Intervista al presidente Franco Adami

In carica da pochi giorni, il presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, illustria la sua missione

Solighetto, 29 maggio 2024. Il consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg ha eletto Franco Adami, titolare con il fratello dell’azienda Adami, nuovo presidente per tre anni, dopo aver ricoperto questo incarico per nove anni, dal 2002 al 2011, periodo che portò alla Docg e alla nascita della denominazione interegionale Prosecco Doc. Subito, il Consorzio ha diffuso una nota stampa con i ringraziamenti del neo eletto per produrne un’altra, il 31 maggio, a trenta ore dalla elezione, con la dichiarazione ufficiale di Franco Adami: “Innanzitutto ringrazio Elvira Bortolomiol per il lavoro svolto fino a qui con impegno, raccolgo il suo testimone con orgoglio ma anche con responsabilità consapevole dell’importanza di valorizzare i risultati raggiunti sino ad ora. Il lavoro che ci aspetta sarà impegnativo ma sono convinto che partendo dalla definizione di una visione comune della nostra identità (Chi Siamo) e di quali siano i punti di condivisione con il resto del mondo Prosecco, saremo capaci di promuovere al meglio i nostri valori immateriali e farli così emergere in modo deciso. I nostri primi passi concreti saranno intervenire sul disciplinare di produzione, perché la resa unica, un territorio una sola denominazione, è possibile e utile per promuoverla in modo compatto. Naturalmente occorre anche continuare il percorso intrapreso sino ad ora per una denominazione sempre più sostenibile, nonostante i grandi passi compiuti negli ultimi anni, il nostro impatto sull’ambiente, deve, per quanto possibile, progressivamente diminuire. Infine, dovremo concentrarci sulla conservazione delle Rive, luogo identitario e distintivo”.

Intervista al presidente Franco Adami
Franco Adami

Una dichiarazione compatta contenete un mondo di intenti e obiettivi che richiedono un approfondimento. Ringraziamo Franco Adami di averci dedicato del tempo in delle giornate molto frenetiche.
Primo tema la resa unica: “Nel nostro disciplinare di produzione, come in tutti, – spiega Franco Adami – c’è un massimo di resa per ettaro che nel nostro caso è 135 quintali. È possibile, in certe annate favorevoli, sforare fino a un massimo del 20%, producendo un vino di una sottostante denominazione. Quindi nel nostro caso si può produrre un Proseccco Doc, dalla stessa vigna e con lo stesso metodo produttivo. Da un punto di vista comunicativo questa cosa per noi è sbagliata. L’obiettivo è di produrre un solo vino da un unico territorio, ovvero nel territorio di Conegliano Valdobbiadene solo il vino a Docg”. In sostanza i superi di produzione potranno essere destinati ad altri vini, fermi o spumanti, ma senza denominazione, quindi con un appeal commerciale certamente inferiore. “Conegliano Valdobbiadene deve focalizzare sulla sua vocazione di distretto spumantistico strettamente legato al territorio, chiedendo probabilmente un sacrificio a tutta la filiera produttiva nelle fasi iniziali perché gli eventuali superi di produzione avranno un valore inferiore, ma già a medio termine ci sarà un vantaggio per la denominazione intera”. Insomma, un messaggio chiaro e molto forte per un metodo di gestione del territorio che non potrà che essere decisamente unificante. Basta osservare cosa accada nelle altre aree del Paese dove c’è sovrapposizione di denominazioni e una struttura a piramide con le Docg in testa: quando si utilizza lo stesso vitigno, come a Montalcino per il Brunello e il Rosso, per esempio, i metodi produttivi sono sostanzialmente differenti. Qui al contrario la tecnica e le modalità di produzione sono le medesime e una scelta forte condivisa è un messaggio molto potente.

Intervista al presidente Franco Adami
Vigneto in zona Rive di Colbertaldo

L’altro tema è la continua valorizzazione delle Rive, le 43 aree riconosciute per la loro vocazione viticola, anche attraverso il concetto di vigna, “ovvero – spiega il presidente – un vino prodotto in un unico vigneto deve contenere la menzione Rive per continuare a spingere verso l’alto la Docg di Conegliano Valdobbiadene”. È fuor di dubbio, infatti, che questo territorio goda di un valore immateriale decisamente più alto delle altre aree inserite nel Sistema Prosecco, ovvero Asolo Docg e Prosecco Doc, condividendo “Prosecco” la parola italiana del vino più conosciuta al mondo, che ha le sue radici e il territorio di elezione sulle colline di Conegliano Valdobbiadene.
Abbiamo trovato un Franco Adami molto carico, voglioso di dare il suo contributo nel fare e nell’alimentare i tanti valori condivisi di un territorio che tutti gli appassionati di vino dovrebbero visitare per poterne comprendere appieno la sua nobile espressione.