In Bassa Maremma

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tra arte, storia, paesaggi e gola

“…Maremma amara. L’uccello che ci va perde la penna”

Così recita una canzone di autore anonimo composta nella prima metà del 1800, che racconta quanto fosse faticoso il lavoro, principalmente quello svolto nei campi, in questa zona, dove si annidava la malaria che di sovente sottraeva gli uomini e le donne alle loro famiglie. Le bonifiche effettuate nella prima metà del 1800 da Leopoldo II di Lorena e le successive operate durante il ventennio fascista, hanno fatto sì che l’intera zona abbia poi scoperto la sua vocazione turistica fatta di spiagge incontaminate, siti archeologici famosi in tutto il mondo e perché no, ai giorni nostri di turismo enogastronomico. Sono proprio queste le valide ragioni che ci hanno spinto a percorrere la Maremma in un itinerario che va dal Lazio, una parte ricade nella provincia di Viterbo, sino alla Toscana, esattamente quella inerente la provincia di Grosseto. Non ci soffermeremo a descrivervi l’incanto di un bagno fatto la mattina presto, con la luce che entrando obliqua nell’acqua, mette in risalto la sua limpidezza e lascia intravedere piccole sogliole e mormore; saremo condizionati dall’affetto che nutriamo per questi luoghi, accumulato in tanti anni di frequentazione e poi a far questo ci pensa già la Goletta Verde di Legambiente, che sistematicamente assegna a queste spiagge il massimo della sua valutazione: le tanto agognate 5 vele, sinonimo di acque incontaminate.

 

Il nostro viaggio inizia con l’autostrada A12 Roma/Civitavecchia che percorsa interamente, confluisce nella S.S. 1 Aurelia, direzione Grosseto. Dopo appena 30 chilometri troviamo l’indicazione della nostra prima meta, Vulci. Percorsi alcuni chilometri sulla S.P. 105, si raggiunge questa località, ormai disabitata, situata sulla riva destra del fiume Fiora, ai confini con la Toscana. L’intera zona, divenuta ormai parco naturalistico e archeologico, è costellata di necropoli con tombe che comunemente vengono definite a cassone, fanno eccezione pochi tumuli, tra i quali uno dei più grandi è quello della Cucumella. Da non perdere la grande tomba François – dal nome del suo scopritore Alessandro François, ipogeo presumibilmente databile alla seconda metà del quarto secolo a.C., all’interno  della quale sono state ritrovate pitture oggi conservate nella Villa Albania Roma, che raffigurano eroi mitologici greci al fianco di quelli etruschi.Caratteristico il Castello della Badiadi foggia medievale, all’interno del quale è ospitato il Museo Vulcente che raccoglie parte dei reperti archeologici ritrovati nella zona, in particolare un intero corredo funerario rinvenuto nella locale tomba Panatenaica. Per raggiungerlo bisogna attraversare il Ponte del Diavolo, così soprannominato per la sua ardita costruzione che, secondo le tecniche di quel periodo, poteva essere solo il frutto di un essere non terreno. Questo unisce le due sponde della piccola gola creata dal fiume Fiora, confine naturale tra i territori di Canino e Montalto di Castro. Il ponte è stato anche teatro del passaggio dell’Armata Brancaleone nel suo cammino verso Aurocastro. Percorrendo le sponde del fiume si può raggiungere una piccola cascata che va a formare il laghetto Pellicone, zona umida dove si possono osservare varie specie di uccelli stanziali (garzette e aironi cinerini) e di passo (aironi rossi, cicogne e fenicotteri).

 

 

Tornando indietro, all’incrocio con la S.S. 1 Aurelia, sulla vostra sinistra troverete il ristorante Vulci, dove varrà la pena di assaggiare tra i primi dei tagliolini alla coda di rospo o degli spaghetti al granchio oppure degli gnocchetti agli scampi, mentre tra i secondi vi potrete sbizzarrire tra piatti di pesce da scegliere tra quello in esposizione e incursioni nella cucina classica toscana (cinghiale alla cacciatora, tagliata di manzo o la sempre classica fiorentina). Salvatore, il titolare, è molto  attento alla cantina e, complice un giusto  ricarico, potrete scegliere la vostra  bottiglia preferita tra le molte etichette proposte, alcune anche “blasonate”. Il ristorante mette a disposizione ventinove confortevoli stanze dove poter pernottare, per poi godersi la colazione della mattina successiva ricca di torte profumate appena sfornate.

