Io Mazzucato e le diverse espressioni del vitigno Vespaiola

In Vino by vventuratoLeave a Comment

Condividi
  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    7
    Shares

Si chiama Io Mazzuccato ed è la nuova azienda vinicola di un giovane vignaiolo di Breganze, comune dove la varietà vespaiola trova il suo territorio di elezione.

DI GIOVANNA MOLDENHAUER

L’occasione è stata la presentazione alla stampa di settore di due nuovi vini e di una versione più strutturata di vespaiola in purezza, presso La Porta del Vino a Milano, un ex casello del dazio in Piazza V Giornate a Milano, spazio fortemente voluto da Carlo Pietrasanta, attuale presidente del Movimento Turismo del Vino di Lombardia.

Il primo vino presentato è stato un spumante di qualità Pas-Dosé Metodo classico bianco da uve vespaiola e pinot Nero in uguale percentuale. Seguiva un Pas-Dosé Metodo classico Rosé con stesso uvaggio. L’occasione è stata per proporre altresì Land un Vespaiolo Superiore Breganze Doc.
Andrea con precedenti esperienze di gestione di cantine per dieci anni, ha scelto nel 2014, di avviare la sua produzione, al debutto con dieci ettari, affiancato dalla moglie Laura. Da un fortunato incontro nel 2017 con la famiglia Scaroni è sorta l’opportunità di rilevare una cantina con annessi quindici ettari di vigneto.
Giovane e vivace realtà, vende attualmente il 40% della produzione all’estero tra cui gli Stati Uniti, l’Australia e ora sta iniziando, nell’ambito di una promozione, ad arrivare anche in India.
Il territorio è di natura collinare e si estende tra la pianura padana e le prealpi vicentine. Ai primi vigneti di cabernet e merlot, piantati una ventina di anni fa, si è giunti alla superficie attuale di quindici ettari piantando i vitigni tipici della Doc Breganze quali l’autoctono vespaiola, il pinot bianco, il pinot grigio, lo chardonnay e il carmenere.

La cantina è dotata di uno spazio di lavoro ampio, per un ottimale connubio di tradizione e tecnologia, al fine di ottenere i migliori risultati dalle uve raccolte manualmente: serbatoi di acciaio per la vinificazione e botti in rovere per l’affinamento.
Il primo vino assaggiato, lo spumante bianco Pas Dosé è figlio di una pressatura delicata delle uve; il mosto fiore viene fatto fermentare in acciaio a una temperatura di 15°C; il vino è imbottigliato per la spumantizzazione e le bottiglie rimangono in catasta per almeno trentasei mesi, con movimentazione ogni sei mesi. Nel calice è di colore giallo paglierino luminoso, dal perlage fine e persistente; al naso rivela note fruttate di agrumi e frutti esotici. Sentori di limone, cedro, ananas, frutto della passione affiancano tracce floreali, prima di un assaggio preciso, netto, elegantissimo. Con un’alcolicità contenuta, ha un’eccellente freschezza e a chiudere un finale di ottima persistenza.
Il Rosé Pas Dosé ha un processo di lavorazione leggermente diverso perché dopo un’attenta selezione delle uve in vigna, c’è anche una delicata e brevissima pressatura delle bucce per non estrarre troppo colore. Il mosto ottenuto viene fatto fermentare in acciaio a una temperatura di 15°C. A fine fermentazione la maturazione prosegue sulle fecce nobili. Nella primavera successiva alla vendemmia, il vino base viene imbottigliato e fatto rifermentare a una temperatura di 15° C e poi le bottiglie rimangono in catasta per almeno trentasei mesi con movimentazione ogni sei mesi.

????????????????????????????????????

Esordisce con un perlage fine e persistente. Al naso risulta complesso, fruttato con sentori di melagrana, floreale di rosa, elegante nel complesso. Piacevolmente fresco al palato e gradevolmente sapido ha un’ottima chiusura, che si attesta su un retrolfatto agrumato con un finale di buona lunghezza.
La scelta del produttore è stata quella di numerare ogni bottiglia di entrambe le espressioni. Nell’immagine che vi presentiamo il Pas Dosé bianco è la 0335 su 5000 bottiglie, mentre per il rosé la 0324 su 1180 bottiglie.

Il terzo vino assaggiato, Land Vespaiolo Superiore Breganze Doc 2017, è prodotto con una selezione delle uve raccolte per la vinificazione del Torcolato, riposa cinque giorni in cassette, poi il 60% viene fermentato e affinato in barrique non nuove con almeno quattro passaggi precedenti, il 40% in acciaio, con una successiva maturazione di un anno in bottiglia. Il vino nel calice ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati e un profumo di frutta matura con spiccate note agrumate e una leggera percezione balsamica. All’assaggio è fresco, leggermente sapido con un elegante e persistente finale.
Nel complesso abbiamo notato un’attenzione maniacale alla qualità sia in vigna che in cantina, vini molto piacevoli da degustare con Land Vespaiolo Superiore ancora giovane, ma già intrigante.

 

www.iomazzucato.it

About the Author

vventurato


Condividi
  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    7
    Shares

Leave a Comment

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.