Pizza Convention 2026: il futuro della pizza passa dalla formazione e dalla tutela professionale del mestiere del pizzaiolo

La due giorni di Officine Farneto ha visto il confronto tra grandi nomi della pizza, istituzioni e accademici, mettendo in luce nuovi professionisti e il talento delle maestre pizzaiole

Si chiude la seconda edizione di Pizza Convention: il congresso a Officine Farneto ha visto insieme i grandi nomi della pizza di tutto il Paese per interrogarsi sul futuro del comparto continuando il dialogo insieme al mondo delle istituzioni e degli esperti del settore. Ideato da Pietro Ciccotti, fondatore di Excellence, con la direzione editoriale della giornalista Laura Mantovano, l’appuntamento si è confermato un luogo di confronto e visione capace di mettere attorno allo stesso tavolo le diverse anime della pizza su uno dei temi più rilevanti del settore, ovvero il riconoscimento professionale della figura del pizzaiolo.

Se la prima giornata, tra i tanti appuntamenti, ha visto celebrare il ruolo delle donne del settore con la consegna del premio Maestre della Pizza a sei grandi interpreti (Petra Antolini di Settimo Cielo, Marzia Buzzanca, Amalia Costantini di Mater, Isabella De Cham di Isabella De Cham Pizza Fritta, Roberta Esposito di Contrada e Filomena Palmieri di Da Filomena), la seconda giornata è stata dedicata alla presentazione del Manifesto programmatico “Pizzaiolo: un mestiere da tutelare” alla presenza di Selena Vacca (esperta di legislazione agroalimentare). Ha visto la partecipazione della Senatrice Gisella Naturale (Vicepresidente 4ª Commissione Permanente Politiche dell’Unione Europea), di Antonio Pace (Presidente AVPN) e di alcune delle colonne portanti della pizza italiana come Roberta Esposito (La Contrada), Franco Pepe (Pepe In Grani), Corrado Scaglione (Enosteria Lipen) e Renato Bosco (Saporè). Un confronto tra mondo politico e produttivo che ha sottolineato un’esigenza sempre più evidente in un momento storico in cui la pizza è celebrata in tutto il mondo. Senza un riconoscimento ufficiale non può esserci un vero sviluppo del settore: la sfida è costruire un modello capace di valorizzare competenze e responsabilità culturale del pizzaiolo, creando un riferimento riconoscibile e adottabile in tutto il mondo, supportato dagli investimenti in termini di formazione.

Questo l’appello condiviso da tutti i relatori che ha restituito una doppia immagine del settore: da un lato la pizza sempre più protagonista a livello mondiale dall’altro la necessità di costruire basi solide per il futuro. Accanto a questi temi, Pizza Convention ha acceso i riflettori sui nuovi talenti della pizza con il Contest Under 35 firmato dall’azienda casearia Sorì, dedicato sia alla pizza tonda che alla pizza in teglia, che ha visto trionfare nel primo turno Pasquale Cirillo di Pizzeria Golfo di Napoli (Roma) e El Anbri Abdessamad di Loop (Albignasego) mentre nel secondo Luca Di Francesco di pizzeria Enzima (Ladispoli). Successo anche per il contest “fritturisti” targato dalla linea Zucchi Professional dell’Oleificio Zucchi che ha premiato Riccardo Branciamore di Frumento (Roma) e Valerio Esse di Lina Pizza in Teglia (Roma), nonché per il Vera Pizza Napoletana Champion, il contest nazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, con i vincitori Emanuele Rossi, Davide Rossi e Salvatore Palluda, secondi ex aequo e Massimiliano Barrà che hanno conquistato l’accesso alla finale nazionale di Napoli.

Pizza Convention 2026: il futuro della pizza passa dalla formazione e dalla tutela professionale del mestiere del pizzaiolo

Tra riconoscimenti, confronti tecnici, show cooking e approfondimenti sulle tematiche portanti del settore, Pizza Convention ha raccontato tutte le sfumature dell’arte bianca, ponendo l’attenzione sull’importanza di valorizzare e tutelare la figura del pizzaiolo, primo ambasciatore della cultura gastronomica italiana.

Dichiarazioni dei relatori

“Una strada che ho avuto il piacere di intercettare già da alcuni anni – ha dichiarato la Senatrice Gisella Naturale – quando mi è stato proposto di lavorare a un iter legislativo e, in qualità di senatrice, sono stata la prima firmataria di un disegno di legge dedicato a questo riconoscimento, richiesto sempre più a gran voce dal settore, che può e ci auguriamo diventi uno stimolo per le nuove generazioni offrendo loro un futuro professionale che deve necessariamente partire dal nostro Paese. Il mestiere del pizzaiolo è infatti intrinsecamente legato alla storia della nostra terra, non possiamo quindi rischiare di perdere di questa priorità.”

“Qui a Roma è emersa più che mai una volontà concreta e ben specifica nel definire a livello normativo la professione del pizzaiolo – ha sottolineato Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana –Si tratta di un passaggio fondamentale per rafforzare la dignità di un mestiere secolare riconoscendone una professione definita e tutelata.”

“Questo momento di incontro e confronto con i miei colleghi e con il mondo istituzionale – ha continuato Roberta Esposito di La Contrada – è stato particolarmente significativo soprattutto in relazione alle modalità con cui oggi si racconta la pizza: non più solo prodotto ma un fenomeno in evoluzione, mettendo al centro la valorizzazione e la tutela del sapere che c’è dietro.”

“La sensazione è che, dopo anni di confronto, ora si fa davvero sul serio e, dal momento che riusciamo a dialogare con i vari attori e parte politica sottolinea, – ha evidenziato Franco Pepe di Pepe in Grani – significa che c’è sempre più speranza per il futuro che parte inevitabilmente dalla formazione.”

“Riconoscere la figura del pizzaiolo significa mettere un punto fermo in un mestiere che negli anni continua a crescere costantemente – ha raccontato Renato Bosco di Saporè – Ci auguriamo che questo traguardo possa rappresentare una vera cassa di risonanza per avvicinare sempre più giovani a una professione dal valore inestimabile”.

“La parte politica ha assunto un impegno importante ponendo l’attenzione su aspetti per noi fondamentali – ha sottolineato Corrado Scaglione maestro pizzaiolo di Enosteria Lipen – dobbiamo continuare a far crescere la professionalità del settore partendo dai giovani perché sono loro il futuro della pizza. Il nostro compito come ambasciatori è di trasmetter loro conoscenza, serietà e consapevolezza che li porti a diventare professionisti a tutti gli effetti”.