Amarelli, la liquirizia dal 1731

Un'eccellenza del nostro Paese, la liquirizia di Calabria prodotta e lavorata da quasi 300 anni dalla famiglia Amarelli

L’azienda Amarelli di Rossano, in provincia di Cosenza, è un’azienda familiare che coltiva, raccoglie e lavora la pianta di liquirizia dal 1731. Una lunga storia di una importante realtà del made in Italy, che da anni ormai contribuisce a raccontare l’eccellenza italiana nel mondo. 

Amarelli, la liquirizia dal 1731
Fortunato Amarelli

Tutto nasce da lei: la pianta delle liquirizia!

Parliamo di un’azienda di lunghissimo corso ed il segreto di tanta longevità ce lo riporta l’amministratore delegato, nonché componente della famiglia, Fortunato Amarelli “Kotler diceva Esistono due tipi di aziende, quelle che cambiano e quelle che chiudono, la società è in continuo mutamento e i modelli di business entrano in crisi molto velocemente, non importa quanto l’azienda sia antica, bisogna continuare a innovarsi e attualizzare il proprio modello, bisogna avere il coraggio di rinunciare a ciò che funziona per sostituirlo con l’incerto”. Una storia di coraggio e di cambiamenti, che ebbe inizio ovviamente da lei la pianta della liquirizia il cui nome scientifico è Glycyrrhiza Glabra, ed è una pianta conosciuta da 35 secoli, come testimoniano ritrovamenti di testi cinesi e ippocratei. La liquirizia è conosciuta sin dall’antichità per le sue proprietà medicinali: è espettorante, balsamica, calmante dei dolori di stomaco, infatti il suo principio attivo è la glicirizzina che ha un’azione antinfiammatoria e antivirale.

Amarelli, la liquirizia dal 1731
Radici di liquirizia

La liquirizia made in Calabria

“Oggi è probabilmente più apprezzata per le sue proprietà organolettiche, non solo in chicchi puri, ma anche come ingrediente in tantissime ricette della tradizione dolciaria italiana. I senatori (n.d.r. un tipo di caramella), per esempio, sono fatti aggiungendo la gomma arabica e aroma di violetta. Sono stati inventati a Torino più di un secolo fa e sono stati chiamati così perché somigliavano ai bottoni delle giacche dei senatori”  spiega Fortunato Amarelli. La liquirizia è diffusa in molti paesi dalla Grecia alla Turchia, dall’Iran alla Mongolia ma è in Italia che trova il suo habitat naturale, al punto che l’Enciclopedia Britannica scrive che la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”, e infatti è qui che si produce l‘80% della liquirizia italiana. Già dal 1500 si praticava l’estrazione del succo dalle radici di liquirizia che sono così profonde tanto da dirsi che arrivavano all’inferno. Per questo motivo venivano sradicate affinché non contaminassero il terreno destinato ad altre colture.

Amarelli, la liquirizia dal 1731

Una lunga storia di famiglia e di inarrestabile innovazione

Nel 1731 la famiglia Amarelli si struttura in azienda, come testimonia la fondazione del “concio”, un impianto proto industriale per l’estrazione del succo di liquirizia.  Negli anni a seguire grazie a Domenico prima, e a Nicola poi, ci saranno importanti tappe di ammodernamenti tecnologici. Nel 1929, anno della grande crisi, gli americani sottrarranno molta materia prima dalla Calabria, costringendo molti conci a chiudere. Anche questa volta la Amarelli, avendo introdotto nuove tecnologie, riuscirà a sopravvivere e a diventare una delle poche eredi della tradizione tipica calabrese, restando leader di questo settore. Così racconta Fortunato Amarelli “Se guardo alla storia della nostra azienda questo approccio è ben evidente, la Amarelli ha introdotto la prima caldaia a vapore nel nostro territorio, i personal computer negli uffici nel 1984, Internet nel 1996 a pochi mesi dalla liberalizzazione del web, e poi ha fondato il Museo della liquirizia nel 2001 fra i primi musei d’impresa in Italia; quindi l’Heritage marketing, il marketing human to human, e oggi l’intelligenza artificiale”.

