Bersi Serlini: Franciacorta per passione

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bersi serlini

Degustazione Bersi Serlini: bollicine di qualità dal 1967

La storia

Un paesaggio piacevole e rilassante quello della Franciacorta, con i suoi vigneti curatissimi, il territorio ben custodito che alterna campagna a piccoli e medi insediamenti urbani in un tutt’uno costellato da bellezze del passato, ristrutturate e valorizzate. Chiese, pievi, palazzetti e castelli sono i fari della storia che scandiscono tempi e confini. Quando si arriva da Bersi Serlini, nella campagna di Provaglio d’Iseo, la vigna circonda il visitatore che una volta giunto nel centro aziendale viene colto da un certo stupore per il bel mix di strutture antiche in muratura e quelle estremamente moderne e lineari in legno e vetro. L’azienda infatti sorge intorno a un’antica dimora dei monaci di Cluny che nel basso Medioevo arrivarono in Franciacorta, stabilendosi nella vicina abbazia di San Pietro in Lamosa.

Qui, una testimonianza di questo passato antico di mille anni è rappresentata da un fabbricato costruito con la pietra e caratterizzato da bellissime volte e da un’affascinante affresco cristiano che rappresenta una Madonna con Bambino insieme a sant’Antonio abate, realizzato successivamente all’edificazione, nel Quattrocento, in stile gotico lombardo. La famiglia Bersi Serlini ha la fortuna di possedere questa antica tenuta, nata appunto con finalità agricole e vitivinicole, dal 1886 e cominciò a svilupparla a metà Novecento mentre l’impulso decisivo scaturisce negli anni Sessanta, fino ad arrivare alla prima bottiglia di Brut prodotta nel 1970 da Artuto Bersi Serlini, attuale presidente dell’azienda: “Il nostro Brut – racconta Maddalena Bersi Serlini, amministratore delegato dell’azienda – nasce nella vendemmia del 1967 ed è stato presentato nel 1970, l’anno successivo 1971 presentammo l’Extra Brut, il non dosato che rappresenta ancora oggi il nostro vino del cuore. Quest’anno dedicheremo una particolare edizione al nostro Franciacorta più naturale”.

Dagli anni Settanta a oggi la tenuta è cresciuta lentamente fino a raggiungere una superficie vitata di trentacinque ettari che alimentano tutta la produzione aziendale ormai orientata al Franciacorta: “Quando scegliemmo – continua – circa otto anni fa di intraprendere la strada del solo Franciacorta Docg, partimmo dalla constatazione che producevamo già diverse tipologie: il Brut, il classico Franciacorta; il Satèn, come dice un nostro cliente ‘Satèn è Satèn’), si può fare solo in questa zona; la Cuvée N° 4, il Franciacorta di Bersi Serlini, che più rappresenta la nostra filosofia, il nostro stile di produzione, frutto di quattro vigneti, i più vecchi, chardonnay in purezza e, dal 2009, al suo decimo anno, Millesimato (2004, 2005 e ora il 2006, in attesa a settembre della nuova annata; il Rosé, l’unico nostro Franciacorta con pinot nero in aggiunta allo chardonnay; per finire con Nuvola Demi Sec, piccola produzione di un vino che tecnicamente è stato azzeccato, non è dolce, è abboccato, ha quella delicata nota che lo rende perfetto per l’abbinamento con la pasticceria secca come crostate, panettoni, colombe e addirittura marron glacé, come studiò e suggerì il grande maestro pasticciere Iginio Massari”.

bersi serlini

Il territorio e la cantina

Tutte le etichette nascono nei campi che circondano la struttura aziendale, in una campagna bella e sana che gode di una posizione molto particolare, così a ridosso delle antiche torbiere, oggi riserva naturale, che la collegano direttamente, in termini di influenza climatica, con il lago d’Iseo, distante meno di due chilometri: “Quasi tutti i nostri vigneti hanno un orientamento verso il lago d’Iseo – riprende Maddalena -, perché è un lago stretto che sale verso le montagne innevate del Tonale. Ogni sera la brezza fresca entra tra i filari per quasi dodici ore, permettendo un’areazione che toglie ogni possibile ristagno di umidità. È per questo che nei nostri vigneti possiamo usare pochi prodotti durante la fase vegetativa e non dobbiamo intervenire per curare malattie. Da una parte abbiamo uva sana utilizzando pochi trattamenti, rame e zolfo come nella coltura biologica, dall’altro essendo sana, cresce e matura rapidamente per cui molte vendemmie abbiamo iniziato per primi la raccolta in tutti i nostri vigneti: non è per noi una regola ogni anno, ma è una considerazione rispetto alla data di partenza delle nostre ultime quindici annate!”.

L’intrigante struttura aziendale, un po’ l’ombelico della tenuta, sfrutta sia l’antico edificio che un’imponente parte interrata, distinta in cantina di produzione e di maturazione. La seconda è evidentemente un’eredità del fabbricato antico e risale al Quattrocento: qui riposano su poupitre le riserve aziendali, svolgendo il loro lento processo di maturazione in catasta e di remuage in un ambiente costituito da volte che trasudano storia, poste a cinque metri di profondità, condizione che garantisce una temperatura pressoché costante durante tutto l’anno, variabile tra 12 e 15 °C; una struttura evidentemente bella e suggestiva.

