Con Mercato Mediterraneo, Fiera Roma si candida a diventare polo fieristico di riferimento per l’agroalimentare

In News, Notizie by editorLeave a Comment

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il punto con l’amministratore unico e direttore generale di Fiera Roma, Pietro Piccinetti, che proprio dal salone sui prodotti agroalimentari del Mare Nostrum ha annunciato la nascita nel 2020 della nuova rassegna internazionale dedicata all’olio EVO, organizzata dal polo fieristico con Coldiretti e Unaprol

È andata in scena da sabato 9 a martedì 12 novembre la terza edizione di Mercato Mediterraneo, il salone sui prodotti agroalimentari del Mare Nostrum, ideata e organizzata da Fiera Roma, che per quattro giorni ha ospitato produttori, buyer internazionali, rappresentanti istituzionali, ricercatori e esperti di livello mondiale per accendere i riflettori sulle produzioni dei Paesi che si affacciano su questo grande bacino, oggi più che mai strategico e di crescente centralità. Volendo riassumere qualche numero, parliamo di tre Continenti (Europa, Asia e Africa); 450 milioni di abitanti; 200 milioni di viaggiatori registrati ogni anno nelle sue coste; un tasso di occupazione nel settore turismo che potrebbe arrivare a quota 2,8 milioni di posti di lavoro nel 2027; una flotta commerciale marittima che genera circa il 20% del commercio mondiale via mare; due industrie, quelle della pesca e dell’acquacoltura, che da sole fatturano 12 miliardi di dollari per oltre un milione di occupati (fonte: Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo). Ma parliamo anche di una civiltà millenaria e di una forte identità al plurale, che rendono il Mediterraneo uno straordinario laboratorio culturale. Senza dimenticare che è anche e soprattutto un mercato chiave per la comunità globale grazie al suo posizionamento geografico e alle sue immense risorse, a partire dal patrimonio agroalimentare che non a caso si associa alla dieta più sana del mondo. L’olio EVO, ad esempio, è stata una delle eccellenze protagoniste del salone e presto anche la “star” assoluta del primo expo-forum che debutterà nel 2020 negli spazi fieristici della Capitale. Il punto con l’amministratore unico e direttore generale di Fiera Roma, Pietro Piccinetti.

 

Come nasce l’idea di una fiera dedicata al Mediterraneo?

Nasce perché siamo a Roma, Capitale del Mediterraneo sotto tutti i punti di vista e motore economico d’Italia. L’agroalimentare, insieme a moda e design, sono i principali biglietti da visita del nostro Paese. Perciò Roma non poteva non avere una manifestazione del genere, anche perché all’interno del Lazio ci sono tante realtà del comparto. Da tre anni stiamo cercando di fare sistema e piano piano stiamo ottenendo risultati. Quest’anno infatti abbiamo creato Roma Food Exhibition, il grande evento diffuso sull’agroalimentare e l’enogastronomia che punta a coinvolge tutta la città e più partner, sotto il claim ‘Tutti Insieme. A Roma’. Prima tra tutte la collaborazione con Excellence, la manifestazione che in contemporanea con la nostra è andata in scena negli spazi della Nuvola di Fuksas.  

Roma è il centro anche dal punto di vista storico, però negli anni precedenti non sono state avviate azioni così importanti. Questo primo passo quindi come proseguirà?

Già dal prossimo anno lanceremo insieme a Coldiretti e Unaprol il primo vero expo-forum sull’olio extravergine di oliva che valorizzerà non solo il prodotto, ma l’intera filiera dal campo ai frantoi, fino all’imbottigliamento. Ciò dimostra che stiamo crescendo e che finalmente Roma, ora dotata anche di un Convention Bureau (aggregatore e promotore della meeting industry nel nostro territorio), si sta organizzando al meglio. A livello fieristico, la situazione di Fiera Roma sta migliorando a grandi passi grazie allo sforzo di tutto il mio team che ci ha permesso di sviluppare dieci manifestazioni interne, a dimostrazione che non siamo solo un centro di esibizione tra i più grandi d’Europa ma anche un fondamentale gestore venue, un grande organizzatore di eventi.

Dopo Mercato Mediterraneo, quali sono le manifestazioni fieristiche che aprirete a breve?

A fine novembre partirà RO.ME – Museum Exhibition, la nostra manifestazione sui musei, sui luoghi e le destinazioni culturali, che lo scorso anno ha avuto un successo enorme. A dicembre, invece, aprirà l’Expo-Forum sulla New Space Economy (Nse), la prima fiera al mondo dedicata a questo ambito che vedrà come nostro partner l’ASI – Agenzia Spaziale Italiana. Insomma stiamo procedendo bene, anche se occorrerebbero più fondi e risorse, come accade per tanti altri poli fieristici d’Italia che possono contare su aiuti importanti.

Di fronte a questo scenario, non si può prescindere dal binomio agroalimentare-turismo. Il programma di Mercato Mediterraneo è infatti ricchissimo in questo senso. Ci può raccontare qualcosa? Quali messaggi emergono

L’impegno è stato enorme e nel caso di Mercato Mediterraneo lo sforzo fatto non è rappresentato dai numeri, perché parlando dal punto di vista fieristico è un salone piccolo, ma è ricchissimo sul fronte dei contenuti scientifici e culturali. Ampio spazio è stato a temi quali la blue economy, i rapporti commerciali con la Cina alla luce della Nuova Via delle Seta, i progetti europei per lo sviluppo dell’agricoltura, la Dieta Mediterranea come potente drive turistico, la sostenibilità ambientale e il patrimonio ittico del Mare Nostrum, senza dimenticare il valore economico e sociale dei prodotti agroalimentare, a partire dall’olio extravergine di oliva. Ed è proprio da questo appuntamento che sono state gettate le basi per l’evento che realizzeremo il prossimo anno sull’olio EVO con Coldiretti e Unaprol, ad esempio. Porremo l’accento, come dicevo, su tutta la filiera. Quindi macchine, produzione, export, storia, cultura e scienza. Un aspetto, quello scientifico, che accompagna tutte le nostre manifestazioni. A Mercato Mediterraneo è stato inoltre ribadito il binomio imprescindibile distribuzione-produzione per fare sistema nella promozione dell’agroalimentare made in Italy. Vale a dire, grazie ad attori di peso come il CAR – Centro Agroalimentare Roma -, punto di distribuzione d’eccellenza, e Coldiretti si possono mettere in campo azioni concrete per difendere e valorizzare le nostre produzioni e garantirne l’unicità a livello mondiale. 

About the Author

editor


Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Comment

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.