Grappa Libarna

Dal Piemonte un versatile simbolo di italianità

La grappa, eccellenza italiana per tradizione e per legge, esprime e racchiude nel suo racconto, nell’intensità dell’approccio gustativo, nel deciso, inconfondibile, tocco fisico, storia e radici dell’umanità. Vibra di una sua anima segreta che esalta e sublima la semplice povertà delle origini in un’aura di forza e mistero che da sempre ha sedotto, avvinto e appassionato semplici bevitori e scatenati collezionisti; una forza quantica che appartiene alla goccia più semplice come al calice più prezioso, se prodotta correttamente, come è giusto che sia. Non a caso Veronelli diceva che “se il vino è la poesia della Terra, la grappa è la sua anima…”

Dal Piemonte un versatile simbolo di italianità
Un momento della conferenza stampa

Gl’italiani amano la grappa, soprattutto a fine pasto

Quindi accogliamo con piacevole curiosità i dati emersi dal sondaggio condotto da AstraRicerche per la piemontese Grappa Libarna, brand del gruppo Montenegro, un’indagine svolta su oltre mille italiani dai 18 ai 65 anni, riguardante gli italiani e la Pasqua, pranzo a casa o al ristorante, piatti simbolo e rito del fine pasto, in una ricerca/sfida tra tradizione e innovazione. Vince la tradizione, dato che ben 9 italiani su 10 hanno scelto il pranzo in famiglia – a casa, e il menu scelto rimane nel solco dei grandi classici: agnello con patate (54,4%), lasagne ricotta e spinaci (circa 40%), dolce pasquale e grappa (26%), quindi completando il pasto con grappa e caffè (30%). Tuttavia è nell’ambito del fine pasto che emerge una tendenza a sperimentare proposte innovative, inoltrandosi verso nuove combinazioni: tra le nuove idee più ardite in abbinamento con la grappa vincono frutta secca (29%) e formaggi (27,1%), fino ai più audaci secondi di carne (19%) e risotti.

Dal Piemonte un versatile simbolo di italianità
Le quattro grappe degustate

La Grappa Libarna

La ricerca è stata un’occasione per entrare di più nel mondo della Grappa Libarna, in un piacevole incontro tenutosi presso il ristorante con bar à huitres Baccano di Roma, a due passi da Fontana di Trevi e Piazza Colonna: locale di qualità, elegante, con boiserie e volta a botte, spazioso e con personale molto gentile e disponibile. La Grappa Libarna nasce dalla storia importante della Distilleria Gambarotta (fondata nel 1832) e prende il nome dall’omonimo insediamento romano esistente a Serravalle Scrivia (AL), sede della distilleria, e dal quale trae ispirazione la forma della bottiglia che richiama alla memoria i capitelli romani. La distillazione avviene, secondo un metodo interamente artigianale, in alambicchi di rame a ciclo discontinuo e sotto stretto controllo di un Mastro Distillatore. Sono quattro le referenze: Bianca Cristallo (da vinacce di Moscato è una grappa dal sentore vivace e dal gusto particolarmente dolce e pulito), Grappa di Moscato Barricata (grappa di sole uve Moscato invecchiata almeno 12 mesi in barrique di rovere francese, dal gusto dolce e piacevolmente aromatico) Grappa di Barbera e Dolcetto Riserva 18 mesi (ottenuta con sole vinacce fresche di uve Barbera e Dolcetto, che vengono distillate a vapore e poi è invecchiata per almeno 18 mesi in botti di legno di rovere francese per dare origine ad una grappa di grande struttura e complessità) e Grappa Barolo Riserva (Grappa prodotta da sole vinacce di uve Nebbiolo, del comprensorio delle Langhe del Barolo, invecchiata almeno 18 mesi in legni pregiati, 12 mesi in tonneaux e altri 6 in rovere francese – un distillato pregiato dal carattere complesso), tutte illustrate e descritte in maniera compiuta da Antonio Zattoni, Master Blender del Gruppo Montenegro.