Altra cosa invece la cantina di vinificazione di mille metri quadrati, scavata a dodici metri di profondità al fine di contenere gli alti recipienti inox utilizzati per la prima fermentazione e per realizzare le cuvée: qui entrando dall’alto si resta stupiti non solo per la profondità della struttura quanto piuttosto per i suoi confini, delle pareti naturali in argilla, creta e limo che consentono al vino di respirare la terra, di non “scollegarsi” dalla natura durante il processo di vinificazione: “Questa cantina – Maddalena racconta – fu costruita nel 2003, non volevamo ‘anticare’ una cantina realizzata nel nostro secolo, bensì volevamo dargli un’immagine contemporanea e nel costruirla ci accorgemmo che lasciare il terreno a vista la rendeva molto suggestiva. Se poi si considera che sopra tutta la cantina c’è un vigneto con le sue radici…”. Insomma, l’integrazione vigna-cantina è totale ma gli spazi sono ampi, in grado di custodire senza fatica una produzione che nel caso del Franciacorta richiede di dover stoccare almeno il triplo di quanto si produce in un anno, visti i tempi di maturazione minimi in bottiglia (diciotto mesi per il base, ventiquattro per Satèn e Rosé, trenta il Millesimato, sessanta la Riserva).

“Oggi, come dicevo, produciamo solo Franciacorta in circa duecentomila bottiglie all’anno e con grande soddisfazione aggiungo che i Magnum stanno aumentando stagione dopo stagione”. Un segno quest’ultimo che il pubblico dei consumatori cresce non solo in quantità ma anche in qualità poiché la bottiglia da un litro e mezzo, magnum appunto, è considerata la migliore espressione di un metodo classico. “Pubblico che principalmente è in Italia, il nostro mercato di riferimento – riprende -. Abbiamo moltissimi clienti storici, cioè ristoratori, enotecai e winebar che ci sono fedeli da tanti anni e noi a loro siamo sempre molto riconoscenti. Cresce la ristorazione italiana e quindi cresce anche la domanda di Franciacorta, il rapporto poi si è suggellato quando hanno visitato la nostra azienda, ci dicono spesso che è bellissima e inaspettata. All’estero siamo presenti in Giappone, Olanda, Danimarca, Svizzera e spero a breve in Germania”.

I Franciacorta

Le etichette più rappresentative con cui Bersi Serlini alimenta il mercato sono il Brut Anniversario (nato lo scorso anno per celebrare il cinquantenario del primo Franciacorta realizzato nel territorio), la Cuvée n° 4, il Satèn e l’Extra Brut, se poi uniamo il Nuvola, particolare Demi Sec straordinario a nostro avviso con crostacei e insalate di pesce, siamo praticamente al 90% della produzione aziendale. Di questi vini merita una menzione particolare il primo, quello celebrativo perché esprime in qualche modo l’eredità vitivinicola dell’azienda. “La bottiglia di Brut dedicata all’anniversario è nata per riconoscenza alla nostra partenza, a chi ha avuto la lungimiranza, unita a grande follia, di credere nel Franciacorta, nella nostra terra e nella conformazione di queste bellissime colline. È stato un successo, anche per noi
inaspettato e ne siamo stati sorpresi e ora felici della scelta fatta. È un’eredità che portiamo nel Dna e che rispettiamo ogni giorno. La nostra storia è la radice, sono le nostre fondamenta con quel pizzico di follia che ci porta a guardare sempre avanti e a osare: nei colori, nell’immagine, nella nostra ristrutturazione che amalgama il 1100 con il contemporaneo senza bisogno di finzioni e di make up. Questo è la Bersi Serlini”.

Maddalena manifesta nei suoi modi e nelle sue parole una passione straripante per il suo lavoro, la sua terra e i suoi vini, non a caso oggi ricopre anche i ruoli istituzionali di vice presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta e di presidente per la Lombardia dell’Associazione Donne del Vino: “Sono entrata in sordina, come si dice. E ci devi dedicare anima e corpo… in attesa che questa Italia riconosca il patrimonio agricolo e turistico come principale risorsa del Paese”.

bersi serlini

La degustazione

A cura di Francesco D’Agostino,
Fabio De Raffaele, Rossella Gargiulo,
Antonio Marcianò, Luciano Nebbia,
Antonio Pellegrino, Enrico Pozza,
Susanna Varano

Lo stile Bersi Serlini è ben definito e riscontrabile in ogni vino: freschezza, precisione, agilità aromatica di un naso mai pesante anche nei lunghi affinamenti, ma non sono vini semplici, c’è invece predilezione per un quadro aromatico e gustativo che conservi il ricordo dell’uva e del vino base, arricchendolo con le note eredità del lungo affinamento sui lieviti, mai preponderanti. Il legno di vinificazione, usato parzialmente nelle basi destinate ai vini più importanti, non è mai protagonista e il Satèn sceglie, per la nostra gioia, la strada della leggiadria, femminilità e croccantezza. Insomma vini da godere in abbinamento, lontani da ammiccamenti e appeal modaioli, invero composti ed eleganti.

