Latte, fiducia e valore: la filiera si racconta a Roma

Un comparto solido che continua a crescere in fiducia, valore e consapevolezza. È quello lattiero-caseario, vero pilastro dell’agroalimentare.

In una serata di dialogo e degustazione all’Hotel Eden di Roma, il latte e i suoi derivati sono stati protagonisti di una riflessione collettiva sul futuro della filiera lattiero-casearia italiana. L’occasione è stata la press dinner promossa da “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, la campagna europea ideata da Confcooperative e cofinanziata dalla Commissione UE, con il supporto di Ismea e Nomisma. Una tavola rotonda dove numeri, dati e calici si sono intrecciati per raccontare la solidità di un comparto che continua a crescere in fiducia, valore e consapevolezza.

Latte, fiducia e valore: la filiera si racconta a Roma
Giovanni Guarneri, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Fedagripesca

Un pilastro dell’agroalimentare italiano

I dati presentati da Ismea fotografano un settore in piena salute: 29 miliardi di euro di valore complessivo, con 7,1 miliardi provenienti dalla fase di allevamento e 21,8 miliardi dalla trasformazione industriale, cresciuti del 9% nell’ultimo anno. L’Italia resta il quinto produttore di latte bovino in Europa, con oltre 13 mila tonnellate consegnate da 23 mila allevamenti e 1,7 milioni di capi. Il mondo cooperativo, in particolare, si conferma la spina dorsale della filiera: 65% del latte raccolto e 70% della produzione dei principali formaggi DOP passano attraverso imprese cooperative. “L’aggregazione è la chiave per competere” ha sottolineato Giovanni Guarneri, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Fedagripesca. “Il 63% del giro d’affari cooperativo è generato da 25 grandi realtà: fare rete significa essere più forti, innovativi e pronti ai cambiamenti del mercato.”

Latte, fiducia e valore: la filiera si racconta a Roma

Equilibrio del gusto e consumatori consapevoli

A trainare il comparto restano le esportazioni: nel primo semestre 2025 l’export è salito del 15,7% in valore e del 5% in volume. Sul fronte interno, invece, le famiglie italiane stanno riscoprendo formaggi e yogurt, con un +5,7% e +6% nei primi sette mesi dell’anno. Cala invece il latte fresco, complice l’evoluzione degli stili di vita e delle abitudini di acquisto. La ricerca Nomisma, realizzata nell’ambito del progetto Think Milk, evidenzia un dato molto interessante: il 98% degli italiani consuma prodotti lattiero-caseari, e quasi otto su dieci dichiarano fiducia nel latte e nei derivati Made in EU. Una fiducia che cresce con reddito e livello di istruzione, e che si rafforza tra i più giovani. Il 63% dei consumatori si informa attivamente sul web, e ben due italiani su tre sanno riconoscere le fake news sul mondo del latte.

I formaggi ambasciatori del progetto

I grandi protagonisti della campagna Think Milk, Taste Europe, Be Smart! sono i formaggi che hanno reso celebre la tradizione casearia italiana. Il progetto coinvolge alcune delle più rappresentative DOP nazionali, simboli di territori e saperi secolari: dal Grana Padano e Parmigiano Reggiano, pilastri della pianura padana, al Pecorino Romano e al Pecorino Sardo, espressione delle aree mediterranee più vocate; dal Provolone Valpadana al Gorgonzola, fino a eccellenze fresche come la Mozzarella di Bufala Campana e lo Squacquerone di Romagna. Questi formaggi, protagonisti anche delle attività di degustazione e storytelling del progetto, raccontano una filiera cooperativa che unisce qualità certificata, benessere animale e legame con il territorio — valori che “Think Milk” porta in tutta Europa come emblema del saper fare lattiero-caseario italiano.

Latte, fiducia e valore: la filiera si racconta a Roma

Qualche mito da sfatare!

“Questa campagna – ha ricordato Guarneri – è nata più di quattro anni fa per sfatare i falsi miti e raccontare un latte moderno, tracciabile, legato alla sostenibilità e al benessere animale. Oggi parliamo a un consumatore curioso e preparato, che vuole conoscere la storia dietro ogni bicchiere e ogni forma di formaggio.”

  • Il latte non serve agli adulti — Falso! Il latte resta una fonte importante di proteine, calcio e vitamine del gruppo B, utili in ogni fase della vita.
  • Le bevande vegetali sono un sostituto equivalente — Falso! Non contengono naturalmente calcio o proteine di pari valore biologico. Sono buone alternative ma non si possono considerare come valiti sostituti nutrizionali del latte.
  • Il latte UHT è meno nutriente di quello fresco — Falso! Il trattamento ad alta temperatura serve a prolungare la conservazione, ma le differenze nutrizionali sono minime.
  • Secondo Nomisma, 2 consumatori su 3 oggi sanno riconoscere queste e altre bufale: segno che la corretta informazione funziona.

La serata romana ha confermato che dietro a un bicchiere di latte non c’è solo una filiera efficiente, ma anche un racconto di territorio e fiducia. Tra un assaggio e un dato, il mondo cooperativo e gli esperti di mercato hanno mostrato come il settore lattiero-caseario possa essere, oggi più che mai, un ambasciatore autentico della qualità agroalimentare italiana.

Think Milk, Taste Europe, Be Smart!