A Roma c’è un jazz club che unisce musica, cucina e mistero
A due passi da Piazza Navona l'Arciliuto Jazz Club & Restaurant, un luogo che unisce musica, memoria e convivialità
Nel dedalo di vicoli che si apre alle spalle di Piazza Navona, là dove Roma sembra ancora custodire il proprio lato più notturno e teatrale, l’Arciliuto Jazz Club & Restaurant torna a vivere una nuova stagione. E lo fa senza tradire la propria anima storica: quella di un luogo sospeso tra musica, convivialità e memoria, capace ancora oggi di regalare la sensazione rara di entrare in una città parallela.

Tra storia, sotterranei e leggende
Ospitato nelle sale cinquecentesche di Palazzo Chiovenda, l’Arciliuto nasce nel 1967 per volontà di Enzo Samaritani e nel tempo diventa uno dei riferimenti della scena jazz romana. Qui, tra salotti dalle luci soffuse, pianoforti, archi antichi e ambienti sotterranei, sono passati musicisti, artisti e intellettuali, alimentando attorno al locale un immaginario fatto di arte e leggenda. Non mancano infatti i racconti legati al mistero del luogo. C’è chi parla di presenze percepite nei sotterranei, di ombre fugaci tra i corridoi antichi, di atmosfere quasi esoteriche amplificate dal silenzio che segue l’ultimo concerto. Suggestioni mai confermate, naturalmente, ma che contribuiscono al fascino di uno degli indirizzi più evocativi del centro storico romano. Anche la tradizione che vorrebbe il palazzo legato a Raffaello Sanzio appartiene a questa dimensione sospesa tra storia e racconto: una leggenda affascinante che continua ad accompagnare la narrazione dell’Arciliuto. Oggi il locale rinasce grazie alla nuova gestione guidata da Sara Della Porta e Gabriele Geri insieme agli altri soci del progetto, con l’obiettivo dichiarato di trasformare il jazz club in uno spazio culturale completo, dove musica, cucina, vino e cocktail dialogano in modo naturale.

Una convivialità calda dal respiro mediterraneo
La sensazione, entrando, è proprio quella di un salotto artistico contemporaneo. L’accoglienza è calda, rilassata, quasi domestica, mentre la cena si svolge in un’atmosfera intima dal respiro mediterraneo, fatta di luci morbide, ascolto e convivialità. Im questo luogo che invita a rallentare, la proposta gastronomica è affidata allo chef Alessandro Di Buono che segue la stessa filosofia del locale: niente esercizi di stile, ma una cucina essenziale, precisa e rassicurante, capace di valorizzare la tradizione romana e mediterranea con eleganza misurata. Nel menu trovano spazio materie prime selezionate, stagionalità e qualche suggestione greca, frutto delle esperienze professionali dello chef. Piatti apparentemente semplici, ma costruiti con attenzione alle consistenze e all’equilibrio dei sapori. Ad accompagnare la cucina, una carta vini ben costruita e la proposta cocktail firmata dal barman Sallustio Freire completano un’esperienza che punta sul piacere dello stare insieme più che sull’ostentazione. Qui il vino, la musica e il cibo sembrano parlare la stessa lingua.

Il ritorno di un salotto artistico romano
La programmazione musicale continua naturalmente a rappresentare il cuore pulsante del locale. Jam session, jazz internazionale, cantautorato, elettronica, teatro e contaminazioni artistiche animano ogni sera gli spazi del club. In appena un anno dalla riapertura, il palco dell’Arciliuto ha già ospitato nomi importanti della scena jazz mondiale come Peter Bernstein, Phil Markowitz, Seamus Blake ed Eric Harland, insieme a protagonisti italiani del calibro di Roberto Gatto ed Enrico Pieranunzi. Più che un semplice jazz club, oggi l’Arciliuto appare come una piccola enclave romana dove il piacere della tavola incontra quello dell’ascolto. Un luogo autentico, lontano dagli eccessi modaioli, dove la bellezza nasce ancora dall’atmosfera, dalla musica e dal piacere semplice di stare insieme davanti a un buon bicchiere di vino.
Arciliuto Jazz Club & Restaurant
Live music • Restaurant • Cocktail Bar
Piazza di Montevecchio, 5 – Roma
Tel. 3343706004