativi toponimi che, sovrapposta agli esiti della zonazione, ovvero alla suddivisione per zone omogenee da un punto di vista pedologico, creerà le basi per codificare nella Docg le unità geografiche aggiuntive che saranno integrate nel disciplinare. In etichetta, sotto il nome della denominazione potrà comparire la zona specifica di provenienza delle uve per dare al consumatore un dettaglio maggiore delle diverse espressioni del territorio.

Franciacorta, i numeri del territorio
Superficie totale 20.370 ettari su 19 comuni
Superficie vitata 3.634 ettari
Superficie a chardonnay 79%
Superficie a pinot nero 18,1%
Superficie a pinot bianco 2,6%
Superficie a erbamat 0,3%
Franciacorta, i 35 anni del Consorzio
Attilio Scienza

Come capita sempre nel mondo del vino, alcuni sostengono che territori come la Franciacorta stiano già soffrendo enormemente il cambiamento climatico. Quanto noi leggiamo nei calici, assaggiando i vini ogni hanno, ci fa asserire il contrario, ma sicuramente la visione del mondo scientifico è incontestabile: “Lo chardonnay è uno dei vitigni con maggiore plasticità ambientale, ovvero ha una grande capacità di adattamento sia ai climi che agli ambienti diversi, caratteristica che ha un’origine genetica”, spiega Attilio Scienza, ordinario di viticoltura all’università di Milano, autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche. “Parlando di Franciacorta – riprende – , area piuttosto calda, qui lo chardonnay si esprime molto bene  e si continua a piantare e non c’è dubbio che con lo chardonnay si può stare tranquilli ancora per molti anni”.

Photo @ Consorzio Franciacorta