La Ponca di Scriò presenta le sue interpretazioni del Collio
La Ponca sorge sulle colline di Scriò, nel Collio. A nord il profilo azzurro delle Alpi Giulie, a sud il mare che appare come lama d’argento
In questo luogo di confine, privilegiato da condizioni pedoclimatiche uniche, l’imprenditore e sognatore Alex Maccan nel 2021, ha individuato la perfetta opportunità per dare vita al suo ambizioso progetto enologico di far conoscere il Collio come un territorio altamente vocato per la produzione, soprattutto, di vini bianchi di pregio. Una presentazione a Milano dei sei vini prodotti, serviti per altro in magnum, ci ha consentito di approfondire la conoscenza del contesto davvero unico del territorio, grazie alla presentazione dell’agronomo Andrea Pittana, seguita da quella dell’enologo Giovanni Ruzzene.

La Ponca, legame lungo e profondo con la natura
Il nome di La Ponca oltre a essere un omaggio al suolo distintivo di questa zona viticola, evoca l’attaccamento reverenziale assunto da tutti i suoi protagonisti verso ciò che la natura ha messo a disposizione, compresa la volontà di preservarla. La tenuta si sviluppa su una superficie di 45 ettari, di cui 12 sono coltivati a vigneto, altri a seminativo, mentre i restanti sono coperti da boschi e prati, rappresentando così uno scrigno di biodiversità davvero unica, in cui si cerca di preservare la bellezza naturale di questo territorio incontaminato. La tenuta è sita nel Collio, regione geografica situata al confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. Quest’area, nota anche come Collio Goriziano, si distingue in particolare per la sua ricchezza naturalistica, la produzione vinicola di alta qualità, con particolare enfasi sui vini bianchi. Questo territorio di straordinaria bellezza, plasmato dalla sequenza di declivi che si susseguono lungo una direttrice ideale est-ovest, offre ampie superfici esposte al mezzogiorno, ideali per una viticoltura di eccellente qualità. Il suolo, un amalgama di marna e arenaria noto come “ponca” nella tradizione friulana, rivela una particolare conformazione rocciosa associata alla viticoltura, unica nell’area che abbraccia Friuli, Slovenia e Istria. Questo tipo di suolo limita la vigoria delle viti, assicura basse produzioni, maturità anche in annate sfavorevoli e una spiccata mineralità sia olfattiva che gustativa nei vini.

Pittana ha sottolineato nella sua esposizione come la composizione dei suoli costituisca l’ottanta percento di questi vini, a cui va unita l’esposizione di ogni singolo vigneto. Ha evidenziato che bisogna considerare la distanza dalle montagne e dalle correnti fredde, l’altitudine dei vigneti che, essendo per La Ponca tra i 190 e i 285 metri, può considerarsi elevata per l’area. Altri fattori sono costituiti dal vento della Bora che soffia dalla Slovenia ogni pomeriggio, oltre alla piovosità importante dell’area.
Sei vitigni su dodici ettari vitati
Sui 12 ettari vitati vengono coltivati sei vitigni, ciascuno dedicato a un vino: da ribolla gialla a aalvasia, da friulano a chardonnay, da sauvignon all’unico rosso schioppettino. Va sottolineato che per ogni varietà Maccan con la consulenza di Pittana, al momento dell’acquisto della tenuta, hanno verificato con studi agronomici, la vocazionalità di ognuna delle varietà. L’enologo Ruzzene ha anche valutato in quel frangente, lo stato dei contenitori per l’affinamento e la maturazione dei vini lasciati dalla precedente proprietà, in modo da esaltare le uve ottenute dalla vendemmia successiva. “Il lavoro che svolgiamo in vigna e in cantina – commenta l’enologo Giovanni Ruzzene, prima di passare a presentare i vini – è quello di mettere la vite nelle condizioni di dare la miglior espressione che il Collio può offrire. Ed è sempre una felice scoperta vedere come in quest’area la vite, nella sua semplicità, compie naturalmente un’opera straordinaria, riuscendo a tradurre nel bicchiere la ricchezza del sottosuolo, il calore del sole a cui sono esposti i vigneti e la forza del vento che proviene dalle montagne limitrofe. A noi non resta che lavorare questi frutti con rispetto e sapienza, al fine di preservarne tutte le caratteristiche. Il risultato sono dei vini inconfondibili, per intensità e carattere. Niente meglio di essi può raccontare questi luoghi”. I vigneti che hanno terminato la conversione biologica nel 2018, si estendono su sei appezzamenti, da nord a sud intorno alla località Scrió. Sono peraltro indicati in ognuna delle altrettante etichette che compongono la gamma produttiva di cui segue la presentazione.
La degustazione

Collio Ribolla Gialla Doc 2022
14% vol.
Le uve ottenute dal vigneto Skal, di circa 15 anni, a 200 metri di altitudine con un’esposizione a est, hanno una resa di soli 35 quintali a ettaro in vendemmia. In cantina dopo una pressatura soffice delle uve, la pulizia dei mosti tramite decantazione statica a freddo, avviene la fermentazione alcolica a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox. Permanenza sulle fecce fini per 15 mesi in recipienti di acciaio inox. Dopo un colore dorato scarico, ha al naso note di frutta e fiori gialli, con una sensazione finale di miele. All’assaggio è sapido, fresco, già persistente con un retrolfatto giocato sulla frutta gialla.

