Cantele Negroamaro Rosato. Dove finisce l’Italia

In In evidenza, Profili diVini, Vino by 280188Leave a Comment

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canteleDegustazione Cantele Negroamaro Rosato

La penisola salentina è l’estremo lembo della Puglia, dove finisce l’Italia. Terra nota per i suoi uliveti e per i vigneti che molto hanno dato all’enologia nazionale. In tempi passati i suoi vini strutturati e di gran corpo, hanno regalato vitalità e vigore ad altri prodotti. Ormai la Puglia, consapevole delle sue potenzialità vitivinicole, ha rivisto la sua filosofia produttiva lasciando, saggiamente, la rincorsa
alla quantità per concentrarsi maggiormente sulla qualità. Una meravigliosa terra dove puoi veder sorgere il sole dal mare Adriatico e tramontare sullo Ionio.

Una terra ricca di pietre, belle da scolpire ma impietose con gli agricoltori. Furono questi luoghi a far innamorare la famiglia Cantele del Sud. Era il secondo dopoguerra e Giovanni Battista Cantele aveva intravisto nel commercio del vino sfuso una possibile fonte di guadagno. In uno dei suoi tanti viaggi di lavoro da Imola a Lecce lo accompagnò la moglie, Teresa Manara, e per lei fu un vero colpo di fulmine, tanto che decise di rimanere. Una svolta importante della storia di questa cantina fu sicuramente la decisione di Augusto, uno dei figli di Giovanni Battista, di studiare al Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano.

Dopo varie esperienze lavorative nel Veneto, nel 1979, decise di fondare la cantina insieme al fratello Domenico e al padre. Iniziarono così a imbottigliare vino e lo fecero fino agli anni Novanta, quando decisero di acquistare alcuni ettari vitati per produrre vino con il proprio nome. Il passo successivo fu quello, intorno al 2000, di costruire nell’agro del comune di Guagnano una nuova cantina in grado di soddisfare le loro esigenze. Oggi l’azienda può contare su poco meno di trecento ettari, perlopiù di proprietà di un ristretto e selezionato gruppo di viticoltori che hanno saputo condividere la loro stessa filosofia di produzione improntata sulla ricerca della qualità.

È condotta da Gianni, Paolo, Umberto e Luisa, nipoti di Teresa e Giovanni Battista e il vino bianco di punta della cantina porta il nome di chi ha fatto scoccare la scintilla dell’intero progetto, Teresa Manara. Ma nella regione culla dei rosati non poteva mancare questa tipologia, ecco quindi il Rosato da negroamaro. Lasciato macerare sulle bucce per dodici-ventiquattro ore, assume quel bel colore chiaretto. Il mosto fermenta in recipienti di acciaio inossidabile a una temperatura di circa 15 °C. Anche l’affinamento avviene in recipienti inox e prosegue fino al momento dell’imbottigliamento.

SALENTO NEGROAMARO ROSATO IGT 2012
13% vol – € 6,00
Uve: negroamaro
Bottiglie prodotte: 100.000
www.cantele.com

La tradizione della produzione dei rosati nella piana del Salento si ritrova in questo vino dai profumi accattivanti e dalla piacevolissima beva. Di colore chiaretto con dei bei riflessi corallo, il vino esprime un naso intenso, leggibile nelle sue dolcezze di rosa rossa carnosa, peonia e frutto declinato anche in sciroppo e in gelatine. Si riconoscono ciliegia, marasca, mora, lampone, ribes e arancia rossi, melagrana, nespola matura e pesca, uva spina rossa e accattivanti tratti vinosi. Bocca fresca, sapida, di bella morbidezza e larghezza gustativa; al retrolfatto si avverte un frutto rosso e nero polposo, avvolto da sentori d’inchiostro e macchia mediterranea. In chiusura l’arancia rossa e il chinotto che crescono in progressione.

Adatto a una ghiotta tiella o a una ricca zuppa di pesce dal sugo dorato, con pomodori Regina di Torre Canne.

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silvio torterolo

280188


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