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Un momento della degustazione

Grappa, formaggi, gianduiotto e fave di cacao

All’incontro, moderato dal giornalista Marco Bolasco, hanno partecipato Alessandro Spegis (maestro cioccolatiere di Torino con storia personale che varia in diversi locali in giro per il mondo e che dopo una strettissima collaborazione di 14 anni con Guido Gobino, decide di aprire un suo locale) e Giovanni Guffanti Fiori (da una famiglia di storici affinatori, o come dice lui allevatori, di formaggi; l’azienda Luigi Guffanti nasce nel 1876 ad Arona in provincia di Novara) che hanno presentato i prodotti con i quali abbiamo affrontato una divertente degustazione: il Gorgonzola DOP (un anno di affinamento) con Grappa di Moscato Barricata, la Toma della Burtulina (unico casaro in alpeggio in Valle Bognanco) con Grappa Barolo Riserva, Gianduiotto con Grappa e Fava di Cacao Ricoperta di cioccolato con Grappa.

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I quattro abbinamenti (in ordine)

La degustazione

Interessanti le degustazioni proposte che sono state un piacere non privo di felici sorprese. Sempre in linea con la ricerca più audace e innovativa si è rivelata la degustazione delle grappe con i formaggi e… solo apparentemente… più tradizionale quella con il cioccolato, che in realtà ha offerto spunti inconsueti e innovativi.    

Il Gorgonzola ha pasta paglierina e compatta, con ricca erborinatura blu-verdastra. Il sapore è forte, dominato dalle note robuste del penicillo – saporito e leggermente piccante con leggero sentore floreale e finale di frutta secca. L’abbinamento con la Grappa di Moscato Barricata è perfetta poiché il gusto dolce con note di albicocca essiccata e piacevolmente aromatico, ben si fonda con il sapore deciso e le note di fiori e frutta secca.

La Toma ha una pasta color paglierino intenso, compatta, con occhiatura di dimensioni variabili è un formaggio con sapore intenso, saporito, con note di erbe alpine, di fiori, di stalla e nuance di spezie e frutta secca.  La Grappa di Barolo Riserva ha un colore ambrato molto luminoso. Al naso risulta complessa, ricca e con note floreali e di frutta secca, molto persistenti. Al gusto è decisamente piacevole, complessa con note terziarie speziate il che la rende perfetta da abbinare alla Toma

Il Gianduiotto “nudo” cioè senza incarto, creato dal cioccolatiere Alessandro Spegis, colato con il sac à poche e tagliato al coltello quindi prodotto in pezzi unici, è del tutto originale dall’apparenza al gusto, contiene zucchero caramellato e un pizzico di sale che dona una sensazione tattile e gustativa originale. La forma è irregolare, elegante, chiaramente artigianale, nato dall’unione “alchemica” di un ottimo e potente cacao Criollo del Perù e la nocciola del Piemonte IGP. Al palato risulta appena ruvido e sensuale, intrigante, dolce e leggermente acido (sarà stato usato anche il Cacao Piura, detto cacao albino che dona leggera acidità al prodotto finale?). Ben si sposa con la Grappa Bianca Cristallo, morbida e fiorita al naso e in bocca. Si esaltano a vicenda grazie alla loro garbata e suadente essenzialità. 

La Fava di Cacao, altra originale ed elegante creazione del maestro cioccolatiere, immersa nel cioccolato fondente 62%, si lascia assaporare in un piacevole gioco di consistenze, sensazioni e sentori, che combinano la lieve acidità un po’ fruttata della fava e il gusto pieno del cioccolato. Un assaggio croccante, pieno e soave che entra bene nel gioco che si crea con la Grappa di Barbera e Dolcetto Riserva, così armoniosa, morbida, strutturata e raffinata con un lungo finale di vaniglia cacao e nocciola.

La degustazione e l’articolo sono stati elaborati con il contributo di Henry Ross.