FRANCIACORTA SATÈN
12,5% vol – € 25,20
Un vino quasi esuberante al naso che in bocca sta per entrare nella sua fase più interessante. Sboccato a marzo 2011, all’olfatto predilige il frutto dolce alla croccantezza ed è tutto da bere. Giallo paglierino luminoso con perlage sottile, al naso è dolce di mela e pera, fuse con arancia bionda, gelso, fico, cedro, mandarino, kumquat, susina matura e uva dolce, glicine, rosa e mughetto, con il frutto anche in nettare e gelatine, tutto sfumato da minerali, di pietra pomice e amalgamato con pasticceria da forno anche alla crema e frutta secca. In bocca entra continuo al naso, sostenuto da un’acidità progressiva che rende il finale leggermente vibrante, quando gli agrumi e i minerali salgono in cattedra. Perfetto per un risotto ai frutti di mare.

FRANCIACORTA RISERVA EXTRA BRUT 2003
12,5% vol – € 32,00
Non esuberante, ma articolato e preciso, sviluppa un ritmo eccellente che lo rende di bella beva e da godere a tavola. Un perlage molto fine anima il colore giallo dorato di questo vino di taglio fresco, vagamente austero nell’approccio, che poi si esprime nei toni vegetali di erba medica, floreali di mughetto e mimosa; si fa poi spazio il frutto che si declina nei riconoscimenti di mela, pera, melone, banana, cedro e pompelmo e ancora nocciola secca e tostata e note di dolci da forno a rendere l’insieme pieno e quasi goloso in progressione. In bocca è fresco, morbido, equilibrato, con giusto e continuo supporto di carbonica e acidità che sviluppano un retrolfatto di frutti maturi, fusi con la tostatura di frutta secca e le note di pasticceria. Da proporre in compagnia di un timballo di crespelle ai carciofi.

FRANCIACORTA DEDICATO AI 50 ANNI BRUT
12,5% vol – € 22,50
Freschezza ed eleganza gli assi di sviluppo di un vino che sa molto di Franciacorta e ravviva il calice di un colore giallo paglierino di bella luminosità, attraversandolo con bollicine sottili. Al naso è dolce, fresco ed elegante nella bella fusione di note tostate, vegetali, floreali e fruttate. Salvia, melissa e sfumature di macchia mediterranea anticipano biancospino e rincospermo. Il frutto si manifesta con riconoscimenti di mela, pera, melone, cedro, pompelmo, bergamotto e susina. Seguono toni di panificazione, di mandorla e di nocciola. Delle rinfrescanti nuance di anice e una sottile vena minerale ingentiliscono la chiusura della fase. All’assaggio il vino è molto fresco, cremoso, sapido e di taglio elegante, mentre gli aromi di bocca fanno tornare alla mente la frutta secca, gli agrumi, la susina, i toni di panificazione e quelli minerali. Goloso con dei paccheri al ragù bianco di mare, bottarga e zeste fritte di zucchine.

FRANCIACORTA CUVÉE N°4 BRUT 2006
12,5% vol – € 25,20
Un vino fresco e leggiadro, di taglio vivo e dinamico, ancora in una fase apparentemente sbarazzina, di taglio assolutamente invitante, da godere a tavola. Un colore paglierino luminoso con perlage sottile per questo Millesimato sboccato nell’ottobre del 2010. Al naso è fresco e dolce di florealità di rosa e glicine, fuse con arancia, cedro, gelso, nettare d’arancia, pesca, melone, ribes e uva spina, sfumate da vegetalità di melissa e maggiorana, e ancora mandorla fresca e in confetto e percezioni minerali. In bocca è fresco, cremoso, bilanciato e croccante, di tessitura continua ed elegante, piacevole e di grande beva. Buona la rispondenza gusto-olfattiva, con le note agrumate che a fine assaggio, godono del finale croccante. Intrigante con una tempura di filetti di merluzzo e salsa di soia.

FRANCIACORTA NUVOLA DEMI SEC
12,5% vol – € 21,50
Un vino di stile accattivante, che prende per la sua loquacità e la bocca dal finale vibrante. Di colore paglierino luminoso e perlage fine, al naso è dolce e fresco nei toni di pasticceria da forno fusi con frutto maturo di banana, mela, ananas, pesca, e agrumi (anche in gelatine). Seguono floreali di acacia e biancospino, con leggere sfumature di tiglio, e nuance di mandorla secca e in confetto che completano la fase olfattiva. In bocca è fresco, abbastanza dolce e riscontriamo immediatamente una bella sinergia tra il comparto morbido e le componenti acido-sapide, che affondano le radici in un corpo di adeguata consistenza, grazie anche all’apporto degli zuccheri; solo nel finale emerge la vena sapida che rende l’assaggio meno scorrevole. Il retrolfatto propone nuovamente pasticceria e frutti maturi. Bene insieme a un aspic di spigola con arancia e pompelmo rosa.

info su www.bersiserlini.it

di Francesco D’Agostino e Luciano Nebbia

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