Castagner porta sul tappeto rosso di Venezia la Grappa 30 Cuvée
Fondata nel 1996, Castagner per i trenta anni ha lanciatoo ad aprile Grappa 30 Cuvée, distillato pensato per competere con i grandi del mondo
Per Roberto Castagner (sulla sinistra nella foto di apertura, in compagnia di Roberto Barbera direttore della Mostra del Cinema, in un momento durante la serata a Terrazza Biennale), giovane enologo diplomato allo storico Istituto Cerletti di Conegliano, galeotto fu un viaggio in Francia che, dopo Bordeaux, lo portò in Charente, alla corte del Cognac. Si invaghì talmente del distillato d’oltralpe che decise di fondare una distilleria per portare in quello italiano tradizionale, la Grappa, quella finezza provata nel Cognac.

Il sogno divenuto realtà
L’idea era di apportare nel mondo della Grappa innovazione tecnologica e tecnica tale da impattare sul prodotto finale, a partire da un controllo di processo mediante analisi chimico-fisiche. Si trattava di studiare, partendo dalla propria formazione, rifacendosi alla poca letteratura tecnica esistente sul tema Grappa. I risultati, oltre che nelle bottiglie prodotte dall’azienda Castagner, si trovano in un testo che Roberto ha scritto con Tullio De Rosa, “Tecnologia delle grappe e dei distillati d’uva”, pubblicato da Edagricole nel 2001, diventato rapidamente libro di testo per corsi professionali. Delle innovazioni introdotte da Roberto Castagner nel processo di distillazione della Grappa se ne parla da fine anni novanta e sono alla base del successo di un’azienda che continua a crescere in un mercato in contrazione. Crescita legata alla produzione di un distillato in cui Roberto conserva solo gli aromi più fini, rendendolo anche più gentile al palato.

Qui però parliamo di Roberto Castagner sognatore, del suo obiettivo di riuscire a produrre una Grappa invecchiata in piccoli fusti in legno che competesse con i migliori distillati del mondo. Negli anni novanta la Grappa in larga maggioranza era bianca (oltre il 90%), non prevedeva quindi affinamenti in legno. In controtendenza Castagner iniziò a mettere da parte ogni anno della Grappa in barrique, sia di rovere che di ciliegio, certo di ottenere qualcosa di importante. Da quella operazione sono già nate la Riserva 23 anni e la Riserva 25 anni, ma anche un concetto di produzione che ha portato la distilleria a dotarsi di una barricaia di affinamento che contiene 2.500 barrique, per mettere sul mercato diversi tipologie di Grappa con affinamenti minimi di diciotto mesi. Il suo sogno gli impose di affinare in legno una piccola partita di Grappa già dal primo anno di produzione. Quantità che anno dopo anno è cresciuta fino a costituire il grande caveau attuale. Per realizzare la sua Grappa più vecchia, Roberto con il suo team ha assemblato fusti delle prime cinque annate, ottenendo un distillato estremamente nobile, prodotto in pochi esemplari e destinato a chi vuole condividere quel sogno. Presentata a Vinitaly, la Grappa 30 Cuvée non poteva perdersi il tappeto rosso di Venezia. Dopo aver vissuto l’atmosfera della Mostra del Cinema, in una serata scintillante presso il ristorante Terrazza Biennale, proprio di fronte a quel tappeto, abbiamo potuto assaggiarla per assorbire un po’ di quel sogno, un elisir che fa meglio di mille medicine.

Grappa 30 Cuvée: la degustazione
Anniversario 1996-2026 Di colore ambra carico brillante, è netta e decisa al naso nel fondere note ammalianti di albicocca e pesca, fresche e disidratate, insieme a note di essenze lignee tostate che ricordano l’ontano. Si aggiungono golose percezioni di panpepato e cioccolato fondente, percorse da respiri di tabacco Kentucky. E ancora scorza d’arancia pralinata, crema di marroni, tostature di torta margherita al cacao e soffi di miele. La bocca è avvolgente, bilanciata, progressiva, tale da distendere in lunghezza le note scoperta al naso, prediligendo nel finale quelle più scure con un piglio coinvolgente che riprende il panpepato, aggiungendo interminabili respiri di scorze d’arancia pralinate al fondente