Collio Malvasia Doc 2022
14% vol
Le uve ottenute dai vigneti Petris, Pacial, di circa 15 anni, a 200/260 metri di altitudine con un’esposizione a est sud-est, hanno una resa di 50 quintali a ettaro in vendemmia. In cantina fanno una macerazione a freddo per circa 24 ore con successiva pressatura soffice, poi la pulizia dei mosti tramite una decantazione statica a freddo, quindie la fermentazione alcolica a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox. L’affinamento avviene parte in acciaio, parte in botti di rovere da 10 ettolitri, con una permanenza sulle fecce fini per 15 mesi. Dopo una tonalità dorata, ha il naso giocato su frutta gialla, seguita da un tocco di miele, un accenno di pietra focaia. Al palato ha struttura, sapidità, freschezza, già lungo con un retrolfatto giocato su note di pietra focaia.

Collio Friulano Doc 2022
14% vol.
Le uve ottenute anche qui dai vigneti Petris, Pacial, di circa 20 anni, a 280 metri di altitudine, con un’esposizione a sud, hanno una resa di soli 35 quintali a ettaro in vendemmia. In cantina dopo una pressatura soffice delle uve e la pulizia dei mosti tramite decantazione statica a freddo, avviene la fermentazione alcolica a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, con un affinamento parte in acciaio, parte in botti di rovere da 10 ettolitri, una permanenza sulle fecce fini per 15 mesi. Qui il colore è giallo paglierino, poi al naso ha frutta bianca, seguita da note vegetali, con a chiudere una nota prima minerale poi ammandorlata. In bocca abbiamo trovato struttura, sapidità, freschezza, una bella persistenza e finale ammandorlato.

Collio Chardonnay Doc 2022
14% vol.
Le uve ottenute dal vigneto Petris, di circa 10 anni, a 230 metri di altitudine, con un’esposizione a sud, hanno una resa di soli 50 quintali a ettaro in vendemmia. In cantina dopo una pressatura soffice e la decantazione statica a freddo, parte la fermentazione alcolica a temperatura controllata suddivisa tra botti di rovere da 10 ettolitri e barrique di secondo, terzo e quarto passaggio, seguita dalla permanenza sulle fecce fini per 15 mesi. Qui il colore è giallo paglierino intenso con un naso di frutta esotica, seguito da un soffio agrumato, poi con un accenno di vaniglia. Al palato ha struttura, freschezza, sapidità, eleganza, con una beva leggermente opulenta e un’ottima persistenza.

Collio Sauvignon Doc 2022
14% vol.
Le uve sono ottenute dai vigneti Ronc, Casa Rossa, tra i 190 – 240 metri di altitudine, con un’esposizione sud-ovest, un’età dagli 8 ai 15 anni e una resa di soli 45 quintali a ettaro in vendemmia. In cantina dopo una macerazione a freddo sulle bucce per circa 48 ore, una successiva pressatura soffice e la decantazione statica a freddo, parte la fermentazione alcolica a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, in cui poi affina con una permanenza sulle fecce fini per 15 mesi. Dopo un colore paglierino intenso, al naso ha oltre ai sentori tipici vegetali, di salvia, ha un soffio agrumato e un finale mentolato. All’assaggio ha struttura, freschezza, sapidità, una buona lunghezza, dal ritorno vegetale e mentolato.

Venezia Giulia Schioppettino Igt 2020
Vol 13%
Le uve di schioppettino, conosciute in Friuli con il nome di ribolla nera, ottenute dal vigneto Paglizza, a 200 metri di altitudine, con un’esposizione ovest, un’età di circa 15 anni, hanno una resa di soli 35 quintali a ettaro in vendemmia. In cantina, alla diraspa-pigiatura dei grappoli segue la fermentazione alcolica in serbatoi in acciaio inox. La macerazione sulle bucce per 12 giorni è seguita da pressatura e fermentazione malolattica; poi il vino matura in barrique di rovere francese di primo e secondo passaggio per 12 mesi, seguiti da un successivo stazionamento sulle fecce in serbatoi di acciaio inox. Nel calice esordisce con un colore rubino, per poi avere al naso prima note fruttate, seguite da spezie e da soffi balsamici. In bocca ha struttura, tannini presenti, morbidi, equilibrati da freschezza, poi è sapido, elegante, dotato di ottima persistenza, con un retrolfatto giocato su frutta e note balsamiche.
Photo @ La Ponca