Tenuta Feudo Antico: il rosato e la conferma della storia

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Rosato 2010 Feudo AnticoRosato 2010 di Tenuta Feudo Antico: la conferma della storia

Nel 2008 viene approvato il disciplinare della Doc Tullum, zona geografica limitata al comune di Tollo, vera novità nel panorama abruzzese e anche italiano, trattandosi di una delle denominazioni più piccole. Un’idea intrigante, quella di produrre in una zona con un’eredità importantissima, di oltre duemila anni, per riportarla agli antichi fasti. Al di là degli insegnamenti della storia, l’azienda Feudo Antico nasce nel 2009 intorno alla Cantina Tollo, realtà cooperativa di primo piano in Abruzzo e nell’Italia tutta, facendo tesoro dei suoi successi e della sua esperienza, poiché le vigne di Feudo Antico sono di proprietà di venti soci che hanno costituito la nuova azienda agricola e che prima fornivano la Cantina Tollo. In soli tre anni i Tullum Doc di Feudo antico hanno riscosso grande successo a suon di Passerina e Pecorino, da soli o assemblati con Trebbiano, e di Montepulciano in accordo al disciplinare delle denominazione.

Nella scia di un’affermazione che è andata al di là del previsto, Andrea Di Fabio, direttore generale, col suo team di giovani, che comprende l’agronomo Antonio Sitti e l’enologo Riccardo Brighigna, decide di intraprendere due strade di sviluppo sempre nell’ottica della qualità: da una parte quella di sperimentare una vitivinicoltura più simile a quella tradizionale dei nostri nonni, facendo evidentemente tesoro delle conoscenze di oggi, dall’altra quella di uscire dal territorio di Tollo per tentare di elaborare progetti simili in enclave fuori dal comune. Nascono due vini con un’etichetta bianca di stile tradizionale, un bianco dal classico blend di uve della Doc Tullum (trebbiamo, passerina e pecorino), un rosato da montepulciano, entrambi ottenuti da vigneti particolarmente vecchi, dai venti ai trentacinque anni e realizzati utilizzando i lieviti naturali presenti sull’uva; il rosato è vinificato in piccoli carati in legno di terzo passaggio di rovere francese e acacia austriaca; i fusti sono conservati in ambiente termocontrollato e in ognuno viene effettuato bâtonnage mediante loro rotazione, in modo da estrarre tutte le sostanze migliori dalle fecce fini. Negli stessi fusti il vino matura fino all’imbottigliamento senza filtrazione. Interessante anche il progetto esterno, lanciato insieme all’amico chef bistellato Niko Romito: una vigna di pecorino a Casadonna in quel di Castel Di Sangro, vicino al ristorante, a un’altitudine di quasi mille metri in collaborazione con l’università di Milano.

TERRE DI CHIETI
ROSATO IGP 2010
13,5% vol – € 12,00
Uve: montepulciano
Bottiglie prodotte: 4.500
www.feudoantico.it

Appena versato si manifesta di un colore rosa cerasuolo con sfumature arancio, leggermente opaco. Di contro al naso è nitido e molto interessante, articolato e ben fuso. Racconti dolci di acacia, glicine e rosa, sfumano nella pasticceria alla nocciola e tutto è reso croccante da freschezze di arancia bionda, mandarino, melagrana, prugna, anche disidratata, ciliegia, marasca e fragola, espresse anche in sciroppo,
vaniglia, zucchero e cacao, soffi di scisto e granito, per un insieme invitante che lascia percepire novità a ogni passaggio. In bocca è bilanciato e di beva incentivante perché nasconde il grado alcolico tramite un’ottima combinazione di acidità, struttura e morbidezza, con una leggera salinità, e un vago tannino che alimentano un retrolfatto coerente, appena più scuro e serioso in chiusura, di grande persistenza fruttata, minerale e fragrante di pane.

Bene insieme a filetti di cernia con panatura di nocciola, saltati e serviti su una vellutata di peperone rosso.

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