Caiarossa, l’arte del blend
Caiarossa coltiva in 59 parcelle 10 vitigni su 40 ettari, in accordo alla biodinamica. Siamo in val di Cecina, davanti ad Elba e Corsica
Comune di Riparbella, entroterra collinare dell’alta Maremma in provincia di Pisa. È qui che si trova l’azienda Caiarossa in questo luogo vicino, a Bolgheri, Volterra, Pisa e Firenze che ha conservato un alone di mistero perché meno frequentato, caratterizzato da colline con mille esposizioni diverse e altrettanti suoli, molto bosco. Ci sono sabbie, marne, suoli vulcanici, su un terreno che sale e scende, da poco più di cento metri di altitudine e oltre trecento, ricco di macchia mediterranea. In alcune vigne si avverte l’influsso diretto della brezza marina, mentre il respiro profondo del mare è un polmone climatico che influenza tutto il territorio.

L’arte del blend secondo i dettami della biodinamica
Caiarossa segue delle regole di ingaggio molto semplici: la ricerca del maggiore equilibrio possibile nei vigneti che sono gestiti in modo specifico in funzione delle condizioni pedoclimatiche, da oltre venti anni coltivati in accordo ai dettami della biodinamica; la vendemmia separata in cassette da quindici chili per parcella e la vinificazione dedicata a ciascuna. E poi, fermentazione e maturazione in legno e cemento, in funzione delle varietà che, solo dopo una prima fase di affinamento, sollecitano il team nella complessa arte del blend. Questo il vero segreto per cercare l’armonia tra diversi vini con caratteri profondamente diverse che, solo dopo l’amalgama, esprimono un tutto olistico, di maggior valore della somma delle parti. Caiarossa è di proprietà della famiglia francese Albada Jelgersma – titolare anche di Château Giscours a Margaux – il cui fondatore Eric Albada Jelgersma ne rimase folgorato a inizio anni Duemila, tanto da acquistarla nel 2004. Ovviamente i vitigni a bacca nera hanno da subito trovato i loro vigneti di elezione, generando vini che hanno immediatamente manifestato un carattere forte e un’identità profonda, Seppur in piccola parte, l’azienda dispone anche di vigneti impiantati con uve a bacca bianca, in particolare viognier, chardonnay, vermentino e petit manseng.

Le tre annate del Caiarossa
Abbiamo avuto l’occasione di effettuare la verticale di tre annate del vino più importante dell’azienda, il Caiarossa, dopo aver degustato alcuni suoi componenti in purezza, prima del blend, con le spiegazioni di Francesco Villa, agronomo ed enologo, Roberta Palma, responsabile della comunicazione e dell’ospitalità, Jérôme Poisson, direttore tecnico delle aziende della famiglia Albada Jelgersma. In un momento più conviviale abbiamo anche assaggiato il Caiarossa Bianco 2023, blend di viognier, chardonnay e vermentino, che ci ha colpito particolarmente per la capacità di fondere vitalità e profondità, dissimulando immediatezza. E poi la vendemmia tardiva, Oro di Caiarossa 2021, da uve petit manseng, un vino dolce molto fresco e integro che non si smetterebbe di bere. Un’ultima cosa prima del racconto dei vini, Caiarossa è l’unione di caia, che sta per gaia, ovvero la terra, e rossa, perché è il colore di alcuni suoli molto caratterizzanti, tipici dell’area di Riparbella.


La degustazione
Prima di assaggiare le annate 2022, 2021 e 2020 di Caiairossa, abbiamo degustato tre 2022 e un 2023 in purezza, ciascuno figlio di una parcella, imbottigliati prima dell’assemblaggio per poterne controllare l’evoluzione ed effettuare verifiche e degustazioni comparative, come abbiamo avuto la fortuna di sperimentare.
Merlot Sopra 2022
Netto di frutto goloso e vanigliato, in bocca ha tannino fitto e abbondante e anche calore che, insieme, rendono il finale appena disidratante, seppur ricco di frutti.
Syrah Le Lame 2022
Il frutto croccante e succoso dialoga con tratti speziati scuri, ma anche vanigliati. Avvolgente l’impatto gustativo, poi fitto di tannino, dalla dialettica scura, meno calorico del Merlot.
Cabernet Franc Cantina 2022
Il frutto pieno ed elegante anche in confettura campeggia al naso, percorso da respiri di erbe aromatiche e menta. La bocca è ampia, ricca, dal tannino fitto e netto, energico, dotata di invogliante sviluppo succoso.
Cabernet Sauvignon Belvedere 2023
Il frutto e le spezie scure dialogano con respiri fioriti, per un insieme che conserva gentilezza. Potente in bocca, dal tannino energico e un po’ asciugante.

Caiarossa 2022
Toscana Igt
14% vol
Uve: cabernet franc 32%, syrah 26%, cabernet sauvignon 17%, merlot 12%, sangiovese 7%, petit verdot 5%, grenache 1%
Inverno mite, primavera umida ed estate assolata e calda, interrotta da piogge a metà agosto che hanno rallentato la maturazione consegnando uve eccellenti. Alla vinificazione in legno e cemento segue una maturazione e poi dopo l’assemblaggio un affinamento in barrique per quattordici mesi, 30% nuove. Invitante, articolato, dai fiori alle gentili tostature, con tocchi di pasticceria. Bocca succosa, molto strutturata e di bella eleganza, dal tannino già ben integrato seppur energico. Anteprima, uscirà fine 2025.
Caiarossa 2021
Toscana Igt
14,5% vol
Uve: syrah 30%, cabernet franc 20%, cabernet sauvignon 16%, merlot 16%, sangiovese 10%, petit verdot 6%, grenache 2%
Inverno più fresco e piuttosto asciutto, primavera umida con estate anticipata e poi calda, rinfrescata ancora a metà agosto dalla pioggia, poi sempre bello. La vinificazione non cambia. Ha un frutto più deciso e succoso del 2020, di profilo scuro come la speziatura, per un insieme invitante, percorso da minerali di grafite e ardesia. La grande succosità gustativa dialoga con un tannino netto e sono integrati dalla bella struttura per una sviluppo lungo e coinvolgente di frutto.
Caiarossa 2020
Toscana Igt
14% vol
Uve: cabernet franc 28%, syrah 23%, cabernet sauvignon 18%, merlot 13%, sangiovese 13%, petit verdot 4%, grenache 1%
Inverno mite e inizio primavera fresco, poi caldo anticipato, smorzato da piogge in giugno; estate calda e soleggiata con belle escursioni termiche giorno-notte. A fine agosto una pioggia ristoratrice e poi bello. Accoglie di caffè, con frutto vivo e respiri vegetali, mentre offre note golose di crostate a diverse confetture, insieme ai frutti freschi. Bocca sontuosa all’ingresso, poi mostra tutta la sua energia, sostenuta da un tannino finissimo per un insieme molto espressivo e invitante. Il tempo inizia a fare la sua parte… Abbiamo avuto poi modo di assaggiare, lontano dalla verticale, la 2019 in magnum che realmente conquista!