L’Amarone di Allegrini al Chiancheria di Roma

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Verticale di tre annate di Amarone della Valpolicella Classico Docg, in abbinamento a tre interpretazioni di carne

Di Rosa Capece

A quattro mesi dall’apertura la Chiancheria Gourmet (dal napoletano “Chianca” cioè macelleria), è già perfettamente inserita nel variegato contesto enogastronomico del quartiere Ostiense, che pullula di locali interessanti e di tendenza.

Basta entrare per essere subito travolti dai “piaceri della carne”, ma si scopre comunque rapidamente anche la grande ricchezza di offerta di questo luogo che spazia, con selezioni ricercate, in tutte le direzioni del gusto.

La cucina a vista dà risalto allo show dei cuochi che non trascurano la preparazione di irresistibili finger food di benvenuto.

Con altrettanta immediatezza ci si trova avvolti dall’attenzione competente e appassionata dell’intero staff, a cominciare dai tre soci Salvio e Marco Passariello e Pasquale di Muccio.

Tutto questo anche nella serata in cui l’azienda Allegrini ha dedicato un’interessante verticale alla Chiancheria, completata da alcune bottiglie di proprietà dei titolari, stappate per l’occasione.

Abbiamo assaggiato in degustazione guidata e raccontata con coinvolgente passione da Leonardo Vallone, direttore vendite Italia, le annate di Amarone della Valpolicella Classico Doc 2000 (ormai maggiorenne), il 2005 e il Docg 2010, scoprendo le sfaccettature di un vino nelle diverse annate. Annate diverse per le molte variabili sia climatiche che di tecniche di vinificazione, di stile e di convinzioni che nell’arco di tanti anni non possono rimane uguali, restano però identici gli obiettivi fondamentali che hanno ispirato sei generazioni Allegrini, come ce li ha indicati Leonardo Vallone: “Qualità, finezza e beva”

A seguire Salvio e lo chef Raffaele Galasso ci hanno guidato con assoluta competenza e gioioso entusiasmo nella degustazione di tre portate, espressioni della qualità della carni di razza podolica provenienti dagli allevamenti di famiglia di Fattoria Carpineto e di una sapiente elaborazione dei tagli meno comuni, a torto, considerati meno nobili, portate alle quali sono stati abbinati altri vini: tartare e carpacci della casa in abbinamento a un calice dello Champagne Olivier Leflaive, (circa tremila bottiglie importate in esclusiva da Allegrini ); il risotto zafferano e guancia di vitellone con l’Amarone Allegrini 2015; la coda di vitellone dai pascoli accompagnata da La Poja 2011.

A sorpresa con il dessert, appositamente ideato, anche il vino passito Teos prodotto in circa mille bottiglie a Poggio al Tesoro, il sogno bolgherese avverato della famiglia Allegrini.

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