Barone Pizzini, Franciacorta Rosé in verticale
Racconto della degustazione di cinque annate del Rosé di Barone Pizzini, accompagnate dalla Riserva Bagnadore 2011
Barone Pizzini è l’azienda franciacortina che per prima ha sposato completamente la viticoltura biologica, nel lontano 1997, quando nei consumatori c’era ancora molta diffidenza in questi vini. L’approccio però, sin da subito, è stato molto attento e ben supportato dalla scienza, tanto da trovare immediato spazio tra migliori interpreti della denominazione. Una premessa d’obbligo perché la propensione aziendale alla ricerca e al miglioramento dei processi emerge anche nell’assaggio che raccontiamo. D’altronde, il motto del suo amministratore delegato Silvano Bresciani recita: “il biologico è il mezzo, il fine è la qualità”.

La verticale
Per un metodo classico di qualità si possono proporre due tipi di degustazione di diverse annate. Una più semplice da affrontare da parte del vino, che prevede per tutti i millesimi in assaggio una sboccatura recente. L’altra più impegnativa se si portano in degustazioni le sboccature originali, ovvero dei Franciacorta sboccati da diverse stagioni nelle annate più vecchie. È molto importante questo aspetto perché dopo la sboccatura (la separazione dei lieviti morti dal vino che hanno un deciso effetto antiossidante), quando il vino va in commercio, inizia un lento e inesorabile processo di ossidazione che nei vini più importanti arricchisce il prodotto lungo un arco temporale di diversi anni, mentre altri sono compromessi nell’arco di dodici mesi o poco più.

Riprendendo il tema della ricerca, l’azienda, per rispondere positivamente anche alle richieste dei consumatori vegani, ha scelto con l’annata 2021 di sostituire i chiarificanti animali, più efficaci, per esempio, nell’eliminazione di polifenoli instabili di quelli vegetali. Probabilmente questa consapevolezza tecnica ha alimentato la sfida del team enologico di Barone Pizzini che ha portato nel calice un 2021 con una componente tannica addirittura più raffinata che nelle precedenti annate.
Ultima notazione. La degustazione si è conclusa con il Franciacorta Riserva Bagnadore Rosé 2011, sboccato a novembre 2022. Integro nel frutto, è elegante e di vigore ginnico, giocando tra freschezze e note finemente golose, dal frutto ai fiori appassiti, con tanta pasticceria e frutta secca. Bocca bilanciata, importante nello spessore, progressiva, in grado di integrare l’energia sapida e il vago tannino, esprimendo una persistenza molto articolata e invitante un nuovo calice.
Note di degustazione

EDIZIONE 2021
uve: pinot nero 80%, chardonnay 20%
Sboccatura maggio 2025
Una freschezza minerale profonda, dal sale allo scisto, avvolge la croccantezza fruttata dalla giuggiola, al ribes nero, all’arancia rossa e al chinotto, dalla melagrana alla granatina, con tratti di confetture, respiri vegetali, fino a tocchi di crostate e pan brioche. Cremoso, dinamico, sapido e compatto, ha sviluppo appena sottile, mai spigoloso, tra frutto e minerali di gesso e salgemma.
EDIZIONE 2019
uve: pinot nero 70%, chardonnay 230%
Sboccatura maggio 2024
Coinvolgente di melagrana e granatina, con tratti di prugna anche in confettura, chinotto e arancia rossa anche canditi, ciliegia e ribes nero, per un profilo scuro e aitante che arriva a crostate, pandolce, crosta di panettone, con tracce di ardesia ma anche di petali appassiti. Bilanciato, fresco e di bello spessore, è sapido e vitale, con una nuance tannica che dà grip invitante.
EDIZIONE 2018
uve: pinot nero 100%
Sboccatura novembre 2022
Il frutto rosso e nero è ancora in bella evidenza, con tratti golosi di confetture e canditi, mentre le tostature in questa annata sono più decise e presenti, piuttosto coinvolgenti e percorse da respiri scuri di ardesia. Sempre più evidenti e avvolgenti le fragranze di pane grigliato. Vivo e compatto, dinamico e sapido, di espressività coerente, si caratterizza per un finale agrumato, poggiato su uno sviluppo bilanciato.
EDIZIONE 2017
uve: pinot nero 80%, chardonnay 20%
Sboccatura novembre 2021
Suadente e polposo, è dotato di bella tensione olfattiva, giocando su chiaroscuri fruttati, dall’arancia alla prugna disidratata e al fico, con tratti tostati di panettone ricco di uvetta e pan pepato, sfumati da respiri di rabarbaro e genziana. Volume, sapidità, trazione e struttura sostengono un retrolfatto coerente e invitante, poggiato sulla ricca scia sapida e una pennellata tannica che in progressione non spengono i frutti golosi.
EDIZIONE 2016
uve: pinot nero 70%, chardonnay 30%
Sboccatura marzo 2020
Accattivante su toni agrumati articolati, freschi, in nettare, confettura e canditi, di arancia e chinotto, con nette note di prugna disidratata, nuance di carruba e poi pasticceria e tostature, per un insieme sensuale suadente che porge maturità con grande eleganza. Bocca vitale e di grande bilanciamento, dotata di una bella