#IrpiniaVino – Calafè

In Profili diVini, Vino by editorLeave a Comment

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Il coinvolgente gusto dell’attesa: verticale Greco di Tufo

Incontriamo Benito Petrillo che nel 1999 fonda Calafè acquisendo due ettari su terreni collinari di origine vulcanica, ricchi di zolfo, in comune di Prata Principato Ultra. L’azienda è subito dedicata alle tre nipoti, Camilla, Laura e Federica, portando in sé un profondo spirito familiare. I vini sono quelli importanti classici irpini e ci troviamo subito a parlare di due uve, greco e aglianico: “Facendo l’analisi delle uve – ci spiega Benito Petrillo – si scopre che aglianico e greco hanno doti molto simili in termini di zuccheri, di capacità di produrre alcol, di tannini. Per questo il vino da uve greco deve poter invecchiare”. Avevamo sollecitato il nostro ospite sul tema invecchiamento perché avevamo assaggiato una bottiglia di Greco di Tufo Calafè di oltre dieci anni. Saltano gli schemi dell’incontro e invece della degustazione classica delle annate in corso di Taurasi e Greco ci viene dedicata una verticale di quattro vecchie annate di Greco di Tufo, un’occasione strepitosa per verificare la capacità di questo vino di evolvere su tempi lunghi in modo complesso e coinvolgente: dieci anni sembrano il tempo minimo da attendere per goderne appieno… Non è un caso se oggi sia acquistabile in azienda l’annata 2009.

Greco di Tufo 2006

Dorato con riflessi ambra, al naso è subito complesso nel proporre una gamma di percezioni dal frutto, alle spezie potenti, ai minerali, con cenni di frutto sotto spirito. Emerge in modo nitido la declinazione di mela che scopriamo fresca, in pasticceria fino a toni di Calvados, che dialogano con salgemma e timbri golosi di frutta secca. In bocca è morbido, strutturato, dal profilo retronasale coerente ma più evoluto del naso.

Greco di Tufo 2007

Il colore si ferma all’oro intenso e il naso ha un frutto polposo e ben definito, coerente nei riconoscimenti col millesimo precedente, ma in una veste molto vivida, scolpita da profili minerali di selce, tufo e salgemma. E in bocca conferma la sua totale integrità che lo rende dinamico e ritmato al palato, molto invitante

Greco di Tufo 2008

Lo stile non cambia in termini di riconoscimenti, potenza ed eleganza, per un bouquet che si rivela particolarmente loquace di frutto e doti minerali. Sontuoso sia al naso che in bocca, rivela grande coerenza e continuità, con una persistenza di frutto, minerali e spezie che spinge al nuovo assaggio. Fu un’annata eccezionale, che portò a una vendemmia oltre il 20 ottobre, con una tempo caldo e meraviglioso di giorno, fresco di notte. Si arrivò a una leggera surmaturazione in pianta.

Greco di Tufo 2009

È molto simile al 2008, caratterizzato da grande mineralità e tensione gustativa, ma in una veste meno coinvolgente, non ancora all’apice della sua espressività nel suo frutto ancora freschissimo e la bocca ben affilata. Ancora giovane…

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