Amarelli, la liquirizia dal 1731
Bastoncini di liquirizia purissima

La lavorazione della liquirizia

Per schiacciare i rami della liquirizia in principio veniva usata una macina. Poi lo schiacciamento si è ottenuto attraverso macchinari più moderni e computerizzati. La fase più antica e tradizionale del processo di lavorazione si trova, ancora oggi, nella fase della cottura. Infatti i cuocitori finali, prima scaldati con fuoco diretto oggi non più, sono affidati a il mastro liquirizaio il cui compito è quello di controllare l’esatto punto di solidificazione della liquirizia. Non esiste una regola precisa tolta l’esperienza. Quando la pasta è densa al punto giusto e si mostra scura e profumata è pronta per la fase finale della lucidatura. Questa ultima tappa si esegue con l’impiego di forti getti di vapore acqueo, senza aggiunta di alcuna sostanza chimica. A questo punto la liquirizia assume tante forme: può essere tagliata per rimanere in purezza o lavorata con aroma di anice, arancia o menta.

Amarelli, la liquirizia dal 1731

La produzione Amarelli

In Amarelli la produzione inizia dalla trasformazione delle radice, che viene acquistata da fornitori scelti con campi limitrofi all’Azienda. Dalle radici della pianta della liquirizia calabrese viene estratto il succo che poi è sottoposto a diversi passaggi di cottura, concentrazione ed essiccazione, ciò permette di ottenere dopo 14 giorni di lavorazione una liquirizia al 100% naturale, senza additivi né edulcoranti né zuccheri. Amarelli realizza i suoi prodotti con tutto quanto si può ottenere dalle radici di liquirizia a cominciare dal bastoncino di legno grezzo, per passare alle caramelle di liquirizia pura o di liquirizia gommosa e confettata. Oggi ci sono anche il liquore, la birra, la tisana e il cioccolato; gli amaretti, i torroncini, la pasta, il sale, il dentifricio e l’uovo di cioccolato e la colomba di Pasqua. Il tutto con certificazioni Dop, in un packaging 100% riciclabile. Chi visita l’azienda noterà svettare la ciminiera della caldaia datata 1907. La caratteristica di questa ciminiera risiedeva nella sua alimentazione che avveniva con la sansa, che è il residuo della lavorazione delle olive dopo l’estrazione dell’olio. Questa la dice lunga sulla filosofia dell’ azienda che aveva creato un modello di ciclo produttivo in cui nulla andava perso. Anche oggi il residuo della lavorazione della liquirizia viene usato per mantenere un certo tasso di umidità del terreno nei periodi di siccità.

Niente grande distribuzione per la liquirizia Amarelli

Altro punto distintivo di Amarelli è nella distribuzione, come spiega nel dettaglio il signor Fortunato. “Amarelli non vende alla grande distribuzione, una scelta fatta ormai molti anni fa, perché c’era bisogno di ricostruire l’identità dell’azienda e volevamo dare un forte segnale di posizionamento distaccandoci, anche fisicamente, dai competitor. Così abbiamo rinunciato ai volumi ma abbiamo ridato vita al brand”. Quindi la distribuzione avviene nelle farmacie ed erboristerie, nelle migliori attività commerciali italiane ed estere che puntano alla qualità e all’eccellenza dei prodotti. Amarelli è in 30 Paesi nel mondo e vende oltre 2.000.000 confezioni di metallo all’anno, le iconiche di Amarelli, oltre ad altri 150 differenti prodotti di liquirizia. Tutto con un solo sito produttivo in Italia a Rossano, dove i dipendenti sono 50 e alla guida c’è la famiglia Amarelli da ben 11 generazioni.

Amarelli, la liquirizia dal 1731

Il Museo della Liquirizia

E sull’idea del Museo della Liquirizia Fortunato Amarelli spiega: “Mio zio Franco Amarelli, storico del diritto Romano, negli anni 90 aveva cominciato a rintracciare attrezzi ed oggetti di uso comune dalle nostre soffitte, ma soprattutto a studiare la storia dei conci di liquirizia calabresi. Oggi tra i musei d’impresa più visitati d’Italia”. L’Azienda Amarelli si può visitare ed è possibile acquistare in loco prodotti che non sempre sono disponibili nei negozi. Un vero e proprio Paradiso per tutti gli appassionati di liquirizia, di cibo e di storie. 

Amarelli Fabbrica di Liquirizia
Contrada Amarelli – S.S. 106
Rossano, Italy