Chianti Classico Collection 2016: la Gran Selezione spinge le vendite

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Leopolda - Lo spazio degutazione

Trecento anni orsono Cosimo III de’ Medici, granduca per nulla illuminato nella politica, delimitò con un bando la zona del Chianti (attuale Chianti Classico), del Carmignano, del Pomino e del Vald’Arno di Sopra, avendo istituito pochi mesi prima le Congregazioni di Vigilanza che dovevano verificare, controllare, difendere da adulterazioni i vini destinati all’esportazioni provenienti dai menzionati territori. Fu una necessità commerciale visto che la Toscana si era accaparrata il cliente Inghilterra a scapito dei francesi che stavano belligerando con il regno d’oltremanica. Il vino che arrivava a destinazione doveva essere certificato in quanto si trattava di un’attività commerciale talmente importante che i tentativi di frode erano all’ordine del giorno: Cosimo III non poteva correre il rischio che la Toscana perdesse quel ricco mercato e da qui l’idea geniale di un consorzio di tutela e di denominazioni di origine ante litteram. Questa la storia datata trecento anni di un vino che da molto tempo non era nella forma smagliante in cui lo abbiamo trovato oggi; forse non è mai stato così in forma.

 

 

Sergio Zingarelli

Sergio Zangarelli

 

Giuseppe Liberatore

Giuseppe Liberatore

 

Il presidente e il direttore del Consorzio Vino Chianti Classico, rispettivamente Sergio Zingarelli e Giuseppe Liberatore, in conferenza stampa lo scorso 15 febbraio, alla presentazione delle nuove annate del vino del Gallo Nero, hanno sciorinato dei numeri che onestamente qualche anno fa, in piena crisi di consumi, non erano prevedibili: fatturato annuo globale stimabile in 700 milioni di euro, 400 milioni il valore della produzione imbottigliata per un totale di 292.000 ettolitri ottenuti nel 2015. Anno che ha registrato un incremento generale di vendite dell’8% – contro un dato medio delle maggiori denominazioni toscane dell’1% -, con un incremento del mercato interno del 2%, valore positivo che non si registrava da anni. In questo contesto l’export vale l’80%, con il mercato Usa al primo posto che registra il 31% del totale, davanti all’Italia al 20%. Ma il dato che stupisce è il saldo positivo del 48% rispetto al mercato del 2009, anno più buio per la crisi mondiale e anche per il Chianti Classico.

Certamente in questi anni le politiche di comunicazione e di promozione all’estero hanno aiutato la crescita, ma crediamo che l’azione strategica che ha suscitato questa potente discontinuità è stata la codifica della Gran Selezione, una super riserva al vertice della piramide qualitativa – ottenuta esclusivamente dalle migliori vigne aziendali, con un affinamento minimo di 3 anni e parametri fisico-chimici più restrittivi del “Riserva” – che oggi vale il 4% delle vendite del Chianti Classico, ma che ha portato alla denominazione smalto e sostanza: specialmente sui mercati esteri, dove le etichette più importanti soffrivano al cospetto di denominazioni cugine come il Brunello e che ora trascinano le vendite sia dei vini “Annata” che dei “Riserva”.

La degustazione

 

Parlando dei vini assaggiati, abbiamo focalizzato sui vertici, consapevoli del fatto che i vini “Annata” siano oggi più di ieri prodotti di grande modernità per la piacevolezza, l’eleganza e la freschezza innate, eredità delle uve. I vini ad affinamento più lungo, 24 mesi la “Riserva” e 36 la “Gran Selezione” hanno concentrazioni maggiori ma mantengono in linea generale la finezza tipica del Chianti Classico; solo al vertice della piramide abbiamo riscontrato la presenza di vini un po’ votati all’opulenza, con delle estrazioni spinte che sottolineano la componente tannica nel vino, facendogli perdere parecchio in termini di piacevolezza ed eleganza.

 

I migliori Assaggi

Abbiamo assaggiato in modo sistematico tutte le “Gran Selezione” 2013 e 2012 presenti e di seguito trovate i migliori.

 

Chianti Classico Gran Selezione 2013

Banfi: Fonte alla Selva

Castello di Ama: San Lorenzo

 

Chianti Classico Gran Selezione 2012

Barone Ricasoli: Castello di Brolio

Castello di Fonterutoli

Castello Di Gabbiano: Bellezza

Fontodi: Vigna del Sorbo

Principe Corsini – Villa Le Corti: Don Tommaso

Rocca delle Macìe: Sergio Zingarelli

Tenuta di Nozzole: La Forra

E ora qualche suggerimento interessante.

Tra le riserve 2012 ci hanno colpito il Castello di Fonterutoli Ser Lapo Riserva Privata, il Castello di Monsanto, il Felsina Rancia

Tre le gran selezioni più vecchie quelle di Antinori (Badia a Passignano 2011), di Ruffino (Riserva Ducale Oro 2011), di Tolaini (Montebello Vigneto n° 7), di Vignamaggio (Riserva di Monna Lisa 2011), di Felsina (Colonia 2010).

 

Francesco D’Agostino

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Enrico Pozza

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Chianti Classico Collection 2016
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Chianti Classico Collection 2016
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Il presidente e il direttore del Consorzio Vino Chianti Classico, rispettivamente Sergio Zingarelli e Giuseppe Liberatore, in conferenza stampa lo scorso 15 febbraio, alla presentazione delle nuove annate del vino del Gallo Nero, hanno sciorinato dei numeri che onestamente qualche anno fa, in piena crisi di consumi, non erano prevedibili.
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