La trattoria raffinata nel cuore di Roma
L'altra faccia della tradizione romana: raffinata, conviviale ed elegante. A Palazzo Dama, la "fine trattoria" in centro città
Dallo scorso giugno Palazzo Dama ospita Donkey’s Bar, nuovo indirizzo del Gruppo Acquolina nato come evoluzione dell’insegna tiburtina Li Somari. Cucina romana e laziale reinterpretata in chiave internazionale, tra sala interna, giardino e piscina. Il tutto porta la firma gastronomica di Daniele Lippi, chef del bistellato Acquolina e la lungimiranza imprenditoriale di Andrea La Caita direttore del gruppo.

Una trattoria, in versione cosmopolita
Prendere l’anima di una trattoria vera, quella de Li Somari a Tivoli, e trasferirla in un contesto completamente diverso. Eccola la mission di Donkey’s Bar accolto negli spazzi bellissimi e raggianti di Palazzo Dama, boutique hotel a due passi da Piazza del Popolo. L’obiettivo di questo nuovo progetto firmato dal Gruppo Acquolina, come racconta Andrea La Caita che ne è Managing Director, è quello di mantenere centrale l’idea di una cucina italiana riconoscibile, conviviale e contemporanea, ma rivolta anche a un pubblico internazionale, senza perdere l’immediatezza che ha reso celebre l’insegna originaria. Il risultato è quello che gli stessi promotori definiscono un concetto di “fine trattoria”: tradizione gastronomica genuina, servita però con l’eleganza, il servizio sartoriale e la mixology curata di un hotel cinque stelle. Un equilibrio non scontato, che punta a far convivere la convivialità di un piatto di pasta condiviso al centro del tavolo con un’atmosfera lifestyle pensata per una clientela internazionale, abituata a standard di ospitalità elevati ma in cerca di autenticità italiana vera, non edulcorata. Non un semplice ristorante d’albergo, quindi, ma un progetto gastronomico autonomo che dialoga con la città tanto quanto con gli ospiti della struttura.

Mangiare dentro nei saloni storici o fuori, a bordo piscina
Il fascino del progetto passa anche, e soprattutto, dagli spazi che lo ospitano. Palazzo Dama nasce come residenza ottocentesca della famiglia Malaspina, antica famiglia aristocratica del nord Italia che scelse Roma come sede di rappresentanza durante gli anni del proprio impegno senatoriale nella capitale. Oggi quella dimora storica è un boutique hotel di lusso con 29 camere e 4 suite, tutte diverse tra loro, frutto di un restyling firmato dall’architetto Antonio Girardi che ha saputo preservare il carattere originario della residenza nobiliare: saloni d’epoca, arredi eleganti e un dialogo continuo tra architettura, ospitalità e vita quotidiana degli ospiti. Tra gli elementi più distintivi della struttura c’è un ampio giardino interno con piscina, una rarità per il centro storico romano, che diventa protagonista assoluto dell’esperienza Donkey’s Bar durante la bella stagione, quando i tavoli si spostano all’aperto e il cocktail bar accompagna le serate fino a tarda notte. Il locale si sviluppa infatti tra sala interna, giardino, area piscina e cocktail bar, in un dialogo naturale con tutti gli ambienti dell’hotel, trasformandosi in una vera destinazione urbana da vivere durante l’intero arco della giornata: dalla colazione al pranzo, dall’aperitivo alla cena, fino al dopocena. Gli spazi sono pensati anche per accogliere eventi privati, appuntamenti lifestyle e serate dedicate a un’idea di ospitalità romana contemporanea, capace di parlare sia ai residenti sia ai visitatori internazionali dell’hotel, in un contesto che resta riservato pur affacciandosi idealmente sul Tevere, a pochi passi dal cuore pulsante della città.

In carta, i grandi classici della cucina romana
Il menu recupera fedelmente il patrimonio gastronomico de Li Somari, reinterpretato però in una veste più raffinata e trasversale, pensata per un pubblico più ampio ed eterogeneo. Tra i piatti simbolo del progetto ci sono gli gnocchi di patate farciti con il pollo alla cacciatora: goloso e pieno, questo piatto insieme a molti altri in carta mantengono intatta l’identità della tradizione laziale, proposta senza compromessi sul sapore ma curandone con particolare attenzione la parte estetica ed ovviamente il servizio. Bella la scelta di mettere in menu diversi piatti adatti alla condivisione, come i mezzi paccheri ai tre pomodori, limone e ricotta salata, serviti al centro del tavolo per tutti i commensali, in perfetto stile trattoria, dove il gesto di dividere il piatto diventa parte dell’esperienza conviviale. La linea gastronomica complessiva porta la firma di Daniele Lippi, chef del bistellato Acquolina, che ha il compito di tradurre il patrimonio della cucina italiana e romana in un linguaggio contemporaneo, immediato e conviviale; la cucina è guidata quotidianamente dal resident chef Giorgio Faga, sotto la supervisione del brand manager Benito Cascone. Donkey’s Bar si inserisce così in un ecosistema più ampio, quello del Gruppo Acquolina, realtà che negli anni ha costruito un proprio linguaggio gastronomico attraverso insegne come Acquolina, AcquaRoof Terrazza Molinari, Velo, Alto, Al Madrigale e la stessa Li Somari, oltre alla gestione in Italia di marchi internazionali come Zuma e BeefBar. Un curriculum che rende Donkey’s Bar l’ultimo, atteso tassello di un progetto di ospitalità sempre più riconoscibile a Roma, e che conferma come il confine tra trattoria di quartiere e ristorazione d’hotel di lusso sia sempre più sottile, e sempre più interessante da esplorare.
Donkey’s Bar Palazzo Dama
Lungotevere Arnaldo da Brescia, 2
Roma
Sempre aperto, 7 su 7 a pranzo, aperitivo, cena e dopocena