Antichi Vigneti Sculco, il nuovo della tradizione

L’azienda della famiglia Sculco, posta a Cirò Marina, valorizza da sempre il territorio e le sue tradizioni con una fresca idea di innovazione

Greco e gaglioppo sono i vitigni del territorio e anche i protagonisti delle etichette aziendali, frutto della lettura dei diversi vigneti di cui l’azienda dispone. Un mosaico di diciotto ettari posto nell’area di Cirò Marina, comune a sé stante ricco di storia e di tradizioni ancora visibili.

Le radici elleniche nel vino

Era la Magna Grecia in particolare la città di Krimisa, posta a Punta Alice, all’interno del attuale comune di Cirò Marina. Qui venne edificato un tempio al dio greco Apollo Aleo di cui sono visibili i resti, mentre il ritrovamento più importante, la testa del dio, è conservato nel museo archeologico di Reggio Calabria. Queste reperto è stato di ispirazione a una linea di vini che Cosimo Sculco ci presenta. Terre di Apollo il nome della linea di tre etichette, un Cirò Bianco, un Cirò Rosato e un Cirò Rosso. È l’etichetta condivisa dei tre vini che ci colpisce e stupisce nel riportare con una grafica accattivante, ispirata alla pop-art, una riproduzione ironica e colorata della testa del dio.

Antichi Vigneti Sculco, il nuovo della tradizione

Questa serie di etichette sono una rappresentazione chiara della filosofia aziendale, ovvero l’ispirazione alle tradizioni più radicate in chiave innovativa. Delle tecniche produttive estremamente delicate e rispettose del frutto ne sono la dimostrazione. E poi il rapporto qualità/prezzo è straordinario.

La degustazione

Antichi Vigneti Sculco, il nuovo della tradizione

Terre di Apollo Cirò Bianco Doc 2024
13% vol – € 8,00
Le uve provengono da un vigneto collinare, potato a cordone speronato, posto a Cirò su terreno argilloso. Il vitigno principale è il greco, almeno l’85%, accompagnato da altri vitigni bianchi per una resa media di 70-80 quintali per ettaro. Le uve vengono diraspate e pigiate; il mosto fiore, ovvero la prima spremitura al 60%, va in fermentini di accaio inox termocondizionati, dove il vino resta in maturazione per un mese dopo la fermentazione. Una volta in bottiglia, si affina in vetro per un ulteriore mese. Al naso è fresco e gentile di fiori e frutti, nei riconoscimenti di glicine, biancospino e ginestra che si fondono con mela susina, pesca in pelle e polpa, nespola, con tratti sempre più netti di mandorla e nocciola fresche, percorsi da respiri di salgemma. In bocca è vitale, ritmato, snello e gioioso, di bel supporto salino, principalmente giocato sul frutto dai risvolti agrumati.

Antichi Vigneti Sculco, il nuovo della tradizione

Terre di Apollo Cirò Rosato Doc 2024
13% vol – € 8,00
Le uve provengono da un vigneto di gaglioppo posto a Cirò Marina su terreno alluvionale pianeggiante, con allevamento a cordone speronato che produce con una resa di 70-80 quintali per ettaro. La vinificazione è rigorosamente in bianco, identica al fratello Cirò Bianco. L’estrazione di colore avviene quindi durante la fase di pigiatura. Fermenta e matura in acciaio termocondizionato e poi si affina in bottiglia. Di un bel rosa cerasuolo di media intensità e grande luminosità, accoglie soave al naso con pennellate di rosa e peonia e aromi di fragolina, subito percorsi da respiri iodati e salmastri che evocano il mare, in bel contrasto con dolcezze di caramelle croccanti agli agrumi, che evolvono nelle freschezze dei frutti stessi. La bocca è bilanciata, sapida, succosa di freschezza, giocata nettamente sul frutto che si declina fresco ma anche in caramelle.

Immagini @ Antichi Vigneti Sculco