Gnocchi e gnocchetti sardi: quali sono le differenze

Stesso nome per due tipolgie di pasta completamente differenti. Ecco le differenze e le origini storiche di questi due formati

La pasta è un gioiello culinario radicato nella storia italiana, che traccia le sue origini fin dall’Impero Romano, con la coltivazione del grano che ne ha favorito la diffusione, specialmente nelle colonie e nel Sud.

Contrariamente alla credenza comune, questa ha una storia ben antecedente al ritorno di Marco Polo, intrecciandosi con la gastronomia mediterranea millenni prima.

Le tappe fondamentali risalgono al 1.000 a.C., quando Greci ed Etruschi concepirono le sue primissime versioni. Nel corso degli anni sono arrivate a noi diverse testimonianze, come quella di Apicio che descriveva il ripieno di una “lagana”.

In Italia si è poi diffusa su tutto il territorio, coinvolgendo nei secoli regioni come Campania, Puglia, Toscana e Liguria.

È stato poi a Napoli, nel ‘600, che la pasta è diventata un alimento “di massa” in seguito a una carestia. L’introduzione di dispositivi come la gramola ha inoltre notevolmente semplificato la sua produzione, rendendola più accessibile a tutti.

Ad oggi, così, abbiamo a disposizione una vastissima gamma di tipologie, come orecchiette, maccheroni, spaghetti, pici e cavatelli. Tra le più famose e che hanno avuto nel tempo numerose varianti, rientrano gli gnocchi e gli gnocchetti.

Nonostante condividano il nome, questa forma non deve essere confusa con altre che, in base alla regione di provenienza o la tipologia di preparazione, sono in realtà cose molto diverse.

Di seguito, quindi, parleremo di quali sono i vari tipi di gnocchi e, soprattutto, qual è la differenza tra quelli classici e gli gnocchetti sardi, una delle varianti più apprezzate su tutto il territorio.

Gnocchi e gnocchetti sardi: tutte le differenze

Nel mondo della pasta esistono numerosi tipi di gnocchi differenti. L’originale gnocco napoletano, ad esempio, è ispirato alla consistenza del gnocco di patate e si presenta come una pasta corta, ovale e concava, perfetta per sostituire il classico pane nella “scarpetta”.

Al contrario, gli gnocchetti sardi, noti anche come Malloreddus, narrano una storia unica dell’isola di appartenenza. Di dimensioni più ridotte, circa 2 cm, e con un’origine artigianale che li vede nascere grazie a taglieri rigati, i Malloreddus assumono la forma di conchiglie piccole e rotonde, ricordando il vitello, come suggerisce il loro nome in sardo.

La ricchezza della tradizione degli gnocchi si riflette poi nelle molteplici varianti regionali. Dal Piemonte emergono i Dunderet, con una forma irregolare e allungata, mentre in Lombardia, i Gnoc de la cua si caratterizzano per l’uso di spinaci o erbette.

In Trentino Alto Adige, i Canederli, grandi e saporiti, possono anche presentarsi in versione dolce, mentre in Emilia Romagna, i Pisarei si distinguono per la loro semplicità, realizzati con farina e pangrattato.

In definitiva, la diversità nei metodi di preparazione, ingredienti e, soprattutto, nelle forme, rende quindi ogni tipo di gnocco un’esperienza gastronomica unica, riflettendo la ricca varietà della cucina italiana.