Roeno, la via del Riesling

Verticale del Riesling Renano Collezione di Famiglia di Roeno, vino dal carattere deciso, indole nordica e anima mediterranea

Siamo in Val d’Adige, più precisamente in quella parte di Vallagarina poco a nord di Verona, stretta tra la catena del monte Baldo e la Lessinia. Un area evidentemente disegnata dalle mutazioni dell’Adige, un tempo ghiacciaio, che ha lasciato un terreno variegato, dove si alternano zone moreniche ad aree alluvionali con terreni molto caratterizzanti, specialmente dove la sabbia diventa protagonista con grande presenza di silicio. In quest’ultima area la fillossera non ha attecchito e si conservano ancora viti a piede franco dell’antica cultivar enantio, regina della Doc Terra dei Forti, che insiste su parte di questa area. Roeno, infatti, è una delle realtà che vantano questa produzione di un rosso incisivo e invitante, dai tratti selvatici, diverso da tutti. È l’azienda della famiglia Fugatti, nata nel 19XX grazie a Rolando Fugatti e alla moglie Giuliana dal Fior che la chiamarono con la sillaba iniziale del nome del fondatore più il suffisso eno. Oggi l’azienda, che è gestita dai tre fratelli Fugatti, Cristina, Giuseppe e Roberta, “insiste su ottanta ettari tra l’Alto veronese e provincia di Trento, per una produzione imbottigliata superiore a trecentocinquantamila bottiglia – racconta Cristina Fugatti -, mentre il resto del vino è venduto in cisterna”. In sostanza l’azienda seleziona il meglio da commercializzare con le proprie etichette. Accanto ai vini della tradizione, un rarissimo caso in cui si può realmente dire che i tratta di vini da uve autoctone, la passione ha spinta l’azienda a investire sul riesling renano. In particolare Giuseppe Fugatti, direttore di produzione, insieme all’enologo Mirko Maccani, nel 2003 lanciano il progetto riesling, dando sfogo alla propria passione per il vitigno, ma nell’ottica della tensione verso la sperimentazione che caratterizza la famiglia Fugatti e la sua azienda dalla fondazione. Dopo innumerevoli viaggi in Mosella e con l’aiuto di un agronomo di quel territorio, viene scelta l’area dove impiantare due cloni tedeschi di riesling renano: siamo api piedi del Monte Baldo, nel comune di Caprino Veronese, un’area confinante con la Doc Terra dei Forti, posta su un conoide alluvionale fatto di argilla e ghiaia, ideale per il riesling. Le vigne, due ettari, sono disposte lungo la direttrice est-ovest a quasi cinquecento metri di altitudine. L’impianto fu realizzato nel 2005 e il primo vino commercializzato, nel 2009, fu il Praecipuus Riesling Delle Venezie Igt. Già nel 2010, i due tecnici decisero di selezionare gli acini migliori per realizzare qualche centinaio di bottiglie per capire dove si potesse arrivare. Il Riesling Renano Collezione di Famiglia Delle Venezzie Igt nasce, come etichetta, nel 2011, con milleduecento bottiglie, diventate milleottocento nel 2012, per tendere poi alla produzione massima di quattromila bottiglie. Per la vinificazione furono scelti due lieviti tipici del riesling renano isolati all’Istituto di viticoltura ed enologia di Geisenheim e anche la tradizione tedesca dell’ossidazione dei mosti, per eliminare quelle sostanze che in fase di invecchiamento del vino tenderebbero a ossidarsi, togliendo eleganza. La vinificazione prevede la pressatura soffice, seguita da una breve macerazione e la fermentazione in tini di acciaio inox termocondizionati. La maturazione avviene in grandi botti di legno per diciotto mesi, seguita da un affinamento in bottiglia di trentasei mesi. In funzione dell’annata e dell’acidità totale, il vino presenta un residuo zuccherino tra sei e otto grammi per litro per garantire un sorso bilanciato ed elegante.

resling collezione di famiglia
Foto di Marco Simonini

La degustazione

Abbiamo assaggiato cinque annate, partendo dalla 2018, ancora in attesa di commercializzazione. Ciascun millesimo è il riflesso nitido dell’annata viticola, presentando caratteristiche nettamente diverse, pur nella ovvia ed evidente continuità. Un altro parametro che evidentemente gioca un ruolo importante è il tempo in campo, ovvero l’età del vigneto che sta entrando in una fase più matura in grado di produrre vini sempre più complessi e longevi.

2018
Di carattere deciso e intenso, porge subito aromi di cedro e camomilla, che incontrano spunti di mimosa e respiri minerali di salgemma con cenni di idrocarburi; si allarga ed ecco decisa la pera e la pesca bianca, declinate anche disidratate, con timbri di pompelmo in bel contrasto con toni di burro affumicato e tocchi di noce brasiliana. La bocca è fresca e succosa, di bella progressione sapida, avvolgente, in grado di sollecitare in modo largo e dinamico il palato, molto invitante nella sua progressione agrumata che riporta tutta l’articolazione del naso. Grande assaggio.

2017
Meno esuberante del 2018, esprime subito note di cedro e pera canditi che diventano freschi e vitali andando a fondersi con le note minerali gentili di pietra calcarea e salgemma, mentre emergono respiri netti di camomilla e tarassaco. La dialettica tra la dolcezza e la freschezza ora si esprime in note di lemon curd, di millefoglie con chantilly al limone, mentre emerge la pesca fresca e in pasticceria. In bocca si percepisce una freschezza netta e diretta, subito accompagnata da salinità, poi il vino diventa avvolgente e morbido, meno voluminoso e dinamico del 2018, tutto eleganza.

roeno terra dei forti

2016
Fonde subito in modo intenso il frutto con i minerali di pietra focaia e polvere da sparo in un approccio molto coinvolgente: pesca, cedro e mela sono in evidenza. E poi nuance di crosta di pane, con anice, nocciola e arachide, mentre sentori di miele e di idrocarburi alimentano una dialettica di chiaroscuri invitante. La bocca è avvolgente e molto fresca, sapida, caratterizzata da un piccolo grip tannico che aumenta la dinamica, per un palato che ritrova tanto frutto, con note balsamiche mentolate e raffinata ricchezza minerale. Eccellente.

2015
Accattivante e fuso nel porgere toni scuri minerali e tostati con profumi fioriti di mimosa e tarassaco, accompagnati da cenni di fresia gialla che si fondono con il cedro fresco, in sciroppo e candito, con la pesca, mentre avvertiamo note di pane anche leggermente tostato. La bocca è sontuoso, succosa, salina, avvolgente, lunga nella progressione e nella dialettica gustativa che sollecita larga il palato; ne gode il retrolfatto che ritrova il naso con una lunga e avvolgente nota di calcare.

2013
Intrigante al naso nel fondere cera d’api, pappa reale, pesca sciroppata, miele, bignè di pasta choux alla crema di burro, su cui poggiano spunti di melissa, con nuance di idrocarburi, mentre si materializza la mela disidratata, con cedro e pompelmo. Bocca avvolgente, fresca e diretta, meno lunga dei millesimi precedenti, subito dotata di tanto frutto; cresce la sapidità insieme a una nuance di tannino, con il vino che focalizza su note di calcare, conservando pompelmo e cedro, freschi e in sciroppo.

Photo credit @ Roeno