Riprendiamo a percorrere la S.S. Aurelia in direzione di Grosseto. Dopo alcuni chilometri troviamo il bivio di Pescia Romana ed è per questo piccolo centro che vi consigliamo una deviazione. In viale dei Pini si trova la Macelleria Nardi che, allevatori da oltre cinquanta anni, propone preparazioni pronte da cucinare, realizzate con carni di manzetta (15 mesi) del loro allevamento. Prima ancora che venisse allo scoperto il problema mucca pazza, a ogni acquisto la macelleria forniva il disciplinare di produzione e il certificato dell’animale a garanzia della tracciabilità delle carni acquistate. Tra le tante leccornie vi consigliamo di provare i tramezzini di carne o, se disponibile, la faraona ripiena, da fare al forno o ancor più buona cotta alla brace. Di altissimo livello anche i salumi sia di maiale che di cinghiale. Torniamo sulla S.S. 1 per dirigerci a Capalbio, nostra prossima meta. Questo piccolo borgo medievale, ultimo lembo della Maremma toscana, si trova a 219 metri di altitudine e vi risiedono poco più di 4.300 abitanti. Il suo simbolo è senza dubbio quello che comunemente viene chiamato il Capalbiaccio (Castello di Tricosto), che venne edificato e successivamente fortificato, dalle grandi famiglie feudali a protezione dalle incursioni nemiche.

All’interno, oltre ad altre opere, viene conservato un pianoforte la cui proprietà viene attribuita a Puccini. Realizzato da Conrad Graf, risale ai primi mesi del 1823, e ha come particolarità non solo l’estensione di sei ottave, ma è provvisto di cinque pedali per gli effetti, al posto dei soliti tre. A Capalbio sono rimaste solo due chiese, ma entrambe degne di rilievo per i loro capitelli romanici e per i numerosi affreschi, alcuni di scuola senese (1300) ed altri di scuola umbra (1400). La Rocca, con i suoi due camminamenti (inferiore e superiore), offre due passeggiate panoramiche della vallata che porta fino al mare. Per un lungo periodo abbiamo avuto la fortuna di soggiornare in una casa affacciata sul camminamento inferiore e ricordiamo ancora quando, la mattina poco dopo l’alba, si faceva colazione in compagnia dello splendido panorama che forniva la giusta carica di serenità per affrontare la giornata.

Sono luoghi che non si dimenticano e chi avrà l’opportunità di viverli si renderà immediatamente conto di quanto possano segnare. Dal versante opposto, il camminamento offre la vista della macchia che nel 1800 fu regno incontrastato del brigante Tiburzi, la cui fama di difensore dei popoli è arrivata sino ai giorni nostri. Per quanto riguarda la ristorazione, Capalbio offre molte opportunità e tutte di buon livello, ma se volete unire l’utile al dilettevole, al piano superiore il ristorante offre spesso mostre di pittori contemporanei ed è fornito anche di una libreria e di un negozio, vi consigliamo Il Frantoio, con i suoi tortelli di ricotta e spigola, al burro e mandorle, o magari i tagliolini con vongole e bottarga della laguna di Orbetello e per secondo il petto d’anatra all’arancia o la faraona ripiena al forno; per finire un soufflé al cioccolato guarnito con panna. Per gli abbinamenti non avrete difficoltà, la cantina è fornitissima. Restando in campo enogastronomico, raggiungendo nuovamente la statale Aurelia, vi basterà attraversarla per trovarvi in località Selva Nera, dove al ristorante La Selva, lo chef Fabio vi delizierà con i suoi piatti di pesce, frutto di quanto di più fresco il mercato del giorno è in grado di offrire, proposti con la sua consueta cortesia. È arrivato il momento di fare una passeggiata, niente di meglio dell’Oasi del Wwf del Lago di Burano (dalla stazione di Capalbio Scalo troverete le indicazioni).

Creata nel 1967 per offrire un tranquillo luogo di sosta agli uccelli migratori, tra i suoi canneti si possono osservare alzavole, folaghe, aironi, fenicotteri e il sempre più raro cavaliere d’Italia, oggi ospita anche un acquario, un orto botanico e un giardino delle farfalle. Se invece alla natura preferite l’arte, nella frazione di Garavicchio, potrete visitare Il Giardino dei Tarocchi, ideato dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, scomparsa nel 2002. Il giardino, in realtà una esposizione a cielo aperto dell’artista, è punteggiato da enormi statue alte dai 12 ai 15 metri ricoperte di mosaici in specchi, vetro pregiato e ceramiche, che raffigurano le 22 carte dei Tarocchi, gli Arcani maggiori. Riprendendo il nostro itinerario, la prossima meta è Saturnia. Arroccato su un colle che domina sia la vallata delle Terme che quella dell’Albegna, il borgo di Saturnia si sviluppa tutto attorno alla piazza Vittorio Veneto, alle spalle della quale si trova la chiesa di Santa Maria Maddalena, con la sua torre campanaria che accoglie anche una campana del quindicesimo secolo.

Nella chiesa si può ammirare la tavola raffigurante la Vergine col Bambino, attribuita al pittore di scuola senese Benvenuto di Giovanni, databile tra il 1475 ed il 1483, ma il monumento più noto di Saturnia, tanto da divenirne il simbolo, è senza dubbio la Porta Romana che ancora conserva per intero il suo arco a tutto sesto. Divenuto ormai centro termale di risonanza nazionale, vi soccorrerà in caso di stanchezza con il suo Terme di Saturnia Spa & Golf Resort, dove potrete ritemprarvi e rilassarvi, prima di raggiungere la prossima tappa golosa, meritato premio di una giornata impegnativa: l’Antica Trattoria Aurora a Magliano in Toscana. La distanza non è molta, circa 38 chilometri, ma vi assicuriamo che ne vale la pena. Le sale del ristorante non sono molto grandi, ma nei mesi che lo consentono si può usufruire del giardino. Se siete curiosi, e di buon appetito, vi consigliamo la degustazione di antipasti: ce ne sono di molto sfiziosi (tortino di cipolla con lardo di Colonnata o una passatine di zucchine con fiori fritti ripieni di caprino), ma comunque da non mancare i tortelli al cinghiale o quelli ripieni di faraona con salsa di porri, di grande equilibrio; più strutturata la zuppa di pane e fagioli gialli di Onano con bietola selvatica e guanciale di maiale. Il piccione spadellato, al rosa, è perfetto. Potrete chiudere con la golosa trilogia di cioccolato o con un più sobrio semifreddo al caffè. La cantina, come la cucina, è influenzata molto dal territorio e sarà in grado di soddisfare le vostre esigenze.

A questo punto è ora di tornare al nostro Resort per una notte di meritato riposo. Il giorno successivo, per chi come noi non resiste al richiamo del percorso, l’albergo offre un movimentato  18 buche di 6.294 metri par 72, con dei green larghi e profondi  ben protetti da bunker e ostacoli, mentre per gli altri l’albergo con le sue terme propone molte opportunità di relax: dall’idroterapia ai trattamenti di bellezza sino a un percorso utile a chi è in deficit di energia per stress accumulato. Ormai ritemprati potreste aver voglia di mare, se così fosse, vi basterà raggiungere la spiaggia della Feniglia (Orbetello) per sdraiarvi sulla sabbia finissima dove, nel luglio del 1610, trascorse i suoi ultimi giorni Michelangelo Merisi, il Caravaggio; se invece del mare preferite contemplare solo la sua maestosità, allora vi consigliamo di raggiungere la località Punta Telegrafo (purtroppo la via Panoramica di Porto Ercole ormai è percorribile solo a piedi, da un punto si potevano vedere l’insieme delle due spiagge della Giannella e della Feniglia, un vero peccato), nelle giornate limpide dalla sua sommità si può osservare l’intero arcipelago toscano e scorgere la Corsica, un panorama che toglie il respiro. A questo punto, forse stanchi ma sicuramente un po’ più ricchi di storia e tradizioni della Maremma, potrete riprendere la strada del ritorno.

di Fabio De Raffaele

Informazioni

Museo Archeologico di Vulci

Loc. Abbadia di Vulci

01011 Canino (Vt)

Tel. 0761.437787

Necropoli di Vulci

per tariffe, informazioni e prenotazioni

visite guidate:

Tel. 0766.879729/89298

Ristorante Locanda Il Frantoio

Piazza della Provvidenza, 10

58011 Capalbio (Gr)

Tel. 0564.896484

Ristorante La Selva

Loc. Selva Nera

58011 Capalbio (Gr)

Tel. 0564.890381

Il Giardino dei Tarocchi

Loc. Gravicchio

58011 Capalbio (Gr)

Tel. 0564.895122

Oasi Wwf  Lago di Burano

58015 Capalbio Scalo (Gr)

Tel. 0564.898829

Terme di Saturnia

Spa & Golf Resort

Loc. Follonata

58014 Saturnia (Gr)

Tel. 0564.600111

Ristorante Antica Trattoria Aurora

Via Chiasso Lavagnini, 12/14

58051 Magliano in Toscana (Gr)

Tel. 0564.592